La gestione dei permessi 104 può coinvolgere più familiari chiamati ad assistere la stessa persona con disabilità grave. Il punto più delicato riguarda l’uso a ore nello stesso giorno: secondo il chiarimento dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), non esiste una regola contrattuale che imponga di collocare le assenze in date differenti. Restano però decisivi il coordinamento tra gli aventi diritto, il limite complessivo mensile e l’assenza di sovrapposizioni.
Cosa cambia per i permessi 104 usati nello stesso giorno
Il riferimento principale è l’articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, che riconosce il beneficio dei c.d.
permessi 104 ai lavoratori che assistono una persona in situazione di gravità. Dopo le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 105 del 2022, il diritto non è più legato in modo rigido a un solo referente. Più soggetti possono, quindi, essere autorizzati a fruire dei permessi, purché l’utilizzo avvenga in forma alternativa e senza superare il tetto complessivo previsto. Ognuno ha diritto a tre giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore.
Nel pubblico impiego, l’articolo 33 del CCNL Comparto Funzioni Centrali del 12 febbraio 2018 consente la fruizione su base oraria fino a un massimo di 18 ore al mese. Il parere ARAN n. 37654 del 16 luglio 2026 chiarisce che questa disciplina regola soprattutto le modalità pratiche dell’assenza, ma non crea condizioni ulteriori rispetto a quelle stabilite dalla legge.
In concreto, i permessi 104 possono essere utilizzati nello stesso giorno da due familiari diversi, a condizione che le fasce richieste non coincidano.
Il principio dell’alternanza non obbliga a scegliere giorni diversi
L’alternanza richiesta dalla normativa non significa necessariamente separare le assenze su giornate differenti.
Il criterio da rispettare è quello della non contemporaneità. Un familiare (lavoratore dipendente) può assentarsi, per esempio, nelle prime ore della mattina e un altro nel pomeriggio, se entrambe le richieste sono collegate all’assistenza della medesima persona.
Questa lettura evita di trasformare il beneficio in un meccanismo troppo rigido. Le necessità di cura possono cambiare nell’arco della giornata e richiedere la presenza di persone diverse in momenti successivi. Il datore di lavoro, tuttavia, deve verificare che non vi siano sovrapposizioni e che il monte mensile disponibile non venga superato.
Il limite resta riferito all’assistenza prestata alla stessa persona con disabilità grave. Non nasce, quindi, un plafond autonomo per ciascun familiare autorizzato. Anche i permessi 104 frazionati devono essere conteggiati in modo unitario.
Il ruolo dell’amministrazione nella verifica delle richieste
L’ente datore di lavoro deve controllare i requisiti, la programmazione delle assenze e il rispetto delle comunicazioni previste dal contratto. Il CCNL disciplina, infatti, la possibilità di richiedere ore invece di giornate intere, ma non modifica i presupposti fissati dalla legge.
Quando più dipendenti assistono lo stesso soggetto, è utile una gestione coordinata delle domande. La documentazione deve consentire di ricostruire con chiarezza chi si assenta, per quanto tempo e in quale fascia. Questo controllo tutela sia il lavoratore sia l’amministrazione, riducendo il rischio di utilizzi non compatibili con il principio di alternanza.
Il beneficio resta legato a una finalità precisa: garantire un sostegno effettivo alla persona assistita. Per questo motivo, ogni valutazione deve considerare il caso concreto e non soltanto il dato formale della richiesta.
Si ricorda che l’abuso dei permessi 104 può avere conseguenze gravi, fino al licenziamento per giusta causa.
Regole operative per i permessi 104 nella stessa giornata
La possibilità di dividere la stessa giornata tra più aventi diritto non elimina i vincoli previsti dalla legge e dal contratto collettivo. Le ore devono essere richieste secondo le procedure interne, non possono coincidere e devono rientrare nel limite mensile complessivo.
Il chiarimento dell’ARAN offre, quindi, una soluzione favorevole alla flessibilità, senza ampliare il beneficio oltre quanto consentito. Le amministrazioni possono autorizzare fasce orarie diverse nello stesso giorno, ma devono mantenere un controllo puntuale sulla durata totale delle assenze e sulla loro effettiva alternanza.
La regola centrale è semplice: stesso giorno sì, stessa fascia oraria no. In questo modo l’assistenza può essere organizzata tra più familiari, rispettando l’articolo 33 della legge n. 104 del 1992, le modifiche del decreto legislativo n. 105 del 2022 e la disciplina del CCNL Funzioni Centrali.
Riassumendo
- I permessi 104 possono essere usati da più familiari nello stesso giorno.
- Le fasce orarie richieste non devono sovrapporsi tra loro.
- Il limite complessivo resta fissato in tre giorni mensili.
- Nel comparto Funzioni Centrali sono disponibili fino a 18 ore mensili.
- L’amministrazione verifica requisiti, comunicazioni, orari e rispetto dell’alternanza.
- La disciplina deriva dalla legge 104/1992 e dal decreto legislativo 105/2022.


