Bund 2050 zero coupon, è arrivata l’ora di vendere?

BuLa paura dell’inflazione sta provocando grosse perdite alle obbligazioni a lunga scadenza. Ieri, quel 4,2% annuale di aprile negli USA ha fatto scattare l’allarme e a pagare pegno ci sono anche i BTp, il cui spread a 10 anni con la Germania si è allargato a 117 punti base mentre scriviamo. Il Bund a 30 […]

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Bund zero coupon 2050

BuLa paura dell’inflazione sta provocando grosse perdite alle obbligazioni a lunga scadenza. Ieri, quel 4,2% annuale di aprile negli USA ha fatto scattare l’allarme e a pagare pegno ci sono anche i BTp, il cui spread a 10 anni con la Germania si è allargato a 117 punti base mentre scriviamo. Il Bund a 30 anni zero coupon (ISIN: DE0001102481) ci offre una chiara dinamica del trend negativo che affligge il mercato obbligazionario da mesi. Il titolo offriva un rendimento negativo dello 0,24% l’11 dicembre scorso. Oggi, risulta positivo dello 0,46%.

Perché vi parliamo del Bund zero coupon? Anzitutto, perché è la scadenza più lunga emessa dalla Germania. Secondariamente, perché si tratta di un “benchmark” sul tratto trentennale. E terzo, perché è sprovvisto di cedola e ci consente di capire meglio l’andamento di questo particolare tipo di bond.

Era l’estate del 2019, quando la Germania approfittò dei rendimenti negativi imperanti lungo l’intera sua curva per collocare sul mercato un titolo a 30 anni senza cedola. Fu così che debutto il Bund zero coupon con scadenza 15 agosto 2050. Non fu un successo. Anzi, il Tesoro tedesco dovette prendere atto che l’asta andò semi-deserta, con ordini per appena 869 milioni di euro. Nel periodo successivo, il flop sembrava sempre più evidente. Prima della pandemia, la quotazione risultava scesa sotto 90 centesimi. Poi, il boom.

Con la fuga dei capitali verso i “porti sicuri”, non vi fu titolo tedesco a non essere stato comprato, indifferentemente dal prezzo. Il 9 marzo 2020, mentre l’Italia varava il suo primo “lockdown”, il Bund zero coupon volava a quasi 116. Spia di un panico ai massimi livelli sui mercati. Successivamente, il tonfo a giugno a un minimo di circa 92 centesimi, quando l’Europa si riapriva in vista della stagione estiva.

Tuttavia, con la seconda ondata dei contagi il successo è garantito. A dicembre, quotazione ancora sopra 107. Di lì in avanti, la discesa inarrestabile.

Cos’è successo? Malgrado la recrudescenza della pandemia, specie in Germania, le vaccinazioni sono state avviate ovunque e ciò ha offerto agli obbligazionisti una prospettiva di graduale uscita dalla crisi sanitaria ed economica. E così, in appena 5 mesi il Bund zero coupon perde il 18,5%. L’assenza di cedola non pone alcun freno alle perdite. Non che sia andata tanto meglio alle altre lunghe scadenze della Germania. Il Bund 15 agosto 2048 e cedola 1,25% ha perso, nel frattempo, il 15,5%. Non tanto meno. Ad ogni modo, siamo in presenza di una risalita di ben 70 punti base di rendimento in 5 mesi.

E adesso? Con un’inflazione tedesca al 2% e tendente al 3% per la consigliera della BCE, Isabel Schnabel, l’ultima cosa a cui dovremmo pensare sarebbe di investire su un Bund zero coupon a 30 anni. Rialzo dei tassi vicino o meno nell’Eurozona, a meno di imprevisti colpi di coda del Covid, i rendimenti tedeschi appaiono sin troppo bassi. Insostenibile investire in un bond, che alla scadenza ci intaccherebbe il capitale del 45% reale. Chiaramente, ciò avverrebbe immaginando un’inflazione stabile al 2% e rendimenti anch’essi stabili allo 0,46% attuale. E non potremmo neppure confidare in alcun flusso di reddito da qui alla scadenza.

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