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Militari e forze di polizia, dal 2027 la pensione si allontana o resta uguale?

Dal 2027 le pensioni forze di polizia e militari cambiano: requisiti per l'uscita dal lavoro e nuove regole da conoscere.
25 Marzo 2026
pensione 2026
Foto © Investireoggi

La disciplina sulle pensioni forze di polizia e militari si prepara a cambiare con effetti concreti dal 1° gennaio 2027. Il quadro arriva dalla Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, che recepisce quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 sull’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. Il riferimento operativo, per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, è contenuto nel punto 5 della circolare.

La novità principale riguarda l’uscita anticipata dal servizio, con soglie più alte rispetto al biennio precedente. In sostanza, il sistema viene ritoccato in avanti di alcuni mesi, sia per chi punta al trattamento basato sulla lunga contribuzione sia per chi accede con combinazioni di età e servizio già previste dall’ordinamento speciale.

Il risultato è semplice da capire: dal 2027 servirà attendere un po’ di più, mentre dal 2028 scatterà un ulteriore irrigidimento. Per questo il tema delle pensioni forze di polizia e militari diventa centrale per chi sta programmando il congedo.

Pensioni forze di polizia e militari: i tre canali per lasciare il servizio

Dal 2027, a seguito della legge di bilancio 2026, e salvo futuri cambiamenti, l’uscita per anzianità seguirà tre percorsi. Il primo richiederà 41 anni e 1 mese di contribuzione, senza vincolo anagrafico. Il secondo riguarderà chi aveva già maturato al 31 dicembre 2011 la massima anzianità utile collegata all’aliquota dell’80% e, al momento della cessazione dal servizio, avrà almeno 54 anni e 1 mese. Il terzo canale scatterà con almeno 35 anni di contributi insieme a 58 anni e 1 mese di età.

Dal 2028 le stesse soglie saliranno ancora. In quel caso il requisito contributivo puro passerà a 41 anni e 3 mesi. Anche l’uscita collegata all’aliquota massima maturata entro il 2011 richiederà 54 anni e 3 mesi, mentre il binomio misto richiederà 35 anni di contributi e 58 anni e 3 mesi.

In altre parole, l’anticipo rispetto alla pensione ordinaria resta possibile, ma con una corsa un po’ più lunga.

Su questo fronte, le pensioni forze di polizia e militari mantengono anche un meccanismo già noto: chi lascia il servizio usando solo il requisito contributivo dovrà fare i conti con un differimento ulteriore. Restano infatti i 12 mesi della cosiddetta finestra mobile, ai quali si sommano altri 3 mesi di posticipo previsti dalla normativa. Questo significa che tra maturazione del diritto e decorrenza effettiva dell’assegno non c’è coincidenza immediata.

Vecchiaia ordinamentale e finestra mobile

Non cambia solo l’anzianità. Anche la pensione di vecchiaia, legata al limite di età previsto per grado o qualifica, subirà un adeguamento. L’aumento scatterà solo se, a quella data, non sarà stato già perfezionato uno dei requisiti per l’uscita anticipata. Per il 2027 l’incremento sarà di 1 mese rispetto al biennio 2025-2026. Per il 2028 l’aumento salirà a 3 mesi rispetto allo stesso parametro di confronto.

Il messaggio pratico è chiaro: chi non rientra nei canali di anzianità dovrà verificare con attenzione il proprio limite ordinamentale, perché anche quel traguardo si sposta in avanti. Le pensioni forze di polizia e militari continuano quindi a seguire regole speciali, ma il loro vantaggio rispetto al regime generale tende a ridursi gradualmente.

Da segnalare che nel testo esaminato non compaiono importi dell’assegno né nuove misure economiche fisse. Le indicazioni riguardano solo i requisiti di accesso e la decorrenza del trattamento. Per il calcolo della pensione, dunque, restano decisive la posizione individuale, la quota retributiva eventualmente maturata e la parte contributiva.

Cosa cambia davvero per pensioni forze di polizia e militari

La parte più delicata è però quella contenuta nel comma 180 della L. Bilancio 2026. La norma introduce un possibile incremento aggiuntivo dei requisiti, destinato ai casi in cui le soglie previste per questo comparto risultino inferiori a quelle vigenti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria, cioè nell’AGO. L’intervento, secondo quanto chiarito, dovrebbe riguardare solo le pensioni di anzianità.

Il calendario indicato è progressivo: 1 mese in più nel 2028, un altro mese nel 2029 e un ulteriore mese nel 2030. In termini complessivi, l’aumento arriverebbe quindi a 3 mesi rispetto al 2027. Tuttavia manca ancora il passaggio decisivo. L’INPS ha infatti rinviato le istruzioni operative a un futuro DPCM, chiamato a individuare le specifiche professionalità che, per la natura del servizio svolto, potrebbero essere escluse del tutto o in parte da questo incremento.

Per chi appartiene al comparto, il dato più importante è uno: la programmazione dell’uscita richiede oggi più attenzione di prima. Le pensioni forze di polizia e militari entrano in una fase di revisione graduale, con piccoli scatti in avanti che, sommati, possono incidere in modo sensibile sulla data di cessazione. Ecco perché seguire Circolare INPS n. 28/2026, L. Bilancio 2026, comma 180, e futuro DPCM sarà decisivo per capire l’evoluzione delle pensioni forze di polizia e militari.

Riassumendo

  • Pensioni forze di polizia e militari: dal 2027 aumentano età e contributi richiesti.
  • Serviranno 41 anni e 1 mese di contributi senza requisito anagrafico.
  • Previsti anche accessi con 54 anni e 1 mese oppure 58 anni e 1 mese.
  • Dal 2028 scatterà un ulteriore aumento di 2 mesi sui requisiti.
  • Resta la finestra mobile con decorrenza posticipata dell’assegno pensionistico.
  • Un futuro DPCM potrà escludere alcune professionalità dagli aumenti previsti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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