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Ritenuta Irpef su colf e badanti, famiglie verso nuovi obblighi fiscali?

Nuovi obblighi fiscali per le famiglie? La ritenuta Irpef su colf e badanti può cambiare il lavoro domestico dal 2027.
5 Maggio 2026
colf e badante
Foto © Investireoggi

Il decreto fiscale (DL n. 38/2026) è all’esame della commissione Finanze del Senato. Con l’avvio dell’iter di conversione in legge, sono state presentate diverse proposte emendative. Tra queste, una riguarda il lavoro domestico e mira a introdurre una novità importante: la ritenuta Irpef su colf e badanti.

L’obiettivo dichiarato è contrastare il mancato pagamento delle imposte da parte di alcuni lavoratori domestici. Oggi, infatti, il sistema funziona in modo diverso rispetto a molti rapporti di lavoro dipendente. Le famiglie che assumono collaboratori domestici versano lo stipendio e pagano i contributi, ma non trattengono l’Irpef dalla retribuzione.

La proposta, arrivata tramite un emendamento della Lega, punta quindi a modificare questo meccanismo.

Se approvata, la ritenuta Irpef su colf e badanti trasformerebbe il datore di lavoro domestico in un soggetto con obblighi fiscali più ampi rispetto a quelli attuali.

Ritenuta Irpef su colf e badanti: aliquote progressive e calendario di pagamento

Il cuore dell’emendamento riguarda l’applicazione di una trattenuta fiscale sul compenso pagato a colf e badanti. La misura non partirebbe subito a regime, ma seguirebbe un percorso graduale.

La ritenuta Irpef su colf e badanti sarebbe applicata con aliquote crescenti nel tempo. La proposta prevede una percentuale del 5% nel 2027, del 10% nel 2028 e del 15% a partire dal 2029.

La trattenuta verrebbe calcolata non sull’intera paga lorda, ma sulla retribuzione al netto della quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore. In pratica, prima sarebbero considerati i contributi dovuti dal collaboratore domestico, poi sulla somma restante verrebbe applicata la ritenuta d’acconto.

Il versamento non dovrebbe avvenire ogni mese.

Secondo l’emendamento, il datore domestico dovrebbe pagare quanto trattenuto entro il giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre solare. Il calendario sarebbe, quindi, collegato ai trimestri, come già accade per altri adempimenti del lavoro domestico.

Il ruolo delle famiglie come sostituti d’imposta

La novità più rilevante riguarda il cambio di ruolo delle famiglie. Attualmente chi assume colf o badanti non è sostituto d’imposta. Questo significa che non trattiene l’Irpef dallo stipendio e non la versa allo Stato per conto del lavoratore.

Con l’approvazione dell’emendamento, invece, la ritenuta Irpef su colf e badanti porterebbe i datori di lavoro domestico ad assumere anche questa funzione. Si tratterebbe di un passaggio delicato, perché il rapporto tra famiglia e collaboratore domestico verrebbe avvicinato, almeno sotto il profilo fiscale, a quello tipico del lavoro dipendente ordinario.

Per ridurre le difficoltà operative, l’emendamento ipotizza un aiuto concreto. Sarebbe previsto un modello già compilato o comunque precalcolato, disponibile sul sito dell’Inps insieme all’importo dei contributi da versare. Questo strumento servirebbe a semplificare i calcoli e a limitare gli errori.

La ritenuta Irpef su colf e badanti, quindi, non sarebbe solo una nuova trattenuta sulla paga. Rappresenterebbe anche un nuovo adempimento per chi gestisce un rapporto di lavoro domestico regolare.

Cosa accade oggi per certificazioni e dichiarazioni

Nel sistema attuale, il datore di lavoro domestico paga il compenso senza effettuare ritenute fiscali.

Non è sostituto d’imposta. Di conseguenza, non deve inviare all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica, conosciuta in passato come CUD.

Questo non significa, però, assenza totale di documenti. La famiglia deve, comunque, rilasciare al lavoratore una certificazione delle somme pagate. Si tratta di un’attestazione utile al collaboratore domestico per dichiarare i redditi percepiti.

La differenza rispetto alla Certificazione Unica è importante. La certificazione rilasciata nel lavoro domestico non va trasmessa all’Agenzia delle Entrate. Resta un documento consegnato al lavoratore, necessario per ricostruire i compensi ricevuti nell’anno.

L’eventuale introduzione della ritenuta Irpef su colf e badanti cambierebbe questo equilibrio. Il datore non si limiterebbe più a pagare stipendio e contributi, ma dovrebbe anche trattenere una quota fiscale e versarla nei tempi stabiliti.

Ritenuta Irpef su colf e badanti: effetti pratici della proposta

La proposta contenuta nel percorso di conversione del decreto fiscale (DL n. 38/2026) non è ancora legge. Resta legata all’esame parlamentare e all’eventuale approvazione dell’emendamento. Solo dopo il via libera definitivo sarebbe possibile parlare di obbligo effettivo.

Se la misura entrasse in vigore, la ritenuta Irpef su colf e badanti avrebbe un impatto sia sulle famiglie sia sui lavoratori domestici. Le prime dovrebbero gestire un nuovo versamento periodico; i secondi riceverebbero una retribuzione netta ridotta dalla trattenuta fiscale, ma con un anticipo d’imposta già effettuato.

Il punto centrale resta la lotta all’evasione fiscale nel settore domestico. L’emendamento prova a intervenire proprio dove oggi il pagamento dell’Irpef dipende dalla successiva dichiarazione dei redditi del lavoratore.

In attesa della conversione in legge, il quadro resta quello attuale: nessuna ritenuta, nessuna CU da inviare all’Agenzia delle Entrate, ma obbligo di certificare i compensi corrisposti. La ritenuta Irpef su colf e badanti, per ora, è una proposta che potrebbe modificare in modo significativo la gestione fiscale del lavoro domestico.

Riassumendo

  • La ritenuta Irpef su colf e badanti è prevista da un emendamento al DL 38/2026.
  • La proposta punta a ridurre l’evasione fiscale nel lavoro domestico.
  • Le aliquote sarebbero 5% nel 2027, 10% nel 2028, 15% dal 2029.
  • La trattenuta sarebbe calcolata al netto dei contributi del lavoratore.
  • Le famiglie diventerebbero sostituti d’imposta con nuovi obblighi di versamento.
  • Oggi non si applicano ritenute né si invia la Certificazione Unica.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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