Nel sistema fiscale italiano, la Certificazione Unica è il documento che attesta i redditi percepiti e le eventuali ritenute applicate nel corso dell’anno. Anche nel 2026 questo adempimento mantiene un ruolo centrale per la corretta gestione della dichiarazione dei redditi. Tuttavia, quando si parla di CU 2026 per colf e badante, occorre considerare regole particolari che distinguono il lavoro domestico dalle altre tipologie di impiego.
CU 2026: scadenze generali e regole ordinarie
La Certificazione Unica 2026 riguarda i compensi corrisposti nel 2025. In via generale, i sostituti d’imposta (datore di lavoro) devono trasmettere il modello all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo 2026, come previsto dalla disciplina ordinaria in materia di certificazioni fiscali (art. 4, DPR 322/1998).
Per le CU che certificano compensi a professionisti titolari di partita IVA che esercitano abitualmente arti o professioni, il termine slitta al 30 aprile 2026. Se, invece, la certificazione contiene esclusivamente redditi esenti oppure dati non utili per la dichiarazione precompilata 2026, l’invio può avvenire entro la scadenza del Modello 770/2026, fissata al 31 ottobre 2026 (che slitta al 2 novembre 2026 poiché il 31 ottobre cade di sabato).
A prescindere dalla trasmissione telematica, il datore di lavoro deve consegnare o rendere disponibile la certificazione al lavoratore entro il 16 marzo 2026. Questo passaggio è fondamentale affinché il dipendente possa predisporre correttamente la propria dichiarazione dei redditi.
Le regole appena illustrate rappresentano il quadro ordinario. Tuttavia, la CU 2026 per colf e badante non segue esattamente lo stesso schema.
CU 2026 per colf e badante: perché il lavoro domestico è diverso
Nel lavoro domestico il datore di lavoro non assume il ruolo di sostituto d’imposta. Ciò significa che non trattiene l’IRPEF sulle somme corrisposte e non è obbligato a trasmettere la Certificazione Unica all’Agenzia delle Entrate.
Questa differenza incide direttamente sulla gestione della CU 2026 per colf e badante. Non essendoci ritenute fiscali operate alla fonte, manca l’obbligo di invio telematico della certificazione.
Ciò non comporta, però, un’esenzione totale dagli adempimenti fiscali per il lavoratore. Se il reddito percepito supera le soglie che rendono obbligatoria la dichiarazione, colf e badanti devono, comunque, presentare il modello dichiarativo (730 o modello Redditi PF), indicando i compensi ricevuti nel 2025.
Per adempiere correttamente a tale obbligo, è indispensabile disporre di un documento che attesti le somme incassate. In assenza di una CU trasmessa all’Agenzia, entra in gioco uno strumento alternativo.
La dichiarazione sostitutiva: il documento necessario
Nel caso della CU 2026 per colf e badante, la normativa non impone l’invio all’Agenzia delle Entrate, ma resta l’obbligo di rilasciare una dichiarazione sostitutiva dei compensi. Si tratta di un documento che certifica in modo formale quanto corrisposto nel corso dell’anno.
Questa attestazione deve contenere informazioni precise:
- dati anagrafici e codice fiscale di datore di lavoro e lavoratore;
- anno di riferimento, cioè il 2025 per il documento rilasciato nel 2026;
- numero complessivo dei giorni lavorati, includendo festività, riposi settimanali e giorni non lavorativi retribuiti, ma escludendo i periodi senza diritto alla paga;
- ammontare lordo annuo percepito, comprensivo di tredicesima mensilità e contributi previdenziali;
- quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore;
- importo netto effettivamente pagato;
- eventuali somme liquidate a titolo di TFR o anticipazioni sul TFR.
La dichiarazione sostitutiva, pur non essendo una Certificazione Unica in senso tecnico, svolge la stessa funzione pratica: permette al lavoratore domestico di dimostrare i redditi percepiti e di compilare correttamente la propria dichiarazione fiscale.
CU 2026 per colf e badante: quando consegnare il documento
Per la CU 2026 per colf e badante non esiste una scadenza tassativa fissata dalla legge per la consegna della dichiarazione sostitutiva. Tuttavia, il rispetto dei tempi è essenziale per evitare difficoltà nella presentazione della dichiarazione dei redditi.
Nel 2026, il termine ultimo per l’invio del modello Redditi è il 31 ottobre, che slitta al 2 novembre 2026. Per garantire una gestione ordinata degli adempimenti, è opportuno che la dichiarazione dei compensi venga consegnata almeno 30 giorni prima di tale scadenza.
In termini pratici, il rilascio dovrebbe avvenire entro il 1° ottobre 2026. Questo margine consente di predisporre con calma la dichiarazione, verificare eventuali errori e prevenire sanzioni per invii tardivi o incompleti.
La CU 2026 per colf e badante, pur non essendo soggetta agli stessi obblighi di trasmissione previsti per gli altri lavoratori, resta quindi un passaggio fondamentale per la corretta gestione fiscale del lavoro domestico. La dichiarazione sostitutiva rappresenta lo strumento chiave per garantire trasparenza, precisione e rispetto delle scadenze previste dall’ordinamento tributario italiano.
Riassumendo
- CU 2026 per colf e badante: regole particolari rispetto agli altri lavoratori.
- Invio ordinario entro 16 marzo 2026 all’Agenzia delle Entrate.
- Per lavoro domestico niente obbligo di sostituto d’imposta.
- Necessaria dichiarazione sostitutiva dei compensi percepiti nel 2025.
- Documento con dati anagrafici, giorni lavorati, lordo, netto e TFR.
- Consegna consigliata entro 1° ottobre 2026 per evitare sanzioni.