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OPAS Intesa su MPS: ecco cosa accade a Delfin e Caltagirone con l’adesione

L'OPAS di Intesa su MPS cambia i pesi degli azionisti di entrambe le banche nel caso di successo dell'operazione.
11 Giugno 2026
OPAS di Intesa su MPS
OPAS di Intesa su MPS © Investireoggi.it

L’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS rilancia il risiko bancario italiano e ridisegna la mappa del capitalismo finanziario domestico con effetti anche internazionali. Mentre Unicredit è impegnata a scalare Commerzbank in Germania, i principali protagonisti dell’operazione s’interrogano sulle mosse per massimizzare il rispettivo profitto. Tra questi, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone. La holding della famiglia Del Vecchio è primo socio di Siena con il 17,53%, mentre l’imprenditore romano è secondo con il 10,26%. I due avevano operato quasi in simbiosi per molto tempo sia in Generali che in Mediobanca e ultimamente nella stessa Monte Paschi dopo esservi entrati nell’autunno del 2024.

OPAS di Intesa su MPS opportunità per Delfin e Caltagirone

I destini si sono separati il 15 aprile scorso, quando Delfin votò per rinnovare il mandato al CEO Luigi Lovaglio e contro la lista proprio di Caltagirone, il quale sponsorizzata Fabrizio Palermo come nuova guida dell’istituto. A quanto pare, le distanze sono sorte a seguito di una divergenza di interessi. La holding punta a massimizzare il valore della partecipazione in vista di una possibile dismissione, mentre il socio avrebbe un orizzonte temporale più lungo.

L’OPAS di Intesa su MPS azzera ogni riflessione. Si riparte da un dilemma elementare: aderire o meno? Ecco cosa accadrebbe ai due se accettassero l’offerta di Carlo Messina. Riceverebbero in pagamento 1 euro per ciascuna delle azioni possedute, per cui rispettivamente quasi 533 e 312 milioni. In più, otterrebbero l’una più di 852 milioni di azioni Intesa di nuova emissione e l’altro quasi 499 milioni. Con adesioni al 100%, Delfin si ritroverebbe in possesso di una quota di circa il 3,8% nell’aggregazione che nascerebbe da Intesa e MPS. Caltagirone avrebbe all’incirca il 2,2%.

Incidere sulla governance o fare cassa?

Per quanto entrambe le partecipazioni possano apparire ultra-minoritarie, risulterebbero ugualmente tra le più sostanziose nel capitale di Ca’ de Sass. Ad oggi, i suoi principali azionisti sono Fondazione Sanpaolo con il 6,6%, Fondazione Cariplo con il 5,5% e BlackRock con il 5,2%. Scenderebbero rispettivamente al 5,16%, 4,3% e 4,1%. Quando il capitale è sufficientemente distribuito, anche percentuali come il 2-3% possono incidere sulla governance. Delfin e Caltagirone, ove lo desiderassero, potrebbero avere un certo peso anche nella nuova entità.

Non è detto che questo sia il loro obiettivo, perlomeno non di entrambi. Delfin potrebbe approfittarne per disinvestire come da piano già allo studio da mesi. Incasserebbe subito più di mezzo miliardo e rivenderebbe la quota in Intesa, che ai prezzi di borsa attuali vale oltre 5 miliardi. Avendo speso meno di 1 miliardo per comprare le azioni MPS, maturerebbe una plusvalenza fino a 4,5 miliardi a queste condizioni di mercato.

Vera partita in Generali

Ma la partita si gioca anche, se non soprattutto, a valle. Delfin possiede anche il 10,15% di Generali e Caltagirone il 6,32%. Con l’OPAS Intesa si prenderebbe MPS e la compagnia controllata tramite Mediobanca con una partecipazione del 13,3%. Ed è qui che Delfin e Caltagirone possono massimizzare il loro peso. Insieme, possono spostare l’asse del controllo.

Infatti, nel capitale è presente anche Unicredit con una quota già del 9%. A seconda di chi decidessero di sostenere, potrebbero determinare il prossimo controllante del Leone.

Delfin, in particolare, potrebbe cedere anche questa quota, incassando altri 6,3 miliardi. Ma anche Caltagirone potrebbe essere tentato di cedere o la quota in MPS/Intesa o quella nella compagnia per fare cassa. La tempistica di queste operazioni non sarebbe secondaria. Una cosa sarebbe vendere a OPAS conclusa, un’altra prima che venga completata. In questo secondo caso, sul mercato si aprirebbero opportunità di ingresso nel capitale di Siena per effettuare manovre potenzialmente ostili o di disturbo a Intesa. Ad esempio, Unicredit potrebbe rilevare una delle due grosse partecipazioni o entrambe e lanciare una controfferta.

OPAS di Intesa su MPS sconfitta per Lovaglio

I telefonini di Francesco Milleri, CEO di Delfin, e di Caltagirone staranno già esplodendo da giorni. Tutti vogliono sapere quali siano le intenzioni dei due. L’imprenditore avrebbe espresso soddisfazione per l’OPAS di Intesa su MPS, ma ciò non implica necessariamente che aderirà. Può anche solo voler dire che sia contento di rivendere con un congruo premio rispetto ai prezzi di borsa di settimana scorsa. La soddisfazione sarà dovuta in grossa parte altresì alla sconfitta che rimedierebbe inevitabilmente Lovaglio dopo la vittoria inattesa, e forse di Pirro, all’assemblea di due mesi fa. In banca, così come nella vita, ride bene chi ride per ultimo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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