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Modello 730/2026: conviene accettare il precompilato o correggerlo?

Quando scattano i controlli se si modifica il modello 730 precompilato e quando invece accettarlo così come è conviene.
22 Maggio 2026
730/2026 detrazioni e spese
Foto © Investireoggi

Il dubbio amletico di molti contribuenti che, in questi giorni, stanno presentando la dichiarazione dei redditi con il modello 730 è sempre lo stesso. E nasce da una regola dell’Agenzia delle Entrate che evita i controlli sulle dichiarazioni accettate così come predisposte dal Fisco. In pratica: zero controlli per chi accetta la precompilata senza modificarla.

Ma se nella dichiarazione mancano alcune spese detraibili perché l’Agenzia delle Entrate non le ha inserite, conviene davvero rinunciare agli sgravi fiscali? È questo il vero nodo della questione.

Se si tratta di poche decine di euro di rimborso lasciate allo Stato, forse potrebbe anche essere ragionevole evitare il rischio di incappare in controlli che, va detto, non sono particolarmente pericolosi, ma possono risultare fastidiosi.

A volte, però, mancano nel modello 730 precompilato voci molto rilevanti, capaci di generare rimborsi fiscali consistenti. E in questi casi sarebbe davvero un peccato rinunciarvi.

I controlli formali dell’Agenzia delle Entrate sul modello 730

Partiamo dal capire cosa siano i controlli che, teoricamente, l’Agenzia delle Entrate evita a chi accetta senza modifiche la dichiarazione dei redditi precompilata.

Il Fisco mette a disposizione dei contribuenti, nel loro cassetto fiscale, una dichiarazione dei redditi già predisposta — sia il modello 730 sia il modello Redditi Persone Fisiche — nella versione precompilata. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è presente l’elenco delle voci già inserite automaticamente nel modello. Il contribuente, tuttavia, ha la possibilità di correggerle, eliminarle, aggiungerne di nuove e così via.

Ed è proprio quando si interviene sulla dichiarazione rispetto alla versione precompilata che si rischia di rientrare nei controlli formali dell’Agenzia delle Entrate.

Si tratta di controlli documentali effettuati a campione. Questo significa che modificare la dichiarazione non comporta automaticamente controlli nel 100% dei casi.

Va anche precisato che alcune modifiche, come il cambio di residenza, l’aggiornamento del domicilio digitale o altri dati anagrafici, non vengono considerate vere e proprie correzioni rilevanti dal Fisco. Diverso è il caso in cui si intervenga su oneri detraibili, redditi o altre voci che incidono sul calcolo delle imposte o dei rimborsi fiscali. In queste situazioni, infatti, il rischio di controlli aumenta.

Ecco come funziona questo particolare meccanismo fiscale

Come detto, un controllo formale non rappresenta nulla di preoccupante, purché tutto sia stato fatto correttamente. Se, ad esempio, manca una fattura del dentista e il contribuente possiede realmente quel documento, insieme alle ricevute di pagamento tracciabile, non ci sono problemi.

Nel caso in cui venga avviato un controllo formale, il Fisco non farà altro che chiedere al contribuente di esibire la documentazione necessaria a dimostrare la correttezza della spesa aggiunta. In sostanza, servirà semplicemente confermare la veridicità di quanto inserito nella dichiarazione.

I controlli formali, in presenza delle necessarie pezze giustificative, non producono conseguenze negative. Anzi, consentono al contribuente di non perdere diritti e agevolazioni fiscali che, invece, il timore di modificare la precompilata potrebbe far sfumare.

Un esempio molto frequente riguarda le spese che danno diritto ai bonus edilizi.

Gli interventi di ristrutturazione dovrebbero comparire automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata, ma questo non avviene nel primo anno utile per usufruire della detrazione.

Per esempio, le spese per lavori di ristrutturazione iniziati nel 2025 non compaiono nel 730/2026 precompilato. Il motivo è semplice: l’Agenzia delle Entrate conosce l’esistenza della spesa, ma non sa a quale soggetto attribuire la detrazione in presenza di eventuali cointestatari dell’immobile.

Considerando poi che le spese di ristrutturazione sono spesso quelle che producono le maggiori differenze d’imposta e i rimborsi fiscali più elevati, è evidente come una correzione di questo tipo al modello 730 possa aumentare la probabilità di controlli da parte del Fisco.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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