Dal 2026 il sistema dei compensi a CAF e professionisti per l’assistenza fiscale entra in una nuova fase. Il punto centrale è il limite massimo di spesa fissato per lo Stato: le somme complessive destinate a questi pagamenti non potranno superare 195.297.790 euro, con riferimento alle attività svolte già nell’anno 2025.
La novità nasce dal DM MEF 29 aprile 2026, pubblicato in GU del 9 maggio 2026, in attuazione della Legge di Bilancio 2026. Il decreto interviene su un settore molto importante per milioni di contribuenti, perché riguarda il lavoro svolto da CAF e professionisti abilitati nella gestione delle dichiarazioni fiscali, in particolare quelle legate al modello 730 e alla dichiarazione precompilata.
Il meccanismo scelto punta a contenere la spesa pubblica senza eliminare il riconoscimento economico per l’assistenza prestata. Tuttavia, se il totale teorico dei compensi a CAF e professionisti dovesse superare il tetto stabilito, gli importi saranno ridotti in modo proporzionale per tutti gli aventi diritto.
Il ruolo della dichiarazione precompilata nei compensi a CAF e professionisti
La dichiarazione precompilata ha modificato in modo profondo il lavoro degli intermediari fiscali. Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha inserito un numero sempre maggiore di dati già disponibili, come redditi, spese sanitarie, interessi sui mutui, premi assicurativi e altri oneri detraibili o deducibili.
Quando i dati sono completi e corretti, il contribuente può accettare la dichiarazione senza interventi sostanziali. In questi casi l’attività richiesta all’intermediario è più semplice rispetto alle situazioni in cui occorre correggere, integrare o verificare molte informazioni.
Proprio questa differenza incide sui compensi a CAF e professionisti. Il decreto considera il diverso livello di impegno necessario e collega il riconoscimento economico alla complessità del servizio reso.
Non tutte le pratiche, quindi, pesano allo stesso modo.
La base di riferimento resta collegata all’art. 1 DM MEF 29 dicembre 2014, ma la nuova disciplina aggiorna l’impianto alla luce dell’evoluzione avvenuta negli ultimi anni. L’obiettivo è rendere il sistema più coerente con l’effettivo lavoro svolto.
Quando l’assistenza richiede più lavoro
Le situazioni considerate dal decreto sono diverse. Una prima ipotesi riguarda il 730 precompilato accettato senza modifiche. In questo caso il controllo richiesto è più limitato, perché i dati principali risultano già presenti.
Diverso è il caso in cui siano necessarie correzioni o integrazioni. Qui l’intermediario deve verificare documenti, controllare importi, inserire dati mancanti e valutare la corretta applicazione di detrazioni, deduzioni e altri benefici fiscali. È evidente che il carico di lavoro aumenta.
Un’altra ipotesi riguarda l’assistenza resa in assenza di una dichiarazione precompilata disponibile. In questi casi la ricostruzione della posizione fiscale può richiedere un’attività più ampia. Il decreto considera anche le situazioni di esonero dalla presentazione e quelle in cui il contribuente non consente l’accesso ai dati precompilati.
In questo quadro, i compensi a CAF e professionisti non sono più letti come una voce uniforme, ma come un insieme di importi legati al tipo di attività effettivamente svolta. La logica è quella di distinguere tra pratiche semplici e pratiche più articolate.
Effetti pratici per compensi a CAF e professionisti
Il nuovo limite di spesa può avere effetti concreti sui pagamenti riconosciuti agli intermediari. La regola della riduzione proporzionale serve a evitare il superamento del tetto annuale. In sostanza, se le richieste complessive saranno superiori alle risorse disponibili, nessun soggetto riceverà l’intero importo teorico, ma tutti subiranno un taglio calcolato in proporzione.
Per i cittadini il cambiamento non riguarda direttamente l’obbligo dichiarativo, ma incide sul sistema che sostiene l’assistenza fiscale. CAF e professionisti continueranno a svolgere un ruolo centrale, soprattutto per chi ha situazioni reddituali, familiari o patrimoniali non semplici.
La revisione dei compensi a CAF e professionisti si inserisce, quindi, in un equilibrio delicato: da un lato il contenimento della spesa pubblica, dall’altro la necessità di garantire un servizio accessibile e affidabile. Il miglioramento della precompilata riduce alcune attività manuali, ma non elimina il bisogno di controlli qualificati, soprattutto quando sono presenti dati mancanti, errori o casi particolari.
Dal 2026 i compensi a CAF e professionisti sono, dunque, regolati da un sistema più selettivo, con un tetto massimo certo e con importi legati al lavoro richiesto. La sfida sarà mantenere alta la qualità dell’assistenza fiscale, senza appesantire i conti pubblici e senza indebolire il supporto offerto ai contribuenti.
Riassumendo
- I compensi a CAF e professionisti avranno un nuovo tetto dal 2026.
- Il limite complessivo di spesa sarà pari a 195.297.790 euro.
- Il decreto attua quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
- Gli importi potranno ridursi proporzionalmente se superano il limite previsto.
- La dichiarazione precompilata incide sul lavoro richiesto agli intermediari.
- Le pratiche più complesse giustificano un’assistenza fiscale più articolata.
