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I 1.000 euro del bonus nuovi nati ancora bloccati: i perché del ritardo e i rischi di perderlo

Non si possono presentare ancora sul sito dell'INPS le domande per il bonus nuovi nati 2026, ecco perché e chi rischia di perderlo.
23 Marzo 2026
bonus nuovi nati
Foto © Pixabay

Nel 2025, dopo la legge di Bilancio dello scorso anno, il governo Meloni ha introdotto un bonus per i nuovi nati. Una misura che richiama un precedente intervento del governo Berlusconi e che, tra sostegno alle famiglie e incentivo alla natalità, ha avuto un impatto significativo.

Anche il bonus attuale si inserisce in questa logica ed è stato previsto in forma sperimentale per due anni, il che significa che anche nel 2026 le famiglie con nuovi figli possono teoricamente beneficiare del contributo da 1.000 euro.

Tuttavia, al momento, non è possibile presentare domanda, perché il sito dell’INPS non consente ancora l’accesso alla procedura.

E questo è un problema rilevante, considerando che la richiesta deve essere presentata entro termini ben precisi.

I 1.000 euro del bonus nuovi nati ancora bloccati: i perché del ritardo e i rischi di perderlo

Il bonus nuovi nati è entrato in vigore dal 1° gennaio 2025, con domanda da presentare tramite il portale INPS. La procedura operativa, però, è partita solo ad aprile, con un ritardo tutto sommato comprensibile: era necessario predisporre la piattaforma e attendere l’aggiornamento degli ISEE 2025.

Oggi, però, la situazione appare diversa. Siamo già a marzo 2026, ma la procedura per i nuovi nati dell’anno in corso non è ancora attiva. Un ritardo che appare difficilmente giustificabile, soprattutto in assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’INPS.

Il problema principale riguarda le scadenze: la domanda deve essere presentata entro 120 giorni dalla nascita. Questo alimenta il timore, per chi ha avuto un figlio nei primi mesi dell’anno, di perdere il diritto al bonus.

Ecco da dove potrebbe essere scaturito il ritardo

Attualmente, chi prova a presentare domanda si trova di fronte a un blocco.

Il sistema accetta solo date di nascita comprese tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025.

Questo ha generato dubbi e preoccupazioni legittime: il bonus non era stato esteso anche ai nati nel 2026?

Il timore di perdere il contributo è comprensibile, ma potrebbe trattarsi di un falso allarme. È infatti probabile che, al momento dell’attivazione della piattaforma, sia prevista una clausola di salvaguardia per chi si trova vicino alla scadenza dei 120 giorni – o addirittura l’ha già superata.

Ad esempio, potrebbe essere fissato un termine unico (come il 31 maggio) per tutte le nascite avvenute tra gennaio e aprile 2026. Si tratta di un’ipotesi, ma basata su precedenti simili relativi ad altre prestazioni.

Il ritardo, seppur non spiegato ufficialmente, potrebbe essere legato alle novità ISEE 2026, tra modifiche alle scale di equivalenza e nuove regole sul patrimonio immobiliare (in particolare sulla prima casa).

Resta il fatto che la situazione richiede attenzione: le famiglie interessate farebbero bene a prepararsi per tempo, verificando i requisiti – tra cui un ISEE non superiore a 40.000 euro – in modo da poter presentare domanda non appena la procedura sarà attiva.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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