Sarà anche partito nel 2010, con il governo Berlusconi, ma è stata la riforma Fornero a perfezionare il meccanismo. Parliamo dell’aumento di 3 mesi dei requisiti pensionistici tra il 2027 e il 2028. Un incremento che segue quello del 2019, confermato dal governo Conte.
Nel giro di appena nove anni, quindi, i requisiti per la pensione aumentano complessivamente di 8 mesi, anche per quanto riguarda l’età pensionabile. Tuttavia, esistono alcune variabili importanti: specifiche deroghe che possono consentire a molti lavoratori di accedere alla pensione con le vecchie regole, evitando in tutto o in parte questi incrementi. In alcuni casi, si può arrivare persino a “superare” gli effetti della stessa riforma Fornero.
“Buonasera, sono un vostro lettore e volevo capire quando potrò andare in pensione in base alla mia situazione lavorativa. Compio 67 anni a marzo 2027. Ho 34 anni di contributi e ho sempre lavorato come edile. Da quanto ho capito è un lavoro gravoso. Nel 2027 serviranno 67 anni e un mese per la pensione, giusto? Ma per chi svolge lavori gravosi questo aumento è stato eliminato? Sono confuso e non riesco ad avere risposte chiare. Secondo voi quando potrò andare in pensione?”
Pensione 5 mesi prima, anzi con 6 mesi di sconto, e la riforma Fornero è superata
Il caso del nostro lettore è emblematico. L’attività svolta — lavoro edile — rientra tra i lavori gravosi, categoria che gode di alcune agevolazioni previdenziali.
Non si tratta solo della possibilità di accedere a misure alternative come Ape sociale o Quota 41 per precoci, ma anche di benefici legati proprio al meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita.
Già nel 2019, quando venne introdotto un aumento di 5 mesi dei requisiti, fu prevista una salvaguardia per i lavori gravosi.
In pratica, mentre per la generalità dei lavoratori l’età pensionabile salì a 67 anni, per queste categorie rimase ferma a 66 anni e 7 mesi.
Attenzione però: questo vantaggio era subordinato a una condizione precisa, cioè il possesso di almeno 30 anni di contributi effettivi (escludendo quindi figurativi, volontari o riscatti).
Grazie a questa norma, molti lavoratori — come edili, operai agricoli, infermieri di sala operatoria o camionisti — hanno potuto andare in pensione 5 mesi prima, evitando l’inasprimento previsto dalla riforma.
Il lavoro gravoso e la salvaguardia rispetto all’aspettativa di vita ieri ed oggi
La stessa logica di salvaguardia sarà applicata anche agli aumenti previsti per il biennio 2027-2028. Il governo ha deciso di distribuire l’incremento in due fasi:
- +1 mese dal 2027
- +2 mesi dal 2028
Questi aumenti, però, non si applicheranno ai lavoratori gravosi.
C’è però un rovescio della medaglia: dal 2027 verrà meno il precedente vantaggio dei 5 mesi introdotto nel 2019, valido solo fino al 31 dicembre 2026.
In sostanza:
- per i lavoratori gravosi, dal 2027 serviranno 67 anni (senza aumenti ulteriori)
- per tutti gli altri, serviranno 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028
La riforma Fornero per il lavoro gravoso non sortisce effetti, ma servono almeno 30 anni effettivi di contributi
Nel caso specifico del lettore, il quadro è persino più favorevole di quanto sembri. Se riesce a farsi riconoscere formalmente l’attività come lavoro gravoso e se possiede almeno 30 anni di contributi effettivi sui 34 totali dichiarati, potrebbe anticipare ulteriormente l’uscita.
In questo caso, non solo eviterebbe l’aumento previsto dal 2027, ma potrebbe addirittura sfruttare ancora la salvaguardia attuale, andando in pensione a 66 anni e 7 mesi.
Tradotto in termini pratici: potrebbe maturare il diritto già a novembre 2026, con decorrenza della pensione da dicembre 2026.
Un’uscita anticipata che consente di evitare sia l’aumento di 1 mese del 2027 sia la perdita del vantaggio dei 5 mesi, dimostrando come, in presenza delle giuste condizioni, sia ancora possibile anticipare la pensione rispetto ai requisiti ordinari.