Ancora pochi mesi di tempo per riuscire ad andare in pensione con le regole del 2026, evitando così gli inasprimenti previsti a partire dal 2027.
Lo scenario è ormai noto: dal 1° gennaio 2027 cambieranno i requisiti per accedere alla pensione e diventerà più difficile raggiungerli. Aumenteranno infatti sia i contributi richiesti per la pensione anticipata ordinaria sia l’età necessaria per la pensione di vecchiaia.
Ma non solo. Cambieranno anche i requisiti per la pensione anticipata contributiva, per la Quota 41 precoci e per la pensione di vecchiaia contributiva.
L’aumento dei requisiti pensionistici è un tema che preoccupa molti lavoratori, i quali hanno la sensazione che il traguardo della pensione si allontani proprio quando sembra essere più vicino.
Vediamo allora quali sono le misure che possono ancora essere sfruttate da qui alla fine del 2026 per lasciare definitivamente il mondo del lavoro.
Pensioni: tutte le misure da sfruttare da giugno a dicembre 2026
Fino al 31 dicembre 2026 sarà ancora possibile accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria con 67 anni di età. Dal 2027, invece, il requisito anagrafico inizierà ad aumentare e potrebbe continuare a crescere anche negli anni successivi.
Potranno quindi andare in pensione entro il 2026 coloro che avranno compiuto 67 anni entro il 31 dicembre e che avranno maturato almeno 20 anni di contributi.
Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, resta inoltre necessario che l’importo della pensione sia almeno pari all’assegno sociale, che nel 2026 ammonta a circa 546 euro mensili.
Chi entro la fine del 2026 raggiungerà 71 anni di età e potrà vantare almeno 5 anni di contributi interamente versati dopo il 31 dicembre 1995 avrà invece la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva.
Sempre entro il 31 dicembre 2026, chi compirà 64 anni di età e avrà maturato almeno 20 anni di contributi potrà valutare anche l’accesso alla pensione anticipata contributiva.
In questo caso, però, è richiesto un ulteriore requisito: l’importo della pensione calcolata dall’INPS deve essere almeno pari a tre volte l’importo dell’assegno sociale al momento della liquidazione del trattamento.
Ecco le altre misure da sfruttare nel 2026
I lavoratori appartenenti a particolari categorie tutelate possono inoltre valutare l’accesso all’Ape Sociale.
Possono beneficiare della misura i caregiver, i disoccupati, gli addetti ai lavori gravosi e gli invalidi civili con una percentuale pari almeno al 74%.
Per accedere all’Ape Sociale entro la fine del 2026 occorre aver raggiunto almeno 63 anni e 5 mesi di età. E possedere almeno 30 anni di contributi, che salgono a 36 anni per gli addetti alle attività gravose.
Le stesse quattro categorie possono anche accedere alla Quota 41 precoci.
Chi entro il 31 dicembre 2026 raggiunge 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, può infatti ottenere la pensione. A condizione però di rientrare in una delle categorie previste dalla normativa.
È però necessario soddisfare un ulteriore requisito: almeno 12 mesi di contributi effettivi devono essere stati versati prima del compimento del diciannovesimo anno di età.
Infine, resta sempre disponibile la pensione anticipata ordinaria, che non prevede alcun requisito anagrafico.
Entro la fine del 2026 potranno accedervi gli uomini che avranno maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi.
Per le donne il requisito contributivo è inferiore di un anno e corrisponde a 41 anni e 10 mesi di versamenti.
Per chi è vicino al traguardo pensionistico, quindi, il 2026 rappresenta un anno particolarmente importante: sfruttare le regole ancora in vigore potrebbe consentire di evitare gli aumenti dei requisiti previsti dal 2027 e anticipare l’uscita dal mondo del lavoro.