L’INPS annuncia che dal 1° marzo 2026 entra in campo una nuova tappa del percorso avviato per cambiare le regole dell’accertamento della disabilità. L’Istituto ha comunicato l’avvio della terza fase di sperimentazione, prevista dal D.L. 19/2026, art. 7, e collegata all’attuazione del D.Lgs. 62/2024, che ridisegna in modo organico il sistema.
La novità più visibile riguarda il “come si parte”: l’avvio del procedimento diventa più lineare e, in molte situazioni, si riducono passaggi e documenti. L’obiettivo dichiarato è rendere il percorso più rapido e uniforme, con una gestione centralizzata e strumenti digitali più chiari.
Riforma disabilità: dove si applica la terza fase e cosa cambia dal 1° marzo
Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione del nuovo accertamento della disabilità si estende a un gruppo ampio di territori.
Le province coinvolte sono: Roma; in Emilia-Romagna Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna; in Liguria La Spezia, Savona; in Lombardia Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio; nelle Marche Ancona, Ascoli Piceno; in Piemonte Asti, Cuneo, Torino; in Campania Caserta; in Abruzzo Chieti; in Basilicata Potenza; in Calabria Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia; in Molise Campobasso; in Puglia Brindisi; in Sardegna Cagliari; in Sicilia Caltanissetta, Catania, Messina; in Toscana Arezzo, Massa Carrara; in Umbria Terni; in Veneto Treviso, Venezia, Verona; in Friuli-Venezia Giulia Pordenone, Udine; oltre alla Provincia autonoma di Bolzano.
La scelta di ampliare il perimetro arriva dopo due step precedenti: la prima fase è partita il 1° gennaio 2025 (con province come Brescia, Trieste, Firenze, Perugia, Salerno e altre), mentre la seconda fase del nuovo accertamento della disabilità è scattata il 30 settembre 2025 (con estensione, tra le altre, a Genova, Palermo, Lecce e alla Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento).
Il certificato medico introduttivo diventa la chiave d’accesso
Il passaggio centrale della riforma della disabilità è l’avvio del procedimento attraverso la sola trasmissione telematica all’INPS del “certificato medico introduttivo”. In pratica, il punto di partenza non è più un percorso con più adempimenti separati: il certificato, inviato nei canali previsti, apre l’istruttoria. Quindi, basta il certificato medico introduttivo, senza poi dover anche presentare domanda all’INPS:
Con questo modello, l’INPS diventa titolare unico del processo di accertamento nelle province sperimentali, con l’idea di ridurre tempi e passaggi e di rendere più omogenea la gestione tra centro e territorio. Nelle aree coinvolte dalla terza fase, dal 1° marzo 2026 il certificato medico introduttivo risulta l’unico strumento valido per avviare la procedura di riconoscimento della condizione di disabilità.
In termini pratici, ciò significa che la riforma della disabilità punta a un percorso più “a una porta sola”: meno documenti duplicati e meno rischi di passaggi incompleti tra uffici diversi, almeno nella parte iniziale dell’iter.
Scadenza del 28 febbraio 2026 e supporto di patronati e intermediari
Un elemento operativo da non perdere è la regola transitoria indicata dall’INPS: per le province che entrano nella terza fase, i certificati redatti fino al 28 febbraio 2026 secondo le modalità precedenti devono essere completati con la trasmissione della domanda amministrativa entro il 28 febbraio 2026.
Il riferimento citato è il messaggio INPS n. 637 del 23/02/2026 (insieme al messaggio n. 639 del 23/02/2026).
Per la riforma della disabilità, questa scadenza serve a evitare “binari doppi” tra vecchie e nuove procedure proprio a ridosso dell’avvio del 1° marzo. Nella gestione pratica, la trasmissione della domanda può essere effettuata anche tramite Istituti di patronato o intermediari autorizzati, soluzione utile quando serve assistenza nella compilazione o nell’invio.
C’è poi una particolarità importante: per la Provincia autonoma di Bolzano non è previsto l’intervento dell’INPS nella gestione del procedimento di accertamento. È una distinzione che va tenuta presente perché, in quel territorio, il percorso non segue lo stesso schema operativo delle province sperimentali gestite dall’Istituto.
Nei prossimi mesi l’attenzione sarà sulla tenuta del modello: rapidità delle convocazioni, chiarezza dei passaggi digitali, uniformità delle prassi e capacità di gestire volumi più alti di pratiche in un numero maggiore di province. INPS ha indicato un bilancio positivo delle prime due fasi e ha richiamato investimenti su tecnologia, logistica e interoperabilità tra amministrazioni, con un’impostazione orientata a semplificazione e diritti.
Riassumendo
- Dal 1° marzo 2026 parte la terza fase sperimentale.
- Applicazione estesa a numerose province e territori italiani.
- INPS diventa titolare unico dell’accertamento nelle aree coinvolte.
- Procedura avviata solo con certificato medico introduttivo telematico.
- Scadenza 28 febbraio 2026 per completare vecchie domande.
- Esclusa Bolzano dalla gestione diretta INPS.