Il Bund 2050 senza cedola conferma i rischi delle obbligazioni ultra-lunghe

Bund 2050 e zero coupon (ISIN: DE0001102481), emesso poche settimane fa e già in forte calo per chi lo avesse acquistato al suo debutto sul mercato. Ecco i rischi di questi titoli longevi.

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Bund 2050 e zero coupon (ISIN: DE0001102481), emesso poche settimane fa e già in forte calo per chi lo avesse acquistato al suo debutto sul mercato. Ecco i rischi di questi titoli longevi.

Era il 21 agosto scorso e la Germania per la prima volta emetteva un titolo a 30 anni senza cedola. Parliamo del Bund agosto 2050 (ISIN: DE0001102481), collocato sul mercato al prezzo di 96,7%, pari a un rendimento negativo dello 0,11% all’anno. L’asta fu un flop, se è vero che il Tesoro tedesco aveva ipotizzato un’offerta massima di 2 miliardi di euro, ma alla fine registrava ordini per soli 869 milioni, collocandone per 824.

Berlino volle giustamente approfittare di un fatto inedito per la sua storia, cioè il calo dei rendimenti sovrani sottozero lunga l’intera curva delle scadenze. Da inizio agosto, infatti, anche il Bund a 30 anni segnava rendimenti negativi.

Perché l’asta Bund a 30 anni senza cedola è stata un flop

Ma le indiscrezioni di questi giorni, secondo le quali la BCE si mostrerà meno espansiva del previsto al board di dopodomani, ha fatto risalire i rendimenti sovrani un po’ in tutta l’Eurozona, tant’è che il trentennale tedesco è tornato a rendere positivamente dopo 5 settimane. Esistono adesso due bond a 30 anni in Germania: quello che scade nell’agosto 2048 e con cedola 1,25% e il suddetto Bund 2050, che per via delle scarse dimensioni non può certo considerarsi ancora un “benchmark”.

Il tonfo del Bund 2050 senza cedola

In questo momento, il prezzo di mercato del secondo viaggia in area 99, essendo sceso dal lunedì scorso sotto la pari. Pertanto, rende lo 0,03%, quando il 28 agosto scorso aveva toccato un minimo del -0,24%, prezzando a quasi 108. Nel giro di poche sedute, quindi, il bond ha accusato un crollo dell’8%, a fronte di un aumento del rendimento di appena circa un quarto di punto percentuale. Questo scossone lo si deve al fatto che le obbligazioni più longeve risultano più esposte alle variazioni dei tassi di mercato, in quanto posseggono una vita residua più lunga. Ma il fenomeno riguarda particolarmente quelle con cedola molto bassa, in quanto non tengono il prezzo al crescere dei rendimenti.

Bund della Germania a rischio estinzione, per gli obbligazionisti sarà un problema

Facciamo un esempio: il Bund 2048 nello stesso lasso di tempo ha perso il 6,4%, cioè circa un punto e mezzo in meno del (quasi) omologo Bund 2050, a fronte di un rialzo quasi identico del suo rendimento (da -0,26% a +0,2%).

Questo, perché a frenare la caduta del prezzo è stata la cedola, pur in sé bassa per un titolo così lungo. Infatti, sappiamo che la cedola accorcia la “duration”, la durata finanziaria del bond, che a sua volta esprime la volatilità del prezzo rispetto a una variazione del rendimento. L’assenza di cedola rende la duration uguale alla durata residua del titolo, in questo caso di 31 anni. In effetti, se il Bund 2050 dovesse rendere oggi stesso l’1%, sarebbe necessario che il suo prezzo crollasse intorno a 76, cioè che segnasse -21,4% rispetto alla quotazione di emissione.

Se c’è un insegnamento che deriva da queste poche settimane di vita del trentennale tedesco zero coupon è che bisogna restare sempre molto cauti verso le obbligazioni lunghe e con tasso offerto relativamente basso, in quanto molto sensibili alle variazioni dei rendimenti. I possessori del Bund 2050 hanno già virtualmente perso quasi il 5% in 3 settimane e solamente per via del ritorno ai rendimenti in area appena positiva. Immaginatevi cosa accadrebbe con la normalizzazione dei tassi, ove sul lungo periodo la Germania dovesse tornare a offrire il 2-3% ai creditori per indebitarsi. Un bagno di sangue per chi avrebbe confidato con eccessivo entusiasmo sulla carta tedesca.

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