La guerra non ferma Elon Musk, che in settimana ha presentato alla SEC (Securities and Exchange Commission) la documentazione per una possibile IPO di SpaceX entro l’anno. La notizia era attesa da mesi, specie da quando agli inizi di febbraio il magnate di origini sudafricane aveva riorganizzato la struttura delle sue società, integrando nel business X e xAi, entrambe da lui controllate. Non ci sono numeri ufficiali, ma è trapelato che la quotazione a Wall Street valorizzerebbe il colosso tra 1.500 e 1.750 miliardi di dollari. E l’obiettivo della raccolta sul mercato sarebbe di 75 miliardi, di cui al 30% tra gli investitori retail.
Si tratterebbe di una quota altissima destinata al pubblico dei piccoli investitori, che è stato finora quello che ha fatto la vera fortuna di Musk.
IPO di SpaceX: come funziona
Allo scopo, l’incarico è stato affidato ad un consorzio di 16 banche tra cui Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Morgan Stanley. L’IPO è una procedura che trasforma una società da privata a pubblica, nel senso di quotata in borsa. Prevede l’emissione di azioni a favore degli investitori interessati e in un range di prezzo fissato alla vigilia. Prima che ciò accada, però, la SEC deve rilasciare l’autorizzazione dopo un’attenta valutazione del business.
Con questi numeri l’IPO di SpaceX batterebbe ogni record mondiale passato. Il primato resta da fine 2019 della compagnia petrolifera saudita Aramco, che raccolse 29,4 miliardi con la cessione di appena l’1,5% del capitale. Già a fine 2025 si era appreso che nel circuito privato SpaceX avesse ricevuto una valutazione intorno ai 1.500 miliardi, quando un gruppo di soci di minoranza decise di vendere le quote prima che la società effettuasse nuove acquisizioni.
Colosso per comunicazioni satellitari e razzi spaziali
Cos’è SpaceX? Per molti resta la società dei razzi inviati nello spazio da Musk e sul quale egli punta per far sbarcare l’uomo su Marte entro tempi brevi. In realtà, è molto di più. Essa controlla Starlink, la più grande società di comunicazioni satellitari al mondo con 9 milioni di abbonati. Ne sono stati spediti in orbita 9.000 nel solo 2025, insieme a 150 razzi Falcon. Si tratta di una realtà imprescindibile per chi guarda al futuro della scienza. Sempre a febbraio, ad esempio, è emerso che Musk avrebbe già pronto un metodo per risolvere il problema dei consumi di energia legati ai data center per l’Intelligenza Artificiale. Come? Spedendoli in orbita, dotandoli di pannelli solari e inviando sulla Terra i dati tramite raggi laser.
Musk si è mostrato fino ad oggi sempre un passo avanti a tutti, pur criticato per le sue eccentricità e stravaganze. Questo attira investitori e allo stesso tempo ne spaventa di altri. L’IPO di SpaceX può diventare un successo così grosso da creare timori per la sostenibilità delle valutazioni iniziali. Il business, temono alcuni, è troppo dipendente dal genio del suo fondatore. Paure diffusesi nel corso del 2025 quando fu nominato dal rieletto presidente Donald Trump a capo del DOGE, il Dipartimento per l’Efficienza Governativa.
Operò in poche settimane tagli con l’accetta alla spesa federale, ma s’inimicò gran parte dell’opinione pubblica mondiale e le sue Tesla divennero oggetto di boicottaggio. Non sono neanche mancate polemiche per il fatto che dal 2008 ad oggi le società di Musk abbiano ricevuto dal governo americano 24 miliardi tra sussidi e commesse.
Elon Musk uomo più ricco al mondo
Proprio per separare la sua immagine pubblica dal destino delle sue società, Musk lasciò l’incarico con larghissimo anticipo già nella primavera del 2025 e litigando in maniera plateale con la Casa Bianca. Ancora oggi, non sappiamo quanto fu scena e quanto realtà. Fatto sta che stiamo parlando dell’uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato da Forbes in 824 miliardi, oltre il triplo dei 245 miliardi di Larry Page, che figura alla seconda posizione. E se l’IPO di SpaceX andasse a buon fine, potrebbe diventare il primo trilionario della storia. In altre parole, raggiungerebbe ufficialmente i 1.000 miliardi di dollari di patrimonio.
Infatti, Musk possiede il 42% della sua società. Probabile, tuttavia, che la quota scenderà dopo che una parte di essa sarà ceduta sul mercato. Ed è altrettanto verosimile che saranno emesse due categorie di azioni, così da consentire al magnate di continuare a detenere il controllo con una partecipazione minoritaria. L’IPO di SpaceX dovrebbe arrivare entro l’anno. A febbraio, si era parlato dell’estate, periodo fertile per i debutti a Wall Street. La guerra non sembrerebbe avere ad oggi stravolto gli scenari. Erano attese anche diverse altre quotazioni nell’ambito IA. Vedremo se così sarà.
IPO di SpaceX test su guerra in Iran
Le tensioni geopolitiche complicano la scena. SpaceX ha maturato nel 2025 ricavi per 16 miliardi e profitti per 8 miliardi. Per quest’anno i primi sono attesi salire a 20 miliardi. Sarebbero ancora troppo pochi per giustificare un’IPO da almeno 1.500 miliardi. E se i costi dell’energia saliranno stabilmente, come sta accadendo a seguito della guerra in Iran, molti degli investimenti attesi a favore dell’IA rischiano di venire meno. Queste sono, infatti, attività molto energivore e la riduzione dei margini di profitto renderebbe ancora meno giustificabili certe quotazioni stellari in borsa.
Il caso è stato evidenziato in queste settimane dal crollo della Borsa di Corea, con l’indice KOSPI in altalena.
giuseppe.timpone@investireoggi.it