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Opzione donna 2026: due diverse versioni restano da sfruttare per la pensione anticipata

Ecco le due versioni di opzione donna che si possono centrare anche nel 2026 nonostante la misura ormai non è più attiva.
25 Febbraio 2026
pensione opzione donna
Foto © Pixabay

Chi accede alla propria area riservata My INPS tramite SPID o CIE può notare un dettaglio che a molti sfugge: è ancora possibile presentare domanda di opzione donna, nonostante la misura sia formalmente cessata.

Il motivo è noto nel sistema previdenziale italiano: la cristallizzazione del diritto. Se i requisiti sono stati maturati entro la data prevista dalla norma, il diritto non si perde, anche se la misura non viene prorogata negli anni successivi.

Nel caso di opzione donna, però, la questione è più articolata. La misura ha subito modifiche più volte nel tempo e questo ha creato due diverse “versioni” ancora oggi potenzialmente fruibili, a seconda dell’anno di maturazione dei requisiti.

Opzione donna 2026: misura chiusa ma diritto ancora esercitabile

Opzione donna è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata con la legge di Bilancio. Tuttavia, possono ancora presentare domanda le lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro le scadenze previste.

Un punto fermo della misura è rimasto invariato negli anni: i requisiti erano da perfezionare entro il 31 dicembre dell’anno precedente rispetto alla finestra di utilizzo.

La vera differenza riguarda invece le condizioni di accesso, che sono cambiate in modo significativo nel tempo.

Prima versione: requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021

Le lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2021:

  • 35 anni di contributi
  • 58 anni di età (dipendenti)
  • 59 anni di età (autonome)

possono ancora oggi accedere a opzione donna secondo le regole originarie, senza le limitazioni introdotte successivamente.

Questa è la versione più ampia e meno restrittiva della misura.

Seconda versione: requisiti maturati entro il 31 dicembre 2023

Con le modifiche introdotte per il 2023, la misura è stata profondamente ridimensionata.

Per chi ha maturato i requisiti dopo il 31 dicembre 2021, sono richiesti:

  • 35 anni di contributi
  • 61 anni di età, salvo riduzioni in presenza di figli

e soprattutto l’appartenenza a una delle seguenti categorie:

  1. Caregiver che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità grave;
  2. Caregiver di parenti o affini di secondo grado conviventi, a determinate condizioni (genitori o coniuge ultra-settantenni, invalidi o deceduti);
  3. Invalide civili con invalidità pari almeno al 74%;
  4. Lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende con tavolo di crisi attivo (per queste l’età poteva scendere a 59 anni).

Per caregiver e invalide era prevista una riduzione dell’età anagrafica in presenza di figli:

  • 60 anni con un figlio
  • 59 anni con due o più figli

Questa è la versione più restrittiva della misura.

Due schede INPS ancora attive

Nel portale INPS risultano ancora presenti due percorsi distinti per opzione donna:

  • una scheda riferita ai requisiti maturati fino al 2021;
  • una scheda relativa alla versione 2023-2025 (requisiti maturati dopo il 31 dicembre 2021).

Questo conferma che la misura, pur cessata, è ancora esercitabile da chi ha perfezionato i requisiti in tempo utile.

Attenzione alla posizione personale

La possibilità di accedere oggi a opzione donna dipende esclusivamente da:

  • data di maturazione dei 35 anni di contributi;
  • età anagrafica raggiunta entro la scadenza prevista;
  • eventuale appartenenza alle categorie tutelate nella versione più recente.

La misura resta penalizzante sotto il profilo del calcolo, essendo interamente contributiva, ma per molte lavoratrici rappresenta ancora una via di uscita anticipata.

Il punto decisivo è verificare con precisione la propria posizione anagrafica e contributiva: se i requisiti sono stati maturati entro le date previste, il diritto – per via della cristallizzazione – resta pienamente esercitabile anche nel 2026.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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