Chi è a caccia di rendimento in questa fase, cercando di “bloccare” i livelli attuali per un periodo anche molto lungo, dovrebbe almeno prendere in considerazione il BTp 1 settembre 2049 (ISIN: IT0005363111). L’emissione di questo bond risale ai primi mesi del 2019, in un periodo molto turbolento per il mercato sovrano italiano. Lo spread si collocava sopra i 250 punti base contro i 60-70 di queste settimane, in quanto scontava le forti tensioni tra Italia e Commissione europea sulle politiche di bilancio con il primo governo Conte. Per questo il Tesoro fissò una cedola al tempo molto generosa in Europa: 3,85% lordo.
Rendimento BTp 2049
Le tensioni rientrarono nei mesi successivi con la caduta dell’esecutivo e la nascita del secondo sempre a guida Giuseppe Conte, ma con il PD in maggioranza con il Movimento 5 Stelle al posto della Lega. Il rendimento del BTp 2049 cadde, così come per qualunque altro bond italiano. Le quotazioni s’impennarono fino all’apice raggiunto in piena pandemia nel dicembre del 2020 a quasi 160.
Ieri, il titolo si acquistava per poco più di 94 centesimi, meno dei quasi 98 necessari alla fine di febbraio.
Questi dati rendono il BTp 2049 allettante da più punti di vista: rendimento lordo a scadenza sopra il 4,20%, quotazione sotto la pari (a sconto sul valore nominale) e cedola elevata. In effetti, rapportando quest’ultima alla quotazione e tenendo conto dell’imposta, otteniamo un buon 3,58%. Significa che il nostro investimento ci garantirebbe da qui al settembre del 2049 un flusso di reddito pari a quasi il 3,60% dell’esborso effettuato per acquistare il titolo.
Esempio di investimento
Esempio: lotto minimo di 1.000 euro comprato per 941,90 euro nella giornata di ieri.
Cedola netta annuale di 33,69 euro, pari per l’appunto al 3,58% dei 941,90 euro spesi. E alla scadenza matureremmo una plusvalenza di 58,10 euro, la differenza in positivo tra prezzo di rimborso e prezzo di acquisto. Non è necessario attendere tutto questo tempo per riprenderci il capitale. Potremmo anche decidere di rivendere il bond a terzi. Tuttavia, nel farlo ci assumiamo il rischio che ce lo paghino meno di quanto lo abbiamo acquistato. E questo avviene quando i tassi di mercato salgono. Al contrario, il capitale si rivaluta se i tassi scendono.
Confronto con inflazione attesa
Incassare circa il 3,60% all’anno effettivo e netto significa tutto e niente. Quale sarà l’inflazione da qui alla scadenza? Non avendo la palla di cristallo, impossibile affermarlo con certezza. Possiamo limitarci a carpire le aspettative del mercato attraverso il BTp-i 2051, il bond del Tesoro indicizzato all’inflazione dell’Eurozona. Non abbiamo un titolo altrettanto lungo agganciato all’inflazione italiana, dato che il BTp Italia con durata maggiore al momento arriva al giugno 2032. Per quanto imperfetta sia questa analisi (l’inflazione in Italia potrebbe risultare più o meno alta di quella europea), vale la pena tentare.
Ieri, il BTp-i 2051 offriva un rendimento reale di 2,08% contro circa il 4,37% del bond con cedola fissa e pari durata. La differenza in area 2,30% ci prospetta un tasso d’inflazione medio annuale da qui ai prossimi 25 anni di tale entità. Prendendo per buono questo dato, possiamo affermare che il rendimento cedolare annuo del BTp 2049 risulterebbe pur sempre positivo in termini reali di circa l’1,30%.
E per quanto poco possa sembrare, non è affatto male per trattarsi di un asset a basso rischio.
Rendimento BTp 2049 appetibile, ma volatilità alta
Attenti alla volatilità. Il BTp 2049 ha una duration modificata di 14,81 anni, cioè tende a guadagnare o perdere intorno al 15% se il suo rendimento scende o sale di appena l’1%. Lo abbiamo visto in questi anni: da una quotazione di 158 a una di appena 80 centesimi in meno di 3 anni. Attualmente, essa si colloca ben sopra i minimi (+17,5%), ma decisamente molto sotto i massimi storici (-40%) e la pari stessa. L’elevato appeal speculativo rende questo bond poco o per niente adatto agli investitori avversi al rischio o poco disposti a ragionare su un orizzonte temporale anche lunghissimo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it