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Oggi: 17 Feb, 2026

Trump sulla Groenlandia e l’effetto sui rendimenti europei: opportunità per i BTp

Ecco come l'escalation tra Europa e USA sulla Groenlandia può portare ad un calo dei rendimenti europei, beneficiando i BTp.
4 settimane fa
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BTp beneficiari dell'escalation tra USA ed Europa?
BTp beneficiari dell'escalation tra USA ed Europa? © Investireoggi.it

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato dazi al 200% su vini e champagne francesi, se la Francia continuerà ad opporsi alla vendita della Groenlandia agli USA. I rapporti con l’Europa sono ai minimi termini, mai così pessimi dal 1945. La premier Giorgia Meloni punta a mediare e per il momento ha dalla sua parte il cancelliere Friedrich Merz e il segretario della NATO, Mark Rutte, entrambi desiderosi di stemperare gli animi. Ma Bruxelles non sta a guardare e più che ad immaginare una reazione sul piano commerciale, che farebbe male agli stessi consumatori europei, imbraccerebbe un altro “bazooka”: la vendita dei Treasury.

Quali sarebbero le conseguenze per i BTp?

Rendimenti USA in rialzo

I rendimenti decennali negli USA sono saliti al 4,29% da una media del 4,15% di settimana scorsa, ai massimi da inizio settembre 2025. Per il momento sarebbe solo un piccolo segnale di quanto potrebbe accadere in misura più consistente nelle prossime settimane. Tant’è che sul punto è intervenuto il segretario al Tesoro, Scott Bessent, con una dichiarazione rivelatrice dello stato d’animo a Washington: “L’Europa che vende i Treasury, sfida la logica”.

Stando ai dati dello stesso Tesoro americano, l’Europa possedeva nel novembre scorso più di 2.920 miliardi di dollari in titoli del debito USA. Spiccano i quasi 890 miliardi del Regno Unito, i 481 del Belgio e gli oltre 425 del Lussemburgo. Rappresentano più del 31% del debito totale in mani straniere. Se l’Europa decidesse di vendere per cercare di mettere in riga Trump sulla Groenlandia, farebbe molto male. I rendimenti a lungo termine negli USA salirebbero e con essi i tassi sui mutui.

A pagare il prezzo sarebbero i contribuenti, che sosterrebbero una più alta spesa per interessi, ma anche i mutuatari per il maggiore peso delle rate mensili.

Opportunità per BTp su tensioni tra Europa e USA

La sola prospettiva può indurre già da subito gli investitori privati a liberarsi dei Treasury per evitare perdite future. Una classica profezia che si auto-avvera. E se accadesse davvero? Se anche solo una parte di quei 2.920 miliardi fosse disinvestita, si libererebbero nei portafogli risorse da destinare ad altri bond. Quali? Gli USA offrono il mercato obbligazionario più liquido al mondo. Non esistono ad oggi alternative di pari grado. Si tratterebbe di accontentarsi, ma di certo il mercato europeo e il Giappone diverrebbero i nuovi porti d’approdo per gli investitori a caccia di alternative.

Centinaia di miliardi di capitali si metterebbero in cerca di bond europei, tra cui BTp. I loro rendimenti scenderebbero, mentre s’impennerebbero quelli americani. Si arriverebbe a un nuovo equilibrio di mercato, probabilmente con un cambio euro-dollaro più forte. Ambigui i possibili effetti sugli spread. I veri concorrenti dei Treasury sono i Bund, per cui dovremmo immaginare che i capitali defluirebbero dagli USA per spostarsi in Germania. Se così, i rendimenti tedeschi scenderebbero più velocemente degli italiani, francesi e spagnoli; gli spread tornerebbero ad allargarsi.

Incognita spread

Tuttavia, il mercato dei Bund è poco liquido.

Anche volendo, non se ne troverebbero abbastanza da acquistare. Da cui la necessità di puntare sui bond semi-core in Italia, Spagna e Francia. Gli spread si stabilizzerebbero o proseguirebbero la discesa: il solo fatto che molti capitali siano attesi affluire in Europa, riduce il rischio sovrano percepito anche tra gli emittenti più indebitati. Per i BTp l’opportunità storica di approfittare delle tensioni con gli USA per procrastinare questa sua fase estremamente positiva sui mercati.

Europa e USA più lontane, mercati più piccoli per BTp e altri bond?

La realtà, però, è sempre più complessa di come la si vuole descrivere. Anzitutto, quando diciamo che “l’Europa” possiede debito USA, non ci riferiamo necessariamente ai governi. Buona parte di questi Treasury saranno in mano a banche centrali ed enti pubblici, ma perlopiù parliamo di fondi d’investimento privati e spesso anche off-shore. Ciò spiega l’alto dato del Belgio, che è un’economia relativamente piccola. Per non parlare del minuscolo Granducato del Lussemburgo. Non sono perlopiù né capitali pubblici, né europei. I governi potranno anche voler punire Trump, ma nulla potranno sugli investitori privati.

E anche ammettendo che l’Europa disponga di questa arma, d’altra parte il debito dei suoi stati è in mano in buona parte ai fondi USA. In uno scenario di escalation, gran parte di tali capitali verrebbe rimpatriata. Non solo per il rischio geopolitico in sé, ma per il semplice fatto che i Treasury renderebbero di più senza comportare per loro alcun rischio valutario. Semplice calcolo. Da un lato, quindi, BTp, Oat, Bonos e Bund approfitterebbero delle tensioni e dall’altro perderebbero investitori Oltreoceano. Si tornerebbe, verosimilmente, a una situazione pre-globalizzazione: ciascuno investirebbe in casa propria. Con buona pace del principio di efficienza dei mercati.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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