L’INPS introduce un nuovo sistema di analisi per rafforzare i controlli sul rispetto degli obblighi contributivi. Si tratta di strumenti pensati per individuare possibili anomalie nei dati dichiarati dalle imprese e favorire una regolarizzazione spontanea delle posizioni previdenziali. La novità rientra nelle riforme collegate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e viene applicata inizialmente in forma sperimentale. Il riferimento normativo principale è l’art. 1, commi da 5 a 10, del D.L. n. 160/2024, mentre le prime istruzioni operative sono state fornite dall’INPS con la circolare n. 26 del 6 marzo 2026. Si tratta degli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC):
Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC): cosa sono e perché nascono
Gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) rappresentano indicatori statistici utilizzati dall’INPS per analizzare la coerenza tra l’attività economica di un’impresa e il numero di lavoratori dichiarati.
Lo scopo è individuare possibili situazioni di rischio legate a irregolarità contributive o alla presenza di lavoro non dichiarato.
Questi strumenti nascono nell’ambito delle politiche di contrasto al lavoro sommerso previste dal PNRR, in particolare nella Missione 5 dedicata alle politiche del lavoro. L’introduzione degli indicatori è disciplinata dall’art. 1 del D.L. n. 160/2024, che prevede un sistema di analisi preventiva basato sull’incrocio di diverse banche dati.
Gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) funzionano attraverso l’elaborazione congiunta di informazioni fiscali e contributive. L’obiettivo non è quello di avviare automaticamente controlli ispettivi, ma di individuare possibili anomalie per favorire un dialogo preventivo con le imprese. Da non confondere con gli ISA (indici sintetici di affidabilità) gestiti dall’Agenzia Entrate).
In questa fase iniziale l’applicazione riguarda alcuni comparti economici specifici individuati sulla base di analisi tecniche sul rischio di lavoro irregolare.
Come funzionano gli indicatori e quali dati utilizza l’INPS
Il sistema degli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) si basa sull’integrazione di numerose fonti informative. Tra queste rientrano i dati fiscali presenti nei modelli ISA, le informazioni contributive trasmesse attraverso i flussi UniEmens e le comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro.
Grazie a queste informazioni l’INPS costruisce indicatori che permettono di confrontare i dati dichiarati dall’impresa con valori considerati fisiologici per quello specifico settore economico.
Gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) possono analizzare diversi aspetti dell’organizzazione aziendale. Alcuni indicatori mettono in relazione le grandezze economiche con il numero di lavoratori impiegati, ad esempio il rapporto tra beni strumentali e personale. Altri esaminano la composizione della forza lavoro, come la percentuale di lavoratori part-time, stagionali o con contratto a termine.
È previsto anche un indicatore più complesso basato su modelli econometrici. Questo strumento consente di stimare il fabbisogno teorico di manodopera di un’impresa considerando le caratteristiche produttive e organizzative dell’attività svolta.
Lettere di compliance e regolarizzazione delle anomalie
Quando dagli indicatori emergono scostamenti rispetto ai valori ritenuti normali, l’INPS invia ai datori di lavoro una comunicazione informativa, conosciuta come lettera di compliance.
La comunicazione contiene i risultati dell’analisi e il posizionamento dell’impresa rispetto agli indicatori calcolati. Gli esiti possono essere classificati in tre livelli: situazione nella norma, scostamento lieve oppure scostamento significativo. All’interno della lettera sono riportati anche i valori di riferimento utilizzati nel calcolo e una stima delle giornate lavorative che potrebbero riportare l’azienda nella fascia di normalità. Questa informazione permette di valutare con maggiore precisione la propria posizione contributiva.
La comunicazione non costituisce un atto di accertamento né una contestazione formale. Si tratta di uno strumento preventivo pensato per favorire la collaborazione tra amministrazione e imprese.
Se dall’analisi interna emergono errori o omissioni, la regolarizzazione può essere effettuata tramite l’invio di flussi UniEmens di rettifica. I contributi eventualmente dovuti devono essere versati utilizzando il modello F24 con le causali indicate dall’INPS.
Secondo le previsioni operative, entro il 31 marzo 2026 saranno inviate oltre 12.000 lettere di compliance su circa 33.700 soggetti analizzati nei settori coinvolti nella sperimentazione.
Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC): premi per le imprese in regola
Il sistema degli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) non ha solo una funzione di controllo, ma introduce anche un meccanismo premiale. Le imprese che risultano pienamente allineate ai valori di riferimento, senza scostamenti rilevanti, vengono considerate soggetti a basso rischio. Questa classificazione può incidere sull’organizzazione delle attività di vigilanza degli organi ispettivi.
In pratica, le aziende che rientrano nella cosiddetta fascia di normalità potranno essere meno esposte a verifiche ispettive, mentre i controlli saranno concentrati sulle posizioni con maggiori anomalie.
Gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) rappresentano, dunque, uno strumento di prevenzione e di orientamento delle attività di controllo. L’obiettivo principale resta quello di rafforzare la correttezza contributiva e favorire l’emersione di eventuali irregolarità attraverso procedure collaborative e non esclusivamente sanzionatorie.
Riassumendo
- Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC): nuovi indicatori INPS per prevenire irregolarità contributive.
- Introdotti dall’art. 1 del D.L. n. 160/2024 nell’ambito delle riforme PNRR.
- Analizzano dati fiscali, UniEmens e comunicazioni lavoro per stimare forza lavoro aziendale.
- Individuano scostamenti tra personale dichiarato e valori considerati normali nel settore.
- L’INPS invia lettere di compliance per favorire la regolarizzazione spontanea delle posizioni.
- Imprese senza anomalie considerate a basso rischio e meno soggette a controlli ispettivi.