La Bce alza i tassi dello 0,5%, ricadute sui mutui a tasso variabile che potrebbero diventare più cari

Sui mutui a tasso variabile pesa la linea dura della Bce che ha alzato i tassi dello 0,50%. Si prevedono rate mensili più care.

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Buoni fruttiferi postali e obbligazioni.

La Bce ovvero la Banca Centrale Europea ha deciso di alzare i tassi di mezzo punto percentuale portando quindi il tasso sui depositi al 2%, quello sui rifinanziamenti al 2,5% e sui prestiti marginali al 2,75%.

Ci saranno ovviamente delle ripercussioni sui mutui a tasso variabile la cui rata potrebbe diventare più cara anche di 35 euro mensili. Un aggravio complessivo di 180 euro circa dall’inizio dell’anno, in un periodo in cui una nuova mazzata per i cittadini proprio non ci voleva.

Costoro, infatti, già si ritrovano a pagare bollette di luce e gas alle stelle e a sostenere costi più alti per benzina/diesel nonché per i prodotti alimentari. Ora a incidere sul budget mensile ci sarà anche questo nuovo rincaro per il quale non si potrà attivare alcuna strategia per risparmiare.

In arrivo forti rincari per i mutui a tasso variabile

Con la decisione della Bce di alzare i tassi di mezzo punto percentuale, per i mutui variabili ci saranno delle inevitabili ricadute.

Secondo le simulazioni di Facile.it, infatti, le rate potrebbero aumentare di 35 euro l’anno e quindi di circa 180 euro all’anno con un aggravio, quindi, del 39%.

Per sapere effettivamente quello che succederà, bisognerà capire quale sarà il destino dell’Euribor, che è l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile. Ivano Creso, Managing Director prodotti finanziamento di Facile.it, ha spiegato che tale indice tende a cambiare sulla base delle aspettative dei tassi della Bce ma non è detto che lo faccia nella stessa misura.

L’impatto, comunque, sarà diverso da mutuatario a mutuatario e ciò in base ad alcuni importanti fattori. Tra questi, i più importanti sono il numero di rate mancanti e l’importo residuo del finanziamento.

Proprio per questo Cresto suggerisce a chi ha dei mutui a tasso variabile di stabilire la soglia massima oltre la quale la rata diventa insostenibile. E poi sarà necessario rivolgersi alla propria banca per individuare la soluzione migliore.

La simulazione e nel 2023 cosa potrebbe accadere?

Secondo una simulazione di Facile.it, i mutui a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni (sottoscritti a gennaio 2022) potrebbero salire ancora nei prossimi mesi a seconda di un aumento dell’Euribor di 0,50% e dello 0,75%. Nel primo caso, la rata del mutuo mensile salirebbe nei prossimi mesi a circa 636 euro e quindi si pagherebbero 35 euro in più rispetto a oggi e il 39% rispetto all’inizio dell’anno. Se invece l’Euribor fosse più alto, uguale a 75 punti base, allora la rata arriverebbe a 653 euro e quindi si pagherebbero 50 euro mensili in più rispetto a oggi. Addirittura 197 euro in più rispetto all’inizio dell’anno.

Per Cristine Lagarde, presidente Bce, tra il quarto trimestre 2022 e il primo del 2023 ci si aspetta una recessione che sarà però breve ma profonda. Secondo gli esperti di Mutuionline, comunque, i tassi potrebbero iniziare a scendere già dalla seconda metà del prossimo anno. Questa è la speranza un po’ di tutti.

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