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Rientro pensionati, fino a 15 anni di imposta agevolata: i dettagli della proposta

Il rientro pensionati torna al centro del dibattito: allo studio una tassa al 4% per chi decide di trasferire di nuovo la residenza in Italia.
9 Marzo 2026
rientro pensionati
Foto © Investireoggi

Negli ultimi anni sempre più italiani, una volta ottenuta la pensione, hanno deciso di spostare la propria residenza fuori dai confini nazionali. Il fenomeno, ormai evidente, è stato confermato anche dai dati illustrati dall’INPS in Commissione Finanze del Senato: tra il 2018 e il 2025 è cresciuto in modo rilevante il numero di pensionati che riscuotono l’assegno previdenziale all’estero. Proprio da questa tendenza nasce il dibattito sul rientro pensionati, tema che oggi è al centro di una proposta normativa pensata per rendere più conveniente il ritorno in Italia.

Rientro pensionati, perché il tema è diventato strategico

La geografia delle destinazioni estere scelte dai pensionati italiani è cambiata profondamente nel tempo.

In passato una parte consistente dei trasferimenti riguardava Paesi come Stati Uniti, Australia e Canada. Oggi, invece, queste mete risultano meno attrattive. I numeri parlano di una diminuzione del 40% negli Stati Uniti e di oltre il 50% in Australia e Canada.

Nello stesso periodo sono aumentati in modo marcato gli spostamenti verso alcune aree europee e del Mediterraneo. La Spagna ha segnato un aumento del 75% ed è diventata la destinazione più scelta. Il Portogallo ha registrato una crescita del 144%, mentre la Tunisia ha mostrato il dato più alto, con un balzo del 255%. A incidere su queste scelte sono soprattutto il costo della vita più basso e la presenza di sistemi fiscali più vantaggiosi rispetto a quelli italiani.

Questa trasformazione ha aperto una riflessione politica ed economica. Se molti pensionati hanno lasciato il Paese per ragioni di convenienza, il legislatore prova ora a costruire una strada opposta, cioè un sistema che favorisca il rientro pensionati e renda il ritorno economicamente sostenibile.

Il disegno di legge AS n. 1495 e il nuovo regime nel TUIR

La risposta allo studio del Parlamento passa dal disegno di legge AS n. 1495, già esaminato in Commissione Finanze al Senato. Il progetto punta a introdurre un’agevolazione fiscale specifica per chi decide di riportare la residenza fiscale in Italia dopo aver vissuto all’estero.

Il testo prevede l’inserimento nel TUIR di un nuovo art. 24-quater, dedicato proprio ai pensionati che tornano nel territorio nazionale. Il cardine della misura è un’imposta sostitutiva pari al 4% sui redditi dei soggetti interessati, compresi quelli prodotti fuori dall’Italia. Si tratta, quindi, di una tassazione ridotta, pensata per alleggerire il carico fiscale e rendere più competitivo il ritorno rispetto alla permanenza in altri Paesi.

L’agevolazione avrebbe una durata molto ampia: fino a 15 anni dal momento del trasferimento della residenza fiscale in Italia. Questo elemento mostra chiaramente l’obiettivo della norma, che non è solo incentivare uno spostamento temporaneo, ma favorire un insediamento stabile e duraturo.

In sostanza, il legislatore tenta di trasformare il rientro pensionati in una scelta interessante non solo sul piano affettivo o familiare, ma anche sotto il profilo fiscale.

I requisiti richiesti per accedere al beneficio

Il regime agevolato non sarebbe aperto a tutti in modo automatico. Il DDL (disegno di legge), infatti, stabilisce due condizioni precise.

La prima riguarda il periodo trascorso all’estero: il pensionato deve essere stato residente fuori dall’Italia per almeno 5 anni prima del rientro. Questo requisito serve a delimitare la misura a chi ha effettivamente trasferito la propria vita in un altro Paese e non a chi compie semplici spostamenti di breve durata.

La seconda condizione riguarda il luogo in cui fissare la nuova residenza. Il trasferimento deve avvenire in comuni con meno di 3.000 abitanti, collocati nelle aree interne individuate dalla SNAI, cioè la Strategia nazionale per le aree interne. Non basta, quindi, tornare in Italia: occorre scegliere territori piccoli e spesso segnati da calo demografico e perdita di servizi.

Questa impostazione collega il vantaggio fiscale a un obiettivo di interesse generale. Il beneficio non viene pensato soltanto per il singolo contribuente, ma anche come leva di politica territoriale. Il rientro pensionati, secondo l’impianto del DDL, dovrebbe portare residenti stabili in borghi e zone fragili, con possibili effetti positivi sui consumi locali e sugli investimenti.

Rientro pensionati, quali effetti può avere sui piccoli comuni

La proposta in discussione non guarda solo al lato tributario. Il vero obiettivo è anche contrastare lo spopolamento che interessa molti piccoli centri italiani. L’arrivo di pensionati con redditi certi e continui può sostenere l’economia di prossimità: negozi, servizi, artigiani e mercato immobiliare potrebbero trarre vantaggio da nuovi abitanti con capacità di spesa costante.

In questo senso il rientro pensionati viene letto come uno strumento doppio: da una parte alleggerisce l’imposizione per chi torna, dall’altra prova a dare nuova vitalità a territori che da anni perdono popolazione. L’idea del Parlamento è chiara: fare del ritorno in Italia non solo una scelta personale, ma anche un’opportunità di rilancio locale.

Resta ora da vedere se il disegno di legge AS n. 1495 diventerà norma effettiva e se il nuovo art. 24-quater TUIR riuscirà davvero a invertire la rotta. Per il momento il progetto disegna una strategia precisa, fondata su tre elementi: imposta sostitutiva del 4%, durata fino a 15 anni e obbligo di trasferimento nei piccoli comuni delle aree SNAI.R.

Riassumendo

  • Rientro pensionati al centro del dibattito dopo l’aumento di pensionati italiani trasferiti all’estero.
  • Tra 2018 e 2025 cresce il numero di pensionati che percepiscono la pensione fuori Italia.
  • Spagna, Portogallo e Tunisia diventano le principali destinazioni per costi e fiscalità.
  • Il DDL AS n. 1495 propone un regime fiscale agevolato per chi torna in Italia.
  • Prevista imposta sostitutiva del 4% sui redditi per massimo 15 anni.
  • Rientro possibile solo dopo 5 anni all’estero e nei comuni sotto 3.000 abitanti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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