La legge di Bilancio 2026 introduce qualche novità nel sistema dei controlli sulle assenze per malattia dei lavoratori, ossia sulle c.d. visite fiscali, strumento centrale per la tutela dell’equilibrio previdenziale.
Le nuove disposizioni mirano a rendere più efficiente l’attività di verifica, rafforzando i controlli e ampliando il numero dei professionisti coinvolti, senza modificare i diritti e gli obblighi fondamentali già previsti dalla normativa vigente.
Visite fiscali: funzione e ruolo nel sistema previdenziale
Le visite fiscali, ricordiamo, rappresentano il principale mezzo attraverso cui l’INPS accerta la reale sussistenza dello stato di malattia dichiarato dal lavoratore. Il controllo avviene con l’invio (su richiesta dell’azienda o d’ufficio) di un medico incaricato presso l’indirizzo indicato nel certificato medico trasmesso dal sanitario che ha attestato l’assenza dal lavoro.
Questo meccanismo svolge una funzione essenziale per garantire che le tutele economiche legate alla malattia siano utilizzate correttamente. Le visite fiscali consentono, infatti, di contrastare comportamenti scorretti e, allo stesso tempo, di proteggere i lavoratori che rispettano le regole, evitando che eventuali abusi possano compromettere la sostenibilità del sistema previdenziale.
L’attività di controllo non ha, quindi, solo una finalità sanzionatoria, ma anche un valore di garanzia collettiva, assicurando un equilibrio tra diritti individuali e interesse pubblico.
Orari di reperibilità e obblighi durante la malattia
Durante il periodo di assenza per malattia, il lavoratore è tenuto a rispettare precisi obblighi di reperibilità per le visite fiscali. In determinate fasce orarie è obbligatoria la presenza presso il domicilio comunicato, per permettere lo svolgimento delle visite fiscali qualora l’INPS disponga un accertamento.
Attualmente, gli orari sono uguali per dipendenti pubblici e privati. Le fasce previste coprono due intervalli giornalieri: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Tali orari valgono tutti i giorni, inclusi festivi e giornate non lavorative.
Il mancato rispetto di questi obblighi, se non adeguatamente giustificato, può avere conseguenze economiche significative. L’assenza ingiustificata durante le fasce di reperibilità può infatti comportare la riduzione o la perdita dell’indennità di malattia, rendendo le visite fiscali uno strumento di controllo con effetti concreti sul trattamento economico.
Assenze giustificate ed esoneri previsti dalla normativa
La normativa riconosce tuttavia diverse situazioni in cui l’assenza durante le fasce di reperibilità è considerata legittima. Per i lavoratori del settore privato, sono ammesse le assenze dovute a visite mediche urgenti o a esami specialistici non rinviabili ad altri orari. Sono inoltre ritenuti validi i gravi motivi personali o familiari, così come gli eventi riconducibili a cause di forza maggiore.
Anche nel settore pubblico sono previsti specifici casi di esonero dagli obblighi legati alle visite fiscali. Rientrano tra questi le patologie di particolare gravità che richiedono terapie salvavita, le menomazioni conseguenti a causa di servizio inserite nelle prime categorie previste dalla normativa e le situazioni patologiche collegate a un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.
Queste eccezioni dimostrano come il sistema delle visite fiscali tenga conto delle condizioni di salute più delicate, bilanciando l’esigenza di controllo con la tutela delle situazioni di maggiore fragilità.
Visite fiscali e novità della legge di Bilancio 2026
Una delle principali innovazioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda il potenziamento del personale incaricato delle visite fiscali. Per far fronte alla carenza di medici fiscali, la nuova norma consente anche ai medici specializzandi e ai laureati in medicina e chirurgia che frequentano il corso di formazione in medicina generale di svolgere attività di controllo per conto dell’INPS.
Questa possibilità è limitata ai soli casi in cui non sia disponibile un numero sufficiente di professionisti già incaricati e avviene attraverso rapporti libero-professionali. Le attività devono essere svolte nel rispetto delle regole vigenti e delle linee guida in materia di medicina fiscale, oltre che nei limiti delle risorse finanziarie stanziate.
L’obiettivo della riforma è rendere più efficiente il sistema, assicurando continuità e tempestività nelle visite fiscali, senza compromettere la qualità degli accertamenti. In questo modo, le visite fiscali restano uno strumento centrale per la corretta gestione delle assenze per malattia e per la tutela dell’intero sistema previdenziale.
Riassumendo
- La legge di Bilancio 2026 rafforza il sistema delle visite fiscali per il controllo delle assenze.
- Le visite fiscali servono a verificare la reale malattia e tutelare il sistema previdenziale.
- I controlli avvengono presso il domicilio indicato nel certificato medico del lavoratore.
- Le fasce di reperibilità sono uguali per pubblico e privato, tutti i giorni.
- Sono previste assenze giustificate ed esoneri per particolari condizioni di salute.
- La legge 2026 amplia i medici incaricati di svolgere le visite fiscali.