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Tassa sui pacchi, arriva la proroga: la nuova data da segnare in calendario

La tassa sui pacchi slitta ancora: il MEF annuncia la proroga e cambia la data di entrata in vigore del contributo sulle spedizioni extra UE.
12 Marzo 2026
tassa sui pacchi
Foto © Investireoggi

La Legge di Bilancio 2026 ha portato in scena una nuova misura legata alle spedizioni provenienti da Paesi fuori dall’Unione europea. Si tratta del contributo amministrativo fisso pari a 2 euro per ogni spedizione di valore ridotto (c.d. tassa sui pacchi), anche se dal punto di vista tecnico non rappresenta un’imposta proporzionale ma un contributo destinato a coprire i costi delle procedure doganali.

La misura riguarda un numero molto elevato di acquisti online effettuati su piattaforme di e-commerce estere. L’obiettivo del legislatore è finanziare le attività amministrative necessarie alla gestione delle operazioni di importazione di merci provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea.

Come funziona la tassa sui pacchi prevista dalla Legge di Bilancio 2026

La tassa sui pacchi introdotta dalla manovra di bilancio 2026 consiste in un contributo amministrativo di 2 euro applicato a ogni spedizione che entra nel territorio italiano da Paesi extra-UE. Il presupposto per l’applicazione della misura è il valore economico della merce contenuta nella spedizione.

Il contributo si applica esclusivamente quando il valore dichiarato della merce non supera i 150 euro. Si tratta, quindi, di un ambito molto ampio che comprende la maggior parte degli acquisti di piccolo importo effettuati tramite negozi online internazionali.

Il meccanismo non è legato al prezzo del prodotto in modo proporzionale. In altre parole, non si tratta di una percentuale sul valore della merce ma di una somma fissa. Che il contenuto del pacco valga 10 euro o 140 euro, l’importo richiesto resta sempre di 2 euro per spedizione.

Questo contributo amministrativo viene richiesto nel momento in cui la merce entra definitivamente nel territorio dell’Unione europea e completa il processo di importazione.

In questo contesto viene quindi applicata quella che nel linguaggio comune è definita tassa sui pacchi, collegata alle operazioni di controllo e gestione delle pratiche doganali.

Quando si applica il contributo sulle spedizioni di basso valore

L’applicazione del contributo non dipende dal tipo di prodotto acquistato ma da due elementi precisi: provenienza della spedizione e valore economico della merce. La normativa prevede infatti che il contributo venga applicato alle spedizioni provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea. Non è prevista alcuna distinzione tra le categorie di beni importati.

Di conseguenza la misura può interessare diverse tipologie di acquisti, come ad esempio:

  • capi di abbigliamento;
  • accessori elettronici;
  • piccoli oggetti per la casa;
  • articoli di uso quotidiano.

Tutti questi prodotti vengono trattati allo stesso modo dal punto di vista della normativa doganale. L’unico criterio determinante è che il valore dichiarato della merce non superi la soglia dei 150 euro.

In presenza di questi requisiti, al momento dell’ingresso della spedizione nel territorio italiano gli uffici doganali procedono alla riscossione del contributo. In questo modo viene applicata la tassa sui pacchi, prevista come copertura dei costi amministrativi legati alle attività di controllo e gestione delle importazioni.

Il rinvio dell’entrata in vigore

L’introduzione della misura è stata accompagnata da una fase iniziale di applicazione graduale. La normativa ha, infatti, previsto un periodo transitorio compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 28 febbraio 2026.

Inoltre, l’Agenzia Dogane ha diramato anche le prime istruzioni per la tassa sui pacchi.

In base alle previsioni originarie della manovra, l’entrata in vigore completa del contributo avrebbe dovuto partire dal 1° marzo 2026. Tuttavia, la tempistica è stata modificata successivamente. Con un comunicato ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2026, è stato annunciato il rinvio dell’applicazione dell’obbligo.

Il nuovo termine stabilito per l’avvio effettivo della procedura è stato fissato al 30 giugno 2026. La decisione è stata presa per consentire all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di completare l’adeguamento dei sistemi informatici necessari alla gestione del nuovo contributo.

L’aggiornamento delle piattaforme informatiche doganali è, infatti, considerato essenziale per garantire un’applicazione uniforme ed efficiente della procedura su tutto il territorio nazionale. Solo dopo questo passaggio sarà possibile applicare in modo sistematico la tassa sui pacchi alle spedizioni di modesto valore provenienti da Paesi extra-UE.

Riassumendo

  • Tassa sui pacchi: contributo amministrativo fisso di 2 euro introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.
  • Applicazione alle spedizioni provenienti da Paesi extra-UE con valore dichiarato fino a 150 euro.
  • Il contributo non è proporzionale al prezzo ma una somma fissa per spedizione.
  • Riscossione effettuata dagli uffici doganali all’ingresso definitivo della merce nel territorio UE.
  • La misura riguarda vari prodotti acquistati online, senza distinzione di categoria merceologica.
  • Entrata in vigore rinviata al 30 giugno 2026 dal comunicato MEF del 12 marzo 2026.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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