Un’altra batosta in borsa per il titolo Juventus nella seduta di ieri, seguita alla clamorosa sconfitta casalinga per 2 reti a 0 contro la Fiorentina. La quotazione è scesa a 1,94 euro, portando le perdite da inizio anno al 33%. E su base annua il crollo sfiora il 43%, mentre la capitalizzazione della società bianconera arretra sotto gli 810 milioni. Il mercato azionario sta scontando il rischio che la squadra allenata da Luciano Spalletti non si qualifichi alla prossima Champions League. Come vedremo, l’ipotesi aprirebbe uno scenario allarmante per i già traballanti conti societari.

Titolo Juventus ai minimi con classifica thriller
A seguito della sconfitta, la Juventus scende al sesto posto nella classifica di Serie A, ex aequo con il Como, ma scavalcata dai lombardi per gli scontri diretti.
Con una sola giornata da giocare nel campionato agli sgoccioli, si affievoliscono le speranze di raggiungere il quarto posto, ultimo slot disponibile per disputare la Champions nella prossima stagione. Anche perché l’ultima partita sarà in trasferta niente di meno che contro il Torino, un derby molto sentito nel capoluogo piemontese e senza esclusioni di colpi.
Il titolo Juventus perdeva ieri fino al 5,5%. La società ha bisogno della Champions come l’ossigeno. La scorsa stagione al 30 giugno 2025 fu chiusa con una perdita netta di 58,1 milioni. Ottavo rosso consecutivo per una perdita cumulata di 979 milioni. In gran parte, essa è stata ripianata negli anni attraverso tre aumenti di capitale per 900 milioni complessivi, di cui quasi 590 milioni a carico di Exor, la holding della famiglia Elkann-Agnelli.
Composizione ricavi Juventus
Nel primo semestre di questa stagione, cioè al 30 dicembre 2025, i conti sono persino peggiorati: ricavi in calo dell’11% a 260,7 milioni e una perdita netta di 2,5 milioni contro un risultato positivo di 16,9 milioni nello stesso periodo del 2024. Al contrario, l’indebitamento finanziario netto era salito a 298,8 da 280,2 milioni. Dunque, già partecipando alle massime competizioni calcistiche internazionali i bianconeri non riescono a fare quadrare i conti. Immaginate cosa potrebbe significare l’eventuale mancato accesso alla Champions.
Di sotto abbiamo riportato il grafico sulla ripartizione dei ricavi per la stagione 2024/2025:

La quota più significativa, pari a più di un terzo (33,5%), è stata rappresentata dai diritti televisivi per 117,4 milioni, in forte crescita anche grazie alla partecipazione alla FIFA Club World Cup. A seguire con il 21,9% (115,9 milioni) i ricavi commerciali, vale a dire gli sponsor, le pubblicità e le royalties. Subito dopo troviamo le plusvalenze da calciomercato (20,7%) per 109,7 milioni. Altri 65,4 milioni sono arrivati dai ricavi da gare e abbonamenti (12,3%) e, infine, 61,2 milioni (11,6%) da altri ricavi come licenze e merchandising.
Perdita stimabile senza qualificazione Champions
Qual è può essere l’effetto (mancata) Champions sui conti societari e, quindi, sul titolo Juventus? La sola partecipazione porta in dote un bonus per ciascuno dei 36 club di 18,62 milioni. A questi dobbiamo aggiungere i quasi 32 milioni a cui la squadra torinese ha diritto con il “pilastro value”, che rimpiazza il precedente “market pool” e il ranking storico.
In pratica, 50 milioni solo qualificandosi. Ogni vittoria nella prima fase a gironi viene premiata con 2,1 milioni, mentre un pareggio con 700.000 euro. La squadra che si piazza prima in ogni girone si prende altri 10 milioni.
L’accesso agli ottavi di finale fa incassare un altro premio di 11 milioni, che sale a 12,5 milioni per i quarti, a 15 milioni per le semifinali e a 18,5 milioni per le due finaliste. Chi alza il trofeo, infine, riceve altri 6,5 milioni. Andando in fondo fino alla finale e includendo anche i ricavi da stadio per le gare casalinghe, possiamo stimare i ricavi da Champions fino ad un massimo di 170-180 milioni. Questa è la perdita che la Juventus accuserebbe nel caso di mancata qualificazione e la ragione per cui il titolo in borsa sta sprofondando. Può arrivare a valere fino a più del 40% dei ricavi caratteristici.
Titolo Juventus al test del calciomercato estivo
Essere tagliati fuori dalla massima competizione comporta una perdita “reputazionale”, che si traduce in una svalutazione dei contratti pubblicitari e in possibili declassamenti delle entrate (vedi il “pilastro value”) per quando la squadra dovesse qualificarsi nelle stagioni successive. Nell’immediato, una possibile conseguenza negativa del mancato approdo in Champions può essere la necessità per la Juventus di fare cassa in estate durante il calciomercato. E, naturalmente, non ci sarebbero acquisti di peso per rafforzare la squadra. Già si specula sulla cessione imminente di Dusan Vlahovic, il cui ingaggio di 12 milioni netti a stagione è da considerarsi insostenibile, specie a fronte del rischio che il giocatore debba essere liberato a parametro zero già da luglio.
giuseppe.timpone@investireoggi.it