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Poche ore rimaste: rinnovo ISEE per l’assegno unico e importo pieno già da marzo

Mancano poche ore al rinnovo ISEE per l'assegno unico: senza aggiornamento scatta l’importo minimo e si perdono maggiorazioni.
27 Febbraio 2026
assegno unico figli
Foto © Licenza Creative Commons

L’assegno unico e universale rappresenta una voce fondamentale nel bilancio di milioni di famiglie. Anche per il 2026 è previsto il pagamento automatico da parte dell’Inps, ma resta un passaggio decisivo da non trascurare: il rinnovo ISEE per l’assegno unico. Senza questo adempimento, l’importo può ridursi sensibilmente già dai primi mesi dell’anno. Infatti, l’importo spettante dipende proprio dal valore ISEE.

Rinnovo ISEE per l’assegno unico: scadenza del 28 febbraio 2026

L’Inps ha eliminato da tempo l’obbligo di ripresentare ogni anno la domanda per l’assegno unico universale. La prestazione continua in automatico, ma l’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) deve essere aggiornato annualmente tramite la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu).

Per il 2026 la prima scadenza da segnare in agenda è il 28 febbraio 2026. Entro questa data occorre trasmettere una nuova Dsu per ottenere un ISEE valido per l’anno in corso. L’Isee precedente, infatti, è scaduto il 31 dicembre 2025 e non può più essere utilizzato per determinare l’importo corretto della prestazione.

L’importanza del rinnovo ISEE per l’assegno unico dipende dal fatto che la somma riconosciuta varia in base alla condizione economica del nucleo familiare. L’Inps, per calcolare l’assegno nella misura spettante, deve disporre di un Isee aggiornato.

Se la Dsu viene presentata entro il 28 febbraio, l’importo corretto sarà riconosciuto già con la mensilità di marzo 2026 (la prestazione va da marzo a febbraio dell’anno dopo).

Importo minimo e perdita delle maggiorazioni senza rinnovo

In assenza del rinnovo ISEE per l’assegno unico entro fine febbraio, scatta un meccanismo automatico. A partire dalla mensilità di marzo 2026, l’Inps eroga l’assegno nella misura minima prevista dalla normativa.

Per l’assegno unico 2026, dopo la rivalutazione Istat dell’1,4%, l’importo minimo è pari a 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne. Questa cifra si applica anche ai nuclei con Isee superiore alla soglia massima, fissata a 46.582,71 euro.

La riduzione non riguarda solo la quota base. Con l’applicazione dell’importo minimo vengono meno anche le maggiorazioni legate alla situazione economica o familiare. Non spettano, ad esempio, l’incremento per entrambi i genitori lavoratori né l’aumento del 50% previsto per i figli di età inferiore a un anno.

Restano invece riconosciuti alcuni importi aggiuntivi che non dipendono dall’Isee. Tra questi figurano la maggiorazione per le madri con meno di 21 anni, pari a 23,30 euro, e l’incremento per figli con disabilità grave, che ammonta a 110,60 euro. Si tratta di somme che prescindono dalla condizione economica e continuano a essere corrisposte anche in caso di mancato aggiornamento dell’Isee.

Il mancato adempimento può quindi tradursi in una perdita concreta di diverse decine di euro al mese per ogni figlio, incidendo in modo significativo sull’equilibrio economico familiare.

Seconda scadenza del 30 giugno 2026 e recupero degli arretrati

La normativa sull’assegno unico universale, introdotta dal D. Lgs. n. 230/2021, prevede una seconda possibilità per regolarizzare la posizione. Oltre alla scadenza di febbraio, è fissato un termine ulteriore al 30 giugno 2026.

Presentando la DSU aggiornata entro questa data, il diritto agli importi corretti non viene perso. L’INPS è tenuto a riconoscere tutti gli arretrati maturati a partire dal mese di marzo, quando è stato applicato l’importo minimo.

In pratica, nei mesi successivi a febbraio si continuerà a percepire la quota ridotta, ma dopo la presentazione dell’Isee aggiornato l’Istituto effettuerà un conguaglio. Le somme non corrisposte saranno liquidate in un’unica soluzione.

È bene considerare, tuttavia, che il ricalcolo non è immediato. L’Inps potrebbe impiegare diverse settimane, talvolta mesi, per completare le verifiche e procedere al pagamento degli arretrati. Durante questo periodo si continuerà a ricevere l’importo minimo.

Per evitare una lunga fase con assegno ridotto, il rispetto della scadenza di febbraio resta la scelta più prudente e vantaggiosa sotto il profilo economico.

Rinnovo ISEE per l’assegno unico: perché conviene rispettare i termini

Il rinnovo ISEE per l’assegno unico rappresenta un passaggio essenziale per mantenere l’importo pieno della prestazione nel 2026. L’automatismo della domanda non elimina l’obbligo di aggiornare la situazione economica tramite Dsu.

Il termine del 28 febbraio consente di ricevere da subito la somma corretta e gli arretrati dei primi mesi dell’anno. In caso di ritardo, la scadenza del 30 giugno permette comunque di recuperare quanto spettante, ma con tempi più lunghi e con una temporanea riduzione dell’assegno.

Considerato che l’importo minimo per il 2026 è pari a 58,30 euro per figlio e che la soglia Isee massima è fissata a 46.582,71 euro, il rinnovo ISEE per l’assegno unico assume un valore determinante per evitare perdite economiche. Un adempimento formale, ma decisivo, per garantire il sostegno pieno alle famiglie con figli a carico.

Riassumendo

  • Il rinnovo ISEE per l’assegno unico è obbligatorio entro il 28 febbraio 2026.
  • Senza aggiornamento, da marzo si riceve l’importo minimo di 58,30 euro.
  • L’Isee 2025 è scaduto il 31 dicembre, serve nuova Dsu.
  • Con rinnovo entro febbraio spettano anche arretrati di gennaio e febbraio.
  • Seconda scadenza al 30 giugno 2026 per recuperare somme non percepite.
  • Il rinnovo ISEE per l’assegno unico evita perdite e ritardi nei pagamenti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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