Sul Web, sui giornali e nei notiziari c’è fermento per quanto riguarda la pensione di marzo e gli aumenti con arretrati di cui parlano tutti. Due sono le motivazioni da cui derivano queste cifre aggiuntive che molti pensionati (non tutti) riceveranno. Il taglio dell’IRPEF, partito nel 2026, trova applicazione adesso e, poiché gennaio e febbraio sono trascorsi senza variazioni, i due mesi vengono riconosciuti come arretrati. Stesso discorso per la maggiorazione da 20 euro sulle pensioni basse.
Dunque, gli aumenti sono reali. Tuttavia, le cifre inserite nel cedolino di marzo vanno comprese correttamente, per evitare facili illusioni e pensare che quanto percepito a marzo diventi una costante.
Per esempio, i titolari di Assegno Sociale prenderanno di più a marzo rispetto ai mesi precedenti, ma anche rispetto ai mesi successivi.
“Buonasera, oggi mi è arrivato il messaggio dell’INPS che mi indicava che ero tenuto alla campagna RED 2025, da adempiere entro il 28 febbraio. Sono titolare di Assegno Sociale e ogni anno sono chiamato a questo adempimento. Il messaggio, a prescindere dal RED che comunque sapevo già di dover fare, mi è servito per un’altra cosa. Mi sono collegato al sito dell’INPS con il mio SPID e ho visto che è già disponibile il cedolino della pensione di marzo. Fino a febbraio prendevo 748 euro al mese. Adesso, a marzo, mi daranno 808 euro. Sono 60 euro in più. Non capisco da cosa dipenda tutto questo e se continuerò a prendere 808 euro anche nei mesi futuri.”
A marzo 60 euro in più sulla tua pensione? Ecco perché
In effetti, da giorni sul portale istituzionale dell’INPS, per i cittadini che accedono all’area riservata con SPID, CNS o CIE, è disponibile il nuovo cedolino della pensione di marzo.
Una pensione più ricca del solito, sia per i trattamenti più alti sia per quelli più bassi.
Come accennato in premessa e già spiegato in altri nostri articoli, le pensioni di marzo aumentano per due motivi distinti, che riguardano due diversi segmenti del mondo dei pensionati. In primo luogo, per chi percepisce prestazioni comprese tra 28.000 e 50.000 euro, si applica ora il taglio del 2% dell’IRPEF. Il governo ha infatti ridotto di due punti percentuali l’aliquota del secondo scaglione, quello che interessa il cosiddetto ceto medio.
Si tratta di contribuenti che non possono definirsi ricchi, ma nemmeno rientrano tra le fasce più deboli. Per loro, l’aliquota sulla parte di pensione eccedente i 28.000 euro scende dal 35% al 33%. Questo 2% in meno può determinare fino a 440 euro di risparmio annuo sull’IRPEF, con conseguente aumento della pensione netta.
Il taglio decorre dal 1° gennaio 2026, ma produce effetti concreti solo a marzo, con il recupero degli arretrati relativi a gennaio e febbraio. Per esempio, chi percepisce una pensione pari o superiore a 50.000 euro avrà circa 34 euro in più al mese; a marzo, però, il rateo sarà più alto, arrivando a circa 101,50 euro (34 euro per ciascuno dei tre mesi). Da aprile in poi, resteranno soltanto i 34 euro mensili aggiuntivi.
Marzo un mese eccezionale anche per l’Assegno Sociale
Lo stesso meccanismo vale per chi beneficia della maggiorazione straordinaria sulle pensioni minime, tra cui anche l’Assegno Sociale percepito dal lettore del quesito. Chi riceve trattamenti inferiori al trattamento minimo INPS avrà diritto a 20 euro in più al mese.
La misura è stata introdotta dalla legge di Bilancio con effetto dal 1° gennaio 2026. Di conseguenza, a marzo si corrispondono anche i 20 euro relativi a gennaio e i 20 euro di febbraio, per un totale di 60 euro in più nel rateo del mese.
Dalla mensilità di aprile, però, l’importo tornerà a regime. L’Assegno Sociale del nostro lettore passerà stabilmente da 748 a 768 euro al mese, mentre solo a marzo riceverà 808 euro grazie al recupero degli arretrati.