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Oggi: 17 Feb, 2026

Detrazioni spese 2026: la checklist dei pagamenti corretti per non perdere l’agevolazione

Nel 2026 sbagliare il metodo di pagamento può far perdere la detrazione: ecco le regole essenziali per pagare correttamente ogni spesa
2 settimane fa
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spese detraibili
Foto © Investireoggi

La normativa fiscale italiana sulle detrazioni Irpef ha introdotto, negli ultimi anni, regole molto precise sulle modalità di versamento delle somme sostenute dai contribuenti. L’obiettivo è garantire la tracciabilità dei flussi finanziari e ridurre l’uso del contante. Comprendere come funziona il pagamento spese detraibili è quindi essenziale per non perdere i benefici fiscali previsti dalla legge.

Regole generali sul pagamento spese detraibili e principio di cassa

Dal 1° gennaio 2020, per le spese che danno diritto alla detrazione del 19% ai sensi dell’art. 15 del TUIR, è stato introdotto l’obbligo di utilizzare strumenti che consentano la tracciabilità del pagamento. La regola si applica alla maggior parte degli oneri sostenuti dalle famiglie, salvo specifiche eccezioni previste dal legislatore.

Resta fermo il principio di cassa: la detrazione spetta nell’anno in cui l’importo viene effettivamente versato. Ad esempio, gli oneri pagati nel 2025 andranno indicati nella dichiarazione dei redditi 2026, riferita al periodo d’imposta 2025. Allo stesso modo, le somme saldate nel 2026 saranno detraibili nel modello dichiarativo 2027. Questo criterio è valido indipendentemente dall’anno di emissione della fattura o del documento di spesa e incide direttamente sulla corretta gestione del pagamento spese detraibili.

Le regole sulla tracciabilità restano in vigore anche per le spese che si andranno a pagare nel 2026, per poterle detrarre poi nella Dichiarazione redditi 2027. Andiamo, quindi, a fornire un vademecum.

Spese che restano detraibili anche se saldate in contanti

Nonostante l’obbligo generalizzato di tracciabilità, il legislatore ha previsto una serie di deroghe. Alcuni oneri possono ancora essere pagati in contanti senza perdere il diritto alla detrazione fiscale. Tra questi rientrano l’acquisto di medicinali, compresi quelli omeopatici, e quello di dispositivi medici, purché documentati da scontrino o fattura parlante.

Rimane ammesso il contante anche per le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche ovvero sa strutture private purché accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale. Ulteriori casi riguardano il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione, la detrazione dell’IVA sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B (art. 1, c. 56, L. 208/2015). Sono inclusi anche benefici come la detrazione per inquilini, gli sgravi per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro, le spese per il mantenimento dei cani guida, le borse di studio regionali, specifiche donazioni all’ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova. In tutte queste ipotesi, il pagamento spese detraibili può avvenire senza strumenti elettronici.

Pagamento tracciabile: quali spese lo richiedono obbligatoriamente

Per la maggior parte degli altri oneri detraibili è, invece, necessario ricorrere a strumenti che garantiscano la tracciabilità. Rientrano in questa categoria i bonifici ordinari, le carte di credito o di debito, le carte prepagate e gli assegni bancari o circolari.

Devono essere saldate con modalità tracciabili, ad esempio, le spese sanitarie diverse da quelle già citate, gli interessi passivi sui mutui, i costi per l’istruzione e le spese funebri. Lo stesso vale per gli oneri sostenuti per l’assistenza personale, le attività sportive dei figli, le provvigioni di intermediazione immobiliare e i canoni di locazione per studenti universitari fuori sede.

L’obbligo riguarda anche i premi assicurativi (vita, infortuni, calamità), le spese per asili nido, il riscatto della laurea per familiari a carico, gli abbonamenti ai trasporti pubblici e le erogazioni liberali a favore di ONLUS, APS e partiti politici. In questi casi, la corretta gestione del pagamento spese detraibili è fondamentale per evitare contestazioni in sede di controllo.

Bonus edilizi e pagamento spese detraibili con bonifico parlante

Un capitolo a parte riguarda le agevolazioni per gli interventi edilizi. Per usufruire dei bonus casa è obbligatorio utilizzare il cosiddetto bonifico parlante, previsto dalle norme speciali sui bonus edilizi. Questo strumento deve contenere la causale del versamento con riferimento all’agevolazione utilizzata, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e i dati fiscali dell’impresa o del professionista che riceve il pagamento.

Il bonifico parlante è soggetto a una ritenuta d’acconto dell’11% applicata dagli istituti di credito. Tale modalità è richiesta per spese ammesse al superbonus, al bonus ristrutturazioni, all’ecobonus ordinario, al sismabonus ordinario e al bonus barriere architettoniche del 75%. Anche il bonus facciate, valido fino al 31 dicembre 2022, prevedeva la stessa regola. Non vale, invece, per il bonus verde (anch’esso oggi non più esistente) e per il bonus mobili e grandi elettrodomestici (qui è ammesso bonifico ordinario, carte di credito o carta di debito; mentre non sono ammessi ccontanti e assegni)

In questo ambito, il pagamento spese detraibili non ammette alternative: l’uso di strumenti diversi comporta la perdita del beneficio fiscale, rendendo essenziale il rispetto puntuale delle indicazioni normative.

Riassumendo

  • Molte detrazioni Irpef richiedono strumenti tracciabili, con applicazione del principio di cassa.
  • Alcune spese restano detraibili anche se pagate in contanti, come farmaci e sanità convenzionata.
  • Il pagamento spese detraibili avviene nell’anno di effettivo versamento, non di fatturazione.
  • Molti oneri richiedono obbligatoriamente carte, bonifici o assegni per garantire la tracciabilità.
  • I bonus edilizi prevedono l’uso esclusivo del bonifico parlante con dati fiscali completi.
  • Errori nelle modalità di pagamento spese detraibili comportano la perdita dell’agevolazione fiscale.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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