Con l’avanzare dell’età sono sempre di più i pensionati che chiedono aiuto ai familiari nella gestione delle proprie finanze. C’è chi ha difficoltà a recarsi in banca o all’ufficio postale, chi vive con i figli e chi preferisce che sia una persona di fiducia a occuparsi dei pagamenti e delle spese quotidiane.
Da questa esigenza nasce una domanda molto frequente: la pensione INPS può essere accreditata direttamente sul conto corrente di un figlio, del coniuge o di un’altra persona? Oppure l’assegno deve arrivare necessariamente su un conto intestato al pensionato?
È un dubbio che interessa migliaia di famiglie e che spesso genera confusione.
Molti ritengono che sia sufficiente indicare qualsiasi IBAN, mentre altri pensano che sia sempre necessario aprire un conto personale.
In realtà le regole previste per l’accredito delle pensioni sono precise e hanno l’obiettivo di garantire che la prestazione venga corrisposta al legittimo beneficiario. Proprio per questo è importante conoscere quali soluzioni sono consentite e quali, invece, potrebbero creare problemi.
Perché molti pensionati vorrebbero utilizzare il conto di un familiare
Le situazioni possono essere molto diverse.
Tra le più frequenti troviamo:
- il pensionato non utilizza più il conto corrente;
- un figlio si occupa di tutte le spese domestiche;
- il coniuge gestisce i pagamenti della famiglia;
- l’anziano ha difficoltà a recarsi in banca;
- si vuole evitare di sostenere i costi di un ulteriore conto corrente.
In tutti questi casi sorge spontanea la domanda se sia possibile indicare direttamente il conto intestato a un’altra persona.
La pensione viene pagata al titolare del diritto
La pensione è una prestazione personale riconosciuta dall’INPS al soggetto che ne possiede i requisiti.
Per questo motivo anche le modalità di pagamento devono rispettare regole finalizzate a garantire l’identificazione del beneficiario.
L’obiettivo è evitare che somme destinate a un pensionato vengano accreditate su rapporti bancari che non offrano adeguate garanzie di riconducibilità al titolare della prestazione.
Il conto corrente deve essere intestato o cointestato al pensionato
In linea generale, l’INPS richiede che l’IBAN comunicato per l’accredito della pensione sia riferibile al beneficiario della prestazione.
Ciò significa che l’accredito può avvenire, ad esempio, su:
- un conto corrente intestato al pensionato;
- un conto corrente cointestato al pensionato e a un’altra persona;
- altri strumenti di pagamento ammessi che risultino comunque intestati o cointestati al titolare della pensione.
Diversa è invece l’ipotesi di un conto intestato esclusivamente a un figlio, a un nipote o a un’altra persona.
Perché non basta indicare l’IBAN di un figlio
Molti anziani pensano che sia sufficiente comunicare all’INPS il conto del figlio che li assiste quotidianamente.
In realtà questa soluzione potrebbe non essere compatibile con le modalità di pagamento previste dall’Istituto, proprio perché il conto non è riconducibile al titolare della pensione.
Prima di modificare le coordinate di accredito è quindi opportuno verificare attentamente quale sia la soluzione corretta per il proprio caso.
Quali alternative esistono
Quando il pensionato ha bisogno di aiuto nella gestione del denaro, esistono strumenti che consentono di operare in modo più sicuro e trasparente.
Tra le soluzioni più utilizzate troviamo:
- conto corrente cointestato;
- delega a operare sul conto;
- altri strumenti previsti dalla normativa nei casi di particolare fragilità.
La scelta dipende dalle esigenze della famiglia e dalla situazione personale del pensionato.
Attenzione quando il pensionato non è più autonomo
Con il passare degli anni può accadere che una persona non sia più in grado di gestire direttamente il proprio patrimonio.
In queste situazioni è importante evitare soluzioni improvvisate.
L’ordinamento mette infatti a disposizione strumenti specifici per garantire una gestione corretta del patrimonio e tutelare sia il pensionato sia i familiari che lo assistono.
Gli errori più frequenti
Tra le convinzioni errate che ricorrono più spesso troviamo:
- credere che la pensione possa essere accreditata liberamente sul conto di qualsiasi familiare;
- confondere la delega a operare con l’intestazione del conto;
- modificare l’IBAN senza verificare i requisiti richiesti;
- ritenere che il semplice rapporto di parentela sia sufficiente per ricevere l’accredito.
Una corretta informazione permette di evitare ritardi e complicazioni nella gestione della pensione.
Meglio organizzarsi prima che sorgano difficoltà
Molti pensionati attendono di avere problemi di salute prima di affrontare questi aspetti.
In realtà programmare per tempo la gestione del conto corrente e delle modalità di accredito della pensione consente di affrontare con maggiore serenità eventuali situazioni di fragilità, evitando decisioni prese in momenti di emergenza.
Riassumendo
- la pensione INPS è una prestazione personale riconosciuta al beneficiario che ne ha diritto;
- l’accredito deve avvenire su un rapporto intestato o cointestato al pensionato, secondo le modalità previste dall’INPS;
- il semplice conto intestato esclusivamente a un figlio o a un altro familiare non rappresenta, in via generale, la soluzione prevista per l’accredito della pensione;
- conto cointestato e delega a operare sono strumenti diversi e non vanno confusi;
- organizzare per tempo la gestione del conto corrente permette di evitare difficoltà quando il pensionato ha bisogno di assistenza.
