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Oggi: 15 Feb, 2026

Tassa sui pacchi: le prime istruzioni dell’Agenzia Dogane per pagare i 2 euro

L’Agenzia delle Dogane chiarisce le prime regole per il pagamento della tassa sui pacchi sulle spedizioni extra Ue di basso valore
1 mese fa
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tassa sui pacchi istruzioni
Foto © Investireoggi

La Legge di bilancio 2026 ha introdotto una novità destinata ad avere un impatto concreto sugli acquisti online provenienti dall’estero. Si tratta di un contributo fisso applicato alle spedizioni di basso valore che arrivano da Paesi extra Unione europea, chiarito nei dettagli dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con una circolare pubblicata a inizio gennaio 2026 (Circolare n. 1/2026). Anche se la misura viene presentata come un intervento di natura tecnica, le sue conseguenze toccano direttamente il commercio elettronico internazionale e, di riflesso, i consumatori finali. È in questo quadro che prende forma la cosiddetta tassa sui pacchi, destinata a diventare una presenza stabile nel sistema doganale italiano.

Cos’è la tassa sui pacchi e perché è stata introdotta

La tassa sui pacchi, di cui alla manovra bilancio 2026, consiste in un contributo amministrativo pari a 2 euro applicato a ogni singola spedizione che arriva in Italia da Paesi non appartenenti all’Unione europea. Il presupposto fondamentale per l’applicazione della misura è il valore della merce: il contributo scatta solo se l’importo dichiarato non supera i 150 euro. Questa soglia include una grande quantità di acquisti effettuati tramite piattaforme di e-commerce extra Ue, spesso utilizzate per prodotti a basso costo.

Non si tratta di un’imposta proporzionale al prezzo del bene, ma di una somma fissa che viene richiesta al momento dell’ingresso definitivo della merce nel territorio europeo. La tassa sui pacchi viene riscossa direttamente dagli uffici doganali, senza distinzione tra le diverse categorie di prodotti. Abbigliamento, accessori elettronici o articoli di uso quotidiano sono trattati allo stesso modo: ciò che conta è esclusivamente la provenienza geografica e il valore economico della spedizione.

Ambito di applicazione e caratteristiche della tassa sui pacchi

Uno degli elementi più rilevanti della tassa sui pacchi è la sua natura generalizzata. Il contributo non è legato al tipo di bene acquistato, né alla sua funzione o destinazione. L’unico criterio determinante è l’origine extra Ue della spedizione e il superamento della fase di importazione definitiva.

Questa impostazione rende la tassa sui pacchi una misura trasversale, che interessa indistintamente tutte le spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi terzi. La scelta di fissare un importo unico mira a semplificare le operazioni di controllo e riscossione, evitando calcoli complessi o verifiche aggiuntive sul contenuto del pacco.

Secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Dogane, la nuova disciplina si applica alle importazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, per agevolare l’adeguamento degli operatori economici, è stato previsto un periodo transitorio con modalità operative semplificate.

Il regime transitorio e le modalità di pagamento iniziali

Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026 è in vigore una fase transitoria pensata per consentire a corrieri, spedizionieri e operatori dell’e-commerce di aggiornare i propri sistemi informatici. Durante questo periodo, la tassa sui pacchi non viene riscossa immediatamente al momento di ogni singola importazione.

I contributi dovuti vengono, infatti, contabilizzati in modo differito e versati attraverso una dichiarazione riepilogativa unica. Questo documento dovrà essere presentato entro il 15 marzo 2026, secondo il modello già previsto da una precedente circolare dell’Agenzia Dogane (Circolare n. 37/2025).

La possibilità di un pagamento periodico riguarda sia le dichiarazioni doganali semplificate sia quelle ordinarie.

La scelta di introdurre questa flessibilità operativa trova fondamento anche nei principi dello Statuto del contribuente, che impone di prevedere tempi adeguati e procedure semplificate quando nuove norme comportano rilevanti oneri tecnici o organizzativi. Anche l’Agenzia delle Dogane, dal canto suo, è impegnata nell’aggiornamento dei propri sistemi interni per garantire una gestione efficace della nuova misura.

Regole definitive: come funzionerà la tassa sui pacchi dal 1° marzo 2026

Con la fine del periodo transitorio, a partire dal 1° marzo 2026 entrerà a pieno regime il sistema definitivo di applicazione della tassa sui pacchi. Le modalità di pagamento varieranno in base al tipo di dichiarazione doganale utilizzata per l’importazione (Circolare n. 37/2025).

Per le operazioni gestite con dichiarazione ordinaria (H1), il contributo dovrà essere versato direttamente all’interno della dichiarazione doganale, utilizzando uno specifico codice tributo (159). Per le importazioni effettuate con procedura semplificata (H7), invece, resterà in vigore il meccanismo della contabilizzazione periodica, salvo eventuali aggiornamenti futuri.

Questa distinzione risponde all’esigenza di rendere il sistema coerente con le diverse tipologie di flussi logistici, garantendo al tempo stesso continuità operativa nel commercio elettronico internazionale. In questo scenario, la tassa sui pacchi si configura come uno strumento strutturale, destinato a incidere stabilmente sulle importazioni di piccolo valore provenienti da Paesi extra Ue.

Riassumendo

  • Introdotta nel 2026 una tassa sui pacchi per spedizioni extra Ue di basso valore.
  • La tassa sui pacchi prevede un contributo fisso di 2 euro a spedizione.
  • Si applica solo a merci extra Ue con valore dichiarato fino a 150 euro.
  • Durante il periodo transitorio pagamento e contabilizzazione sono differiti.
  • Dal 1° marzo 2026 cambiano le modalità di pagamento secondo la dichiarazione doganale.
  • La tassa sui pacchi incide stabilmente sul commercio elettronico internazionale.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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