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La Russia emetterà un nuovo bond in yuan: ecco la nostra previsione sul rendimento

Seconda emissione in yuan in Russia con il bond a 10 anni a giorni offerto sul mercato domestico dopo il debutto nel dicembre scorso.
22 Maggio 2026
Nuovo bond in yuan della Russia
Nuovo bond in yuan della Russia © Investireoggi.it

Dopo la fine della visita del presidente Vladimir Putin in Cina, il Ministero delle Finanze ha annunciato che la Russia emetterà a giorni il suo secondo bond in yuan. Gli ordini saranno raccolti il 28 maggio e il titolo sarà negoziato sul mercato a partire dal 3 giugno. Il lotto minimo è stato fissato in 10.000 yuan (circa 1.265 euro) e la durata in 10 anni. L’importo totale non è stato ancora reso noto, ma dovrebbe attestarsi intorno ad un paio di miliardi di dollari.

Bond in yuan della Russia a pochi mesi dal primo

A dicembre dello scorso anno, la Russia emise il suo primo bond in valuta cinese con una doppia tranche a 3,20 e 7,5 anni per un controvalore complessivo di 20 miliardi di yuan (circa 2,8 miliardi di dollari).

L’aumento della durata segnala la fiducia di Mosca nella capacità di attirare ordini. Tuttavia, sarebbe sbagliato parlare di “diversificazione” della base degli investitori. La Russia è esclusa dai mercati internazionali dalle sanzioni occidentali. Non soltanto non può indebitarsi in valute come dollaro ed euro, ma è fatto divieto agli investitori esteri di acquistarne gli asset.

Sanzioni restringono mercato dei capitali

Pertanto, quando parliamo di bond in yuan della Russia, non dobbiamo immaginare che attirerà capitali dall’estero, principalmente dalla Cina. Si tratterà per il governo di offrire uno strumento d’investimento a quei soggetti domestici che dispongono di valuta cinese, vale a dire banche e società esportatrici. Poiché petrolio e gas non possono più essere regolati in dollari e vengono perlopiù venduti in Cina o nel resto dell’Asia, gli scambi da tempo sono saldati in yuan.

Questo significa che realtà come Gazprom si ritrovano sul conto valuta che non possono mettere a frutto. Emissioni governative come questa serviranno a tale scopo.

Dunque, il bond in yuan rientra in un sistema chiuso all’interno della stessa Russia. Per Mosca è anche un test per valutare il grado di autonomia dal sistema finanziario occidentale. E sarà anche un modo per il governo di ridurre il peso degli interessi. In effetti, l’OFZ decennale in rubli offre un rendimento del 14,79% contro l’1,75% del decennale cinese. Basterà offrire un po’ di più di quest’ultimo per riuscire ad attirare ordini. Tuttavia, per il discorso sopra accennato, la mobilità dei capitali sarà molto ridotta e ciò impatterà anche sulla fissazione dei tassi.

Previsioni sul rendimento

A dicembre la tranche a 3,2 anni fissò una cedola del 6%, a premio di 450 punti base (+4,50%) sul corrispettivo in Cina. La tranche a 7,5 anni fissò una cedola del 7%, a premio di 525 punti base (+5,25%). Stando a questi dati, ci attendiamo che il decennale fisserà una cedola a premio di 525-550 punti, vale a dire in area 7,25-7,50%. Sarebbe un successo per la Russia, che tramite il bond in yuan riuscirebbe a rifinanziarsi a lungo termine con rendimenti dimezzati rispetto a quelli spuntati in valuta domestica.

Bond in yuan rischio valutario per Russia

D’altra parte, il governo si espone al rischio valutario. Un eventuale rafforzamento dello yuan contro il rublo aumenterebbe il peso delle cedole e del rimborso alla scadenza. Attualmente, il rublo è forte contro il dollaro e ai massimi da luglio contro la valuta cinese. Merito anche della crisi a Hormuz, che sta tenendo alte le quotazioni di petrolio e gas e fa introitare di più alle società russe. Solo la fine della guerra in Ucraina, però, migliorerebbe l’outlook in maniera strutturale con il ritorno della Russia sui mercati internazionali.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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