Andare in pensione con l’INPS non è semplice: tra requisiti anagrafici, contributivi, finestre mobili e decorrenze, ogni caso va valutato con attenzione. A ogni età corrispondono diverse possibilità di uscita, ma anche vincoli specifici. Vediamo alcuni casi concreti per capire meglio quando si può andare in pensione.
Contribuente nato a settembre 1959 completa il primo maggio 2026, 20 anni di versamenti, quando va in pensione?
I nati nel 1959 rientrano pienamente nella pensione di vecchiaia del 2026. Chi compie 67 anni nel corso dell’anno e ha almeno 20 anni di contributi matura il diritto alla pensione.
Nel caso specifico, con requisito perfezionato a maggio 2026, la pensione decorrerà dal 1° giugno 2026, cioè dal primo giorno del mese successivo alla maturazione del diritto.
Lavoratore dell’ufficio anagrafe del Comune, completa 42 anni e 10 mesi ad agosto 2026, quando va in pensione?
La pensione anticipata ordinaria nel 2026 richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), senza vincoli di età.
Nel settore pubblico (CPDEL), però, si applica una finestra di 5 mesi.
Quindi, se il requisito viene maturato ad agosto 2026, la pensione decorrerà dal 1° febbraio 2027.
Diversamente, con il cumulo contributivo, la finestra si riduce a 3 mesi, anticipando l’uscita.
Lavoratrice compie 65 anni a luglio 2026 e completa 30 anni di versamenti INPS, quando può andare in pensione se ha avuto 4 figli?
Per le lavoratrici nel sistema contributivo puro (cioè con carriera iniziata dopo il 1995), è previsto uno sconto di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi.
Con 4 figli, il requisito anagrafico scende da 67 anni a 65 anni e 8 mesi.
Nel caso indicato, quindi, la pensione potrà essere raggiunta al compimento di questa età, con decorrenza dal mese successivo.
Lavoratore compie 64 anni a dicembre 2026, con 20 anni di contributi part-time: quando va in pensione?
La pensione anticipata contributiva richiede:
- almeno 64 anni di età;
- almeno 20 anni di contributi;
- una pensione pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale.
Per chi ha lavorato part-time o con retribuzioni basse, questo ultimo requisito è spesso il vero ostacolo.
La soglia si colloca tra circa 1.400 e 1.650 euro al mese, a seconda dei casi (ridotta per le donne con figli).
Se non si raggiunge questo importo, l’unica alternativa è attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.
Lavoratore con 40 anni di contributi, nel 2026 che età serve per la pensione INPS?
Avere 40 anni di contributi non è sempre sufficiente per accedere alla pensione anticipata ordinaria, che richiede soglie più elevate.
Tuttavia, esistono alcune possibilità:
- Ape sociale: accessibile a partire da circa 63 anni e 5 mesi, con almeno 30 o 36 anni (o 40 in alcuni casi), per specifiche categorie (invalidi, disoccupati, caregiver, lavori gravosi);
- pensione di vecchiaia: a 67 anni;
- pensioni per lavori usuranti: con requisiti specifici e quota.
In definitiva, il sistema previdenziale italiano è complesso e fortemente differenziato: conoscere i requisiti esatti e le finestre di uscita è fondamentale per pianificare correttamente il proprio pensionamento.