Ci sarà il nuovo Bot a 12 mesi (ISIN: IT0005709289) all’asta di martedì 12 maggio, che il Tesoro terrà per incassare 10 miliardi di euro. Due i titoli offerti, dato che ci sarà anche la riapertura della scadenza 14 luglio 2026 (ISIN: IT0005660029) per 1,5 miliardi. Ci concentreremo sull’emissione della prima tranche, che sarà seguita il giorno successivo da una seconda riservata agli “Specialisti in titoli di stato” per un’offerta massima del 10% delle assegnazioni avvenute all’asta ordinaria. Dunque, gli investitori istituzionali potranno ricevere fino ad altri 850 milioni di euro. Sempre che si mostreranno interessati all’operazione.
Nuovo Bot 12 mesi al test USA-Iran
Il nuovo Bot a 12 mesi ha data di regolamento del 14 maggio 2026 e arriverà a scadenza in data 14 maggio 2027, per cui presenta una durata esatta di 365 giorni.
Arriva in un momento particolare per il mercato obbligazionario. La settimana scorsa, la Banca Centrale Europea ha tenuto i tassi di interesse invariati e ne ha prospettato un primo rialzo già per giugno. L’inflazione nell’Eurozona è nel frattempo salita al 3%, trainata dal caro energia.
Questa settimana, tra Stati Uniti e Iran si è aperto un reale spiraglio di pace con annessa attesa riapertura dello Stretto di Hormuz. I prezzi di petrolio e gas sono scesi e stanno riducendo la percezione del rischio d’inflazione. I rendimenti obbligazionari sono precipitati e gli spread si sono ristretti. Tuttavia, il nuovo Bot a 12 mesi non dovrebbe smuoversi granché dal 2,60% offerto all’asta di aprile. Ci attendiamo che il rendimento esitato sarà all’incirca di questa entità. Il mese scorso, il prezzo medio di aggiudicazione fu fissato a 97,428 centesimi.
Il rapporto di copertura fu di 1,44.
Rischio inflazione
La domanda sarà determinante per l’esito dell’operazione. Tra asta ordinaria e straordinaria, il Tesoro chiederà al mercato 10-11 miliardi contro Bot annuali in scadenza per soli 8,5 miliardi. Questo significa che l’offerta già in partenza sembra essere ben superiore alle richieste provenienti dagli investitori nel caso in cui tutti rinnovassero i titoli posseduti. Una pressione al ribasso sui prezzi, che tenderà a sostenere il rendimento lordo.
Con questi dati, possiamo affermare che da un lato il nuovo Bot a 12 mesi si mostra allettante, ma dall’altro deve fare i conti con un’inflazione italiana salita al 2,8% ad aprile. Al netto delle imposte, offrirà non più del 2%. In termini reali, il rischio per l’investitore sarebbe di percepire meno rispetto alla perdita del potere di acquisto. Dunque, se l’alternativa fosse il conto in banca infruttifero, ben venga. Se si è in cerca di un impiego dei risparmi per metterli a frutto nel medio-lungo termine, meglio cercare altro.
Meglio scadenze più lunghe
Anche restando sul mercato dei titoli di stato, abbiamo rendimenti più interessanti lungo la curva. Ad esempio, il BTp a 5 anni già offre oltre il 3% lordo. A questi livelli, riuscirebbe a coprire l’inflazione attesa per il periodo. Bisogna stare attenti, però, ad esporsi in questa fase alle scadenze lunghe. I rendimenti potrebbero continuare a salire e i prezzi a scendere nel caso in cui la guerra si protraesse e il caro energia portasse a una reflazione definitiva. Ma le scadenze troppo brevi non rendono granché in termini reali, anzi possono rivelarsi insufficienti a coprire l’inflazione.
E questo sembrerebbe il caso del nuovo Bot a 12 mesi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it