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Pensione tagliata o più bassa: meglio partecipare alla nuova campagna INPS al via dal 25 maggio

Nuova campagna RedEst 2026, ecco cosa si rischia a non adempiere e come fare a soddisfare le richieste anche degli anni precedenti.
10 Giugno 2026
campagna red est
Foto © Investireoggi

Come ogni anno, l’INPS ha dato il via alla nuova campagna reddituale destinata ai pensionati residenti all’estero. Dal 25 maggio 2026 è infatti partita la nuova campagna RedEst, relativa ai redditi percepiti nel 2025.

Nel messaggio diffuso dall’Istituto, oltre alle istruzioni per la presentazione delle dichiarazioni reddituali, trovano spazio anche le indicazioni rivolte a coloro che non hanno partecipato alla campagna 2025 o a quelle degli anni precedenti.

Il rischio per chi non adempie agli obblighi previsti resta significativo: la mancata comunicazione dei redditi può infatti comportare la sospensione o la perdita delle prestazioni pensionistiche collegate alla situazione reddituale del beneficiario.

Pensione tagliata o più bassa: meglio partecipare alla nuova campagna INPS al via dal 25 maggio

Con il nuovo messaggio, l’INPS ha ufficializzato l’avvio della campagna RedEst 2026, riferita ai redditi dell’anno 2025.

I titolari di prestazioni pensionistiche collegate al reddito potranno quindi trasmettere la consueta dichiarazione telematica necessaria per comunicare i redditi rilevanti ai fini del mantenimento delle integrazioni e delle maggiorazioni spettanti.

La procedura è disponibile a partire dal 25 maggio 2026.

L’INPS ha inoltre comunicato che, dalla stessa data, è stata riattivata anche la possibilità di regolarizzare la posizione relativa alla campagna RedEst 2025, che riguardava i redditi del 2024.

Si tratta di una sorta di seconda opportunità per chi non aveva presentato la dichiarazione nei termini previsti e rischia quindi conseguenze sulle prestazioni percepite.

Ecco come partecipare alla nuova campagna RedEst 2026

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica utilizzando gli appositi modelli previsti dall’INPS.

L’adempimento può essere effettuato tramite:

  • istituti di patronato;
  • consolati italiani all’estero;
  • sedi territoriali dell’INPS.

L’Istituto precisa inoltre che, per quanto riguarda le annualità ancora precedenti, la situazione cambia.

La campagna RedEst 2024, relativa ai redditi del 2023, è infatti definitivamente chiusa. Chi non ha presentato la dichiarazione entro i termini previsti non può più aderire alla campagna ordinaria.

In questi casi sarà necessario procedere mediante una domanda di ricostituzione della pensione per motivi reddituali, da presentare sempre attraverso i canali telematici dell’INPS.

Per quanto riguarda i redditi che devono essere dichiarati, l’Istituto richiama il messaggio n. 1864 del 4 giugno 2026, precisando che nella sezione dedicata alle “Statistiche ed elenchi redditi esteri” sono disponibili le informazioni necessarie per individuare le tipologie reddituali rilevanti.

Quali i rischi per la mancata partecipazione alla nuova campagna INPS al via dal 25 maggio

Sottovalutare la campagna RedEst 2026 può avere conseguenze importanti.

Gli interessati che non presentano la dichiarazione richiesta, o che non provvedono a regolarizzare eventuali omissioni degli anni precedenti tramite la procedura di ricostituzione, rischiano infatti la sospensione delle prestazioni collegate al reddito.

La conseguenza può tradursi in una riduzione dell’importo della pensione, attraverso il blocco delle maggiorazioni e delle integrazioni reddituali spettanti.

Nei casi più gravi, la pensione può essere addirittura sospesa.

Secondo le procedure previste dall’INPS, la sospensione viene inizialmente applicata per un periodo di 60 giorni.

Se entro questo termine il pensionato non provvede a regolarizzare la propria posizione, la sospensione può trasformarsi nella revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito.

Per questo motivo è fondamentale verificare tempestivamente la propria situazione e partecipare alla campagna reddituale nei termini previsti, evitando così tagli all’assegno pensionistico o la perdita di somme che continuerebbero a spettare in presenza dei requisiti richiesti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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