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Pensione in anticipo entro il 31 dicembre 2026, diverse categorie hanno due possibilità pratiche

Come accedere alla pensione in anticipo con la quota 41 precoci o con l'Ape sociale entro al fine del corrente anno.
25 Marzo 2026
anticipo pensione
Foto © Investireoggi

Ci sono due diverse misure che possono consentire ai lavoratori di accedere alla pensione anticipata entro la fine del 2026. Si tratta di strumenti destinati a categorie differenti di contribuenti. Una delle due misure resterà attiva anche nel 2027, ma con un aumento pressoché certo dei requisiti; l’altra, invece, potrebbe non essere confermata. Analizziamo dunque la Quota 41 precoci e l’Ape sociale, soffermandoci sulle possibilità di uscita dal lavoro entro il 31 dicembre 2026 e sulle modalità con cui ciò è possibile.

Pensione in anticipo entro il 31 dicembre 2026, diverse categorie hanno due possibilità pratiche

Pur presentando notevoli differenze nei requisiti, ma con una platea in gran parte sovrapponibile, l’Ape sociale e la Quota 41 precoci rappresentano oggi due strumenti concreti per accedere alla pensione.

Fino al 31 dicembre 2026, entrambe potrebbero costituire una soluzione per lasciare il lavoro, evitando l’incertezza legata alle future modifiche del sistema previdenziale previste dal 2027.

La Quota 41 è la misura che con ogni probabilità resterà in vigore anche nel 2027. L’Ape sociale, invece, è in scadenza al 31 dicembre prossimo e non vi è certezza sulla sua proroga, sebbene le possibilità non manchino, considerando che si tratta di uno strumento confermato annualmente dal 2017.

I requisiti, come anticipato, sono differenti. L’Ape sociale richiede almeno 63 anni e 5 mesi di età e una contribuzione minima di 30 o 36 anni, a seconda della categoria di appartenenza. La Quota 41 precoci, invece, non prevede alcun requisito anagrafico: è interamente basata sui contributi. Sono necessari almeno 41 anni di versamenti, di cui almeno un anno prima del compimento dei 19 anni di età.

Platee diverse per alcuni aspetti tra Ape sociale e quota 41 precoci

Le platee coincidono o presentano differenze? Come anticipato, le due misure condividono gran parte dei beneficiari, pur con alcune distinzioni.

In linea generale, non vi sono differenze per invalidi, caregiver e addetti a lavori gravosi, che rientrano in entrambe le misure con requisiti analoghi.

I caregiver, sia per la Quota 41 sia per l’Ape sociale, devono convivere con il familiare disabile grave da almeno 6 mesi prima della presentazione della domanda. Gli invalidi devono avere una percentuale di invalidità non inferiore al 74%. Per quanto riguarda i lavori gravosi, è richiesto lo svolgimento dell’attività per almeno 7 degli ultimi 10 anni oppure 6 degli ultimi 7 anni, all’interno delle note 15 categorie individuate dalla normativa.

Ape sociale e quota 41, la pensione in anticipo per disoccupati e usuranti, le differenze

Per i disoccupati, altra categoria interessata da entrambe le misure, emerge una differenza rilevante. In ogni caso, il lavoratore deve aver perso l’occupazione in modo involontario ed essere inserito nel sistema della NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

Sia per l’Ape sociale sia per la Quota 41 è necessario aver percepito integralmente la NASpI spettante. Tuttavia, con l’Ape sociale è possibile accedere alla pensione già dal mese successivo alla fine dell’indennità. Con la Quota 41, invece, è previsto un periodo di attesa di 3 mesi dal termine della NASpI.

Un’ulteriore differenza riguarda i lavori usuranti: la Quota 41 precoci consente l’accesso alla pensione anche a chi svolge tali attività, a differenza dell’Ape sociale, che si limita ai lavori gravosi.

Anche in questo caso, le attività usuranti devono essere state svolte per almeno 7 degli ultimi 10 anni o 6 degli ultimi 7 anni.

La pensione in anticipo ma passando dalle domande di certificazione del diritto

Entrambe le misure prevedono un passaggio preliminare fondamentale: la domanda di certificazione del diritto. Questo adempimento è necessario per chi prevede di maturare i requisiti entro la fine del 2026 e serve a ottenere dall’INPS la conferma del diritto alla pensione.

Solo successivamente, in prossimità del raggiungimento dei requisiti, sarà possibile presentare la domanda di pensione vera e propria. Le richieste di certificazione seguono un sistema a finestre temporali. Per la Quota 41 precoci, la domanda va generalmente presentata entro il 1° marzo dell’anno; per le domande tardive, l’accoglimento dipende dalle risorse ancora disponibili.

Per l’Ape sociale, invece, le finestre sono fissate entro il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre. Anche in questo caso, l’esito delle domande presentate oltre le prime scadenze è subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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