Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 19 Lug, 2026

Cartelle esattoriali a rate: dal 2027 più tempo per pagare anche senza rottamazione

Nuovi piani di rateizzazione delle cartelle esattoriali. Ecco come sfruttare fino a 8 anni di dilazione dal primo gennaio 2027.
19 Luglio 2026
cartelle esattoriali
Foto © Investireoggi

La riforma della riscossione ha introdotto importanti modifiche alla disciplina della rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali. Si tratta della dilazione di pagamento sempre disponibile per i contribuenti e da non confondere con le rate previste dalle varie rottamazioni o sanatorie fiscali introdotte nel tempo dai diversi governi.

La rateizzazione ordinaria è infatti uno strumento sempre attivo, al quale ogni contribuente può ricorrere in presenza dei requisiti previsti dalla legge.

Dopo il primo ampliamento già entrato in vigore, che ha esteso il numero massimo delle rate concedibili, dal 2027 le possibilità diventeranno ancora più favorevoli. Vediamo quali sono le novità e quali vantaggi potranno ottenere i contribuenti alle prese con cartelle esattoriali ancora da saldare.

Cartelle esattoriali a rate: dal 2027 più tempo per pagare anche senza rottamazione

Le rottamazioni delle cartelle continuano a rappresentare uno degli strumenti principali di definizione agevolata dei debiti fiscali. Dopo la rottamazione-quater, ancora in corso, è prevista anche la rottamazione-quinquies, con il primo pagamento fissato al 31 luglio, secondo quanto stabilito dalla normativa.

La rottamazione consente ai contribuenti di ottenere una consistente riduzione degli importi dovuti, grazie all’eliminazione delle sanzioni, degli interessi di mora e degli aggi della riscossione, lasciando da pagare principalmente il tributo e le eventuali spese previste.

Anche le modalità di pagamento risultano particolarmente favorevoli. Per la rottamazione-quater era prevista una dilazione fino a 18 rate trimestrali, mentre con la rottamazione-quinquies il piano di pagamento arriva fino a 54 rate bimestrali.

Nonostante questi vantaggi, le rottamazioni non hanno mai rappresentato una cancellazione totale dei debiti fiscali.

Ogni definizione agevolata, infatti, riguarda soltanto le cartelle affidate alla riscossione entro una determinata data.

Nel caso della rottamazione-quinquies, ad esempio, possono essere ricompresi soltanto i carichi affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023. I debiti successivi restano quindi esclusi.

Inoltre, per quanto riguarda alcuni tributi locali, la definizione agevolata non risulta applicabile, indipendentemente dalla data di affidamento alla riscossione.

Il risultato è che molti contribuenti, pur avendo aderito alla rottamazione, continuano ad avere numerose cartelle ancora presenti nel proprio estratto di ruolo.

È proprio in questi casi che assume particolare importanza la rateizzazione ordinaria.

Ecco le nuove possibilità introdotte dal primo gennaio 2027

Chi non ha aderito a una definizione agevolata oppure, pur avendovi aderito, continua ad avere altri debiti fiscali, può ricorrere alla rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali.

La richiesta può essere presentata direttamente attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, selezionando le cartelle che si intendono rateizzare e indicando il numero di rate richiesto.

La procedura è interamente telematica e, una volta completata, consente di scaricare direttamente i bollettini necessari per effettuare i pagamenti.

Per la rateizzazione ordinaria resta fermo il limite secondo cui la rata mensile minima non può essere inferiore a 50 euro.

Con la riforma della riscossione è stato progressivamente ampliato il numero massimo delle rate concedibili.

In passato il piano ordinario prevedeva al massimo 72 rate mensili, pari a sei anni di dilazione. Solo nei casi di comprovata difficoltà economica, finanziaria o patrimoniale, adeguatamente documentata, era possibile ottenere un piano straordinario fino a 120 rate.

Successivamente il limite ordinario è stato portato a 84 rate mensili e, dal 1° gennaio 2027, salirà ulteriormente fino a 96 rate, consentendo ai contribuenti di distribuire il pagamento nell’arco di otto anni.

Resta invariata sia la soglia minima di 50 euro per ciascuna rata mensile sia la possibilità di ottenere un piano fino a 120 rate per chi dimostra, con idonea documentazione, di trovarsi in una situazione di particolare difficoltà economica.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

Gettone telefonico moneta parallela
Articolo precedente

Il gettone telefonico, la moneta parallela che i giovani di oggi ignorano

pensioni e familiari a carico
Articolo seguente

La pensione può essere accreditata sul conto di un’altra persona? Cosa dice l’INPS