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Oggi: 28 Lug, 2026

MPS-Banco BPM, chi finanzia davvero il maxi dividendo?

MPS e Banco BPM studiano un nuovo piano per reagire all'OPAS di Intesa Sanpaolo e spunta l'ipotesi di un maxi-dividendo.
28 Luglio 2026
Verso nuovo piano di MPS e Banco BPM
Verso nuovo piano di MPS e Banco BPM © Investireoggi.it

I vertici di MPS (Monte Paschi di Siena) e Banco BPM sono al lavoro per rilanciare il piano alternativo all’OPAS di Intesa Sanpaolo. L’obiettivo resta sempre quello di una “fusione paritetica” (“mergers of equals”), come da piano iniziale, ma con la possibile aggiunta di una componente cash per allettare i soci toscani e riequilibrare i rapporti di forza in borsa tra i due istituti. Ieri, Rocca Salimbeni chiudeva ad una capitalizzazione di 36,41 miliardi di euro e Piazza Meda a poco meno di 24 miliardi. L’ipotesi di cui si starebbe discutendo, sarebbe quella di distribuire un dividendo straordinario.

MPS e Banco BPM: ipotesi di terzo polo

Tuttavia, quest’ultimo arriverebbe dalla stessa MPS, che ha accumulato negli ultimi anni un eccesso di capitale stimato in 3,3 miliardi. In alternativa, la banca senese cederebbe la quota in Generali del 13,2% e che agli attuali prezzi di mercato varrebbe quasi 9 miliardi. Secondo l’istituto guidato da Giuseppe Castagna, la fusione tra le due banche porterebbe a sinergie per 1,1 miliardi, di cui 650 milioni di maggiori ricavi e 450 milioni di minori costi.

La fusione tra MPS e Banco BPM eviterebbe anche lo smembramento della prima, scenario che si verificherebbe nel caso in cui andasse in porto l’OPAS di Intesa per ragioni di antitrust. Nascerebbe a tutti gli effetti un terzo polo bancario sul mercato italiano con una solida patrimonializzazione, dato il CET1 ratio fully loaded proforma intorno al 15%. Ma ci sono alcuni ostacoli da superare. Il primo è convincere gli azionisti ad aderire. E questo implica che accettino grossi soci come Delfin (17,5%), Francesco Gaetano Caltagirone (10,26%) per Siena e Crédit Agricole (29,3%) per Verona.

Pagamento cash con dividendo straordinario?

Il riassetto di Delfin in corso complica la vicenda. Leonardo Maria Del Vecchio punta a rilevare le quote dai fratelli, ma il prestito bancario per finanziare l’operazione è saltato. L’imprenditore romano, invece, ha il dente avvelenato con Luigi Lovaglio, che ad aprile è riuscito clamorosamente a vincere un secondo mandato all’assemblea di MPS, battendo il suo candidato Fabrizio Palermo. E, soprattutto, conteranno molto le modalità con cui Banco BPM distribuirà l’eventuale parte in contanti. Se per i piccoli azionisti è già di per sé una buona notizia, il discorso cambia per quelli più grandi e con ambizioni di controllo.

In effetti, il piano per ora resta vago sul punto. Banco BPM rilancerebbe la fusione con MPS con un’aggiunta cash, che alla fine pagherebbe proprio la seconda o sotto forma di distribuzione del capitale in eccesso o vendendo almeno parte della quota in Generali. In entrambi i casi, l’unica soluzione tecnicamente accettabile sarebbe un concambio non più alla pari, bensì più favorevole proprio ai soci toscani che aderissero al piano.

Possibile rilancio di Intesa

Sorge anche il sospetto che questa riproposizione abbia a che vedere con la volontà di Lovaglio, in particolare, di sottrarre a Carlo Messina il vero asset a cui ambisce: Generali.

E’ la tecnica che cercò di usare un anno fa la stessa Mediobanca nei confronti proprio di Lovaglio, salvo essere stata bocciata dalla sua stessa assemblea. Perché alla fine tutto va a finire sempre a Trieste e nessuno vuole che terzi s’impossessino del gioiello assicurativo.

Ma la cessione della quota in Generali sarebbe tutt’altro che un’operazione semplice dal punto di vista della governance. Ricordiamo che risultano soci del Leone anche Delfin (10,15%), Unicredit (8,8%) e Caltagirone (6,32%). Irritare i propri stessi grandi azionisti con operazioni volte ad intaccarne il peso a valle può risultare fatale ai fini del successo del piano. E Intesa non se ne resterebbe con le mani in mano. Molto probabile che rilancerebbe per “blindare” il successo della sua OPAS, che vuole portare a compimento entro l’anno. Un’altra estate all’insegna del risiko bancario.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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