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Rottamazione quinquies verso IMU e TARI, ok del MEF: Comuni decisivi per lo sconto sui debiti

Rottamazione quinquies verso l’estensione ai tributi locali: possibile sconto su Imu, Tari, multe e debiti comunali affidati ad AdER
29 Aprile 2026
rottamazione quinquies
Foto © Investireoggi

La rottamazione quinquies potrebbe allargare il proprio raggio d’azione anche alle somme dovute ai Comuni e agli altri enti territoriali, oggi escluse. La novità riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) e collegati a tributi locali, canoni, servizi pubblici e sanzioni amministrative. Il passaggio non è ancora definitivo, perché dipende dall’approvazione degli emendamenti inseriti nel decreto fiscale (DL n. 38/2026) in discussione al Senato.

In forma abbreviata, il quadro resta legato alle regole sulla riscossione tramite ADER e alla disciplina della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio 2026. La misura, quindi, non riguarda una cancellazione automatica dei debiti, ma una modalità più leggera per chiudere alcune posizioni pendenti.

Rottamazione quinquies: quali somme potrebbero rientrare nella definizione agevolata

Nel perimetro della rottamazione quinquies potrebbero rientrare anche imposte comunali come Imu, Tari e vecchie posizioni Tasi, oltre all’imposta di soggiorno e ad altre entrate locali. Il punto centrale è l’affidamento del carico all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: non ogni debito verso il Comune sarebbe incluso, ma solo quello gestito attraverso questo canale.

La definizione agevolata consentirebbe di pagare la quota principale del debito e alcune spese, con l’eliminazione o la riduzione delle componenti aggiuntive (sanzioni e interessi). Resterebbero invece dovute le somme originarie, perché la rottamazione quinquies non trasforma il mancato pagamento in un azzeramento della pretesa.

Un capitolo delicato riguarda le multe elevate dalla polizia locale. In questo caso la sanzione base non verrebbe cancellata. Lo sconto interesserebbe soprattutto interessi, maggiorazioni e oneri accessori maturati nel tempo. Per molte cartelle, proprio queste voci hanno fatto crescere importi nati da violazioni di importo contenuto, come divieti di sosta, accessi in zone a traffico limitato o altre infrazioni al codice della strada.

Pagamenti, scadenze e periodo interessato

La rottamazione quinquies nazionale prevede una domanda di adesione entro il 30 aprile, il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio oppure la rateazione fino a 54 rate bimestrali. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunica le somme dovute entro il 30 giugno. Queste date riguardano il percorso statale già delineato, mentre l’estensione ai debiti locali avrebbe una procedura specifica.

Anche per per i carichi degli enti territoriali, il periodo indicato per la sanatoria coprirebbe i debiti affidati all’Agenzia Entrate Riscossione dal 2000 al 2023. È un arco molto ampio, dentro il quale possono trovarsi vecchie imposte, tariffe non pagate, canoni per beni comunali, servizi scolastici, trasporti, impianti sportivi o concessioni. La rottamazione quinquies diventerebbe così uno strumento per affrontare posizioni ferme da anni, spesso difficili da recuperare integralmente.

Il riferimento alle entrate locali rende necessaria una distinzione importante. Le regole generali arrivano dallo Stato, ma l’effetto concreto dipenderebbe dall’adesione dell’ente. Non basterebbe, quindi, la presenza della norma nazionale: servirebbe anche una scelta formale da parte del Comune o dell’ente interessato.

Rottamazione quinquies e decisione finale dei Comuni

La rottamazione quinquies locale non sarebbe, dunque, obbligatoria per i Comuni. Gli enti dovrebbero decidere se applicare la misura e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 settembre.

In caso di adesione, i cittadini con carichi rientranti nei requisiti potrebbero seguire lo schema agevolato. In caso contrario, resterebbero valide le regole ordinarie di riscossione. Le tempistiche (domanda, pagamenti, ecc.) si conosceranno solo dopo l’adesione dei comuni.

La scelta non è solo tecnica. Per un Comune, incassare una parte di somme vecchie può essere utile per migliorare i conti e trasformare crediti incerti in entrate reali. Allo stesso tempo, ogni definizione agevolata apre il tema dell’equità verso chi ha sempre pagato regolarmente. È il nodo politico di tutte le sanatorie fiscali: recuperare risorse subito, rinunciando a sanzioni e interessi, oppure mantenere intatto il principio del pagamento pieno.

La rottamazione quinquies potrebbe, quindi, avere effetti diversi da città a città. Due contribuenti con debiti simili potrebbero trovarsi in situazioni opposte, a seconda della decisione del proprio Comune. Per questo sarà decisiva la fase successiva all’approvazione definitiva, quando saranno chiariti moduli, tempi, istruzioni operative e modalità di pagamento.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies potrebbe includere anche debiti comunali affidati ad AdER.
  • Potrebbero rientrare Imu, Tari, imposta di soggiorno, canoni e servizi locali.
  • Per le multe resterebbe dovuta la sanzione principale.
  • Lo sconto riguarderebbe interessi, maggiorazioni e somme accessorie.
  • I Comuni dovrebbero aderire comunicando la scelta entro il 30 settembre.
  • L’effetto finale dipenderebbe dalle decisioni dei singoli enti locali.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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