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Pensioni INPS: Aumento età pensionabile, da dove nasce e come si evita

Pensioni INPS e requisiti, ecco da dove nasce il problema che si porrà nel 2027 e come si può fermare il meccanismo.
20 Marzo 2026
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Foto © Investireoggi

A inizio 2025 si verificò un caso emblematico, sollevato dalla CGIL, che accusò l’INPS di aver aggiornato i propri simulatori pensionistici senza avere alcuna certezza normativa sui nuovi requisiti in vigore dal 1° gennaio 2027. La vicenda generò forti polemiche, tanto da costringere l’Istituto a fare un passo indietro, riportando i simulatori ai requisiti vigenti in quel momento.

Oggi, nel 2026, l’INPS ha nuovamente aggiornato i suoi strumenti, introducendo gli aumenti dei requisiti a partire dal 2027. Stavolta, però, senza polemiche: è infatti il governo, con la legge di Bilancio, ad aver confermato gli inasprimenti. Le due situazioni sono diverse e non devono essere confuse.

Se nel 2025 le critiche della CGIL avevano una base fondata, oggi è l’INPS ad agire su presupposti normativi chiari.

Resta però una domanda centrale: da dove nasce l’aumento dell’età pensionabile e dei requisiti? E soprattutto, come evitare di perdere mesi di pensione? Perché, in sostanza, di questo si tratta: un rinvio dell’uscita rispetto a quanto previsto con le regole attuali.

Le accuse della CGIL, cosa fece nel 2025 l’INPS e cosa ha fatto adesso

Nel gennaio 2025 l’INPS aggiornò i simulatori applicando un aumento di 3 mesi legato all’aspettativa di vita. Tuttavia, in quel momento mancavano ancora i necessari riferimenti normativi che rendessero l’operazione pienamente legittima.

Va detto che l’Istituto non fece nulla di illegale: si limitò ad applicare i dati certificati dall’ISTAT, che indicavano un incremento della speranza di vita di 3 mesi (in realtà 7 mesi, al netto dei 4 mesi “persi” durante la pandemia).

La CGIL sollevò quindi una questione corretta: senza un decreto governativo, quell’adeguamento risultava prematuro.

Oggi, invece, il quadro è cambiato. Il governo ha stabilito, con la legge di Bilancio, un aumento più graduale: 1 mese nel 2027 e altri 2 mesi nel 2028. Di conseguenza, i simulatori INPS sono stati aggiornati in linea con quanto previsto dalla normativa vigente.

Pensioni INPS e aumento dei requisiti, ecco da dove nasce la storia

Dal 2027, per accedere alla pensione di vecchiaia, serviranno 67 anni e 1 mese, mentre dal 2028 l’età salirà a 67 anni e 3 mesi. L’aumento dei requisiti riguarda non solo questa misura, ma anche le pensioni anticipate ordinarie, la Quota 41 per i precoci, e le pensioni contributive.

Una recente circolare INPS (numero 28 del 16 marzo 2026) ha confermato in modo chiaro questo scenario.

È importante sottolineare che questa dinamica non nasce oggi. L’aggancio dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita risale al 2010, durante il governo Berlusconi. Successivamente, la riforma Fornero ha reso il meccanismo automatico e biennale: ogni due anni i requisiti si adeguano senza bisogno di nuove leggi o passaggi parlamentari.

Ecco perché l’INPS ha aggiornato nuovamente i simulatori: questa volta con basi normative solide. Diverso era il caso del 2025, quando l’Istituto aveva anticipato un meccanismo ancora non formalizzato.

Bisogna ricordare che, pur essendo automatico, l’adeguamento può essere bloccato dal governo tramite apposito decreto. Ed è proprio questo l’impegno assunto dall’esecutivo: valutare nel corso del 2026 se sia possibile sospendere l’aumento, evitando così ulteriori slittamenti dell’uscita pensionistica.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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