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Hantavirus e crociere: pressione sul settore, ma nessun crollo delle prenotazioni

L'Hantavirus crea pressione sul business delle crociere, che per il momento regge il colpo ed evitare il crollo in borsa e delle prenotazioni
11 Maggio 2026
Hantavirus e impatto su crociere
Hantavirus e impatto su crociere © Investireoggi.it

Sono sbarcati a Tenerife nella giornata di ieri 94 dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius rimasti a bordo dopo il focolaio di Hantavirus, che ha contagiato 8 persone e provocato 3 vittime, tra cui una coppia americana che era stata in Argentina a fare birdwatching. Il business delle crociere rischia grosso a ridosso della stagione estiva, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità rassicuri. Entro metà giugno, si prevede che il virus cessi di diffondersi. Il contagio è molto basso rispetto al Coronavirus, sebbene molto più mortale: anche del 50%.

Hantavirus non travolge business delle crociere

In borsa, le società delle crociere subiscono cali nelle ultime settimane, sebbene sarebbe sbagliato parlare di crollo.

Per il momento, infatti, i prezzi di colossi come Norwegian Cruise Line, Royal Caribbean e Carnival Corp stanno reggendo l’impatto. Non c’è psicosi tra la gente comune, forse ormai abituata dagli anni della pandemia a fronteggiare anche mentalmente le emergenze sanitarie.

Solo nelle prossime settimane, però, sapremo se l’Hantavirus avrà colpito le crociere tramite un eventuale crollo delle prenotazioni. Sembra che a mutare possa essere più la tempistiche di queste ultime. Dobbiamo sapere che il last minute incide per il 25-30% delle prenotazioni sulle navi. Il riempimento delle cabine avviene grazie a questa pratica consolidata, che consiste nell’offrire gli ultimi posti disponibili anche a forte sconto (30-50%). C’è da aspettarsi che molti più vacanzieri decideranno di attendere queste offerte per partire all’ultimo minuto. Un po’ per capire come evolverà la situazione sul fronte sanitario, un po’ per un atteggiamento speculativo.

Più prenotazioni last minute, vero rischio è caro carburante

Poiché le compagnie avranno l’esigenza più di prima di garantirsi cabine piene, presumibile che amplieranno gli sconti praticati sulle prenotazioni last minute. E questo avrà effetti sui loro margini. In borsa è probabile che il mercato stia scontando questo scenario, più che un crollo delle prenotazioni in sé. D’altra parte, l’Hantavirus consentirà paradossalmente ai vacanzieri di accedere alle crociere a prezzi più abbordabili, malgrado il caro carburante stia già facendo salire le tariffe nel settore dei trasporti.

Escludendo lo scenario più funesto in stile 2020, non stiamo andando verso restrizioni e “lockdown” veri e propri. Certo è, invece, che il turismo in questo 2026 è partito con il piede sbagliato. Il petrolio a 100 dollari e, soprattutto, la sua carenza fisica sta già portando alla cancellazione di decine di migliaia di voli nel mondo. Gli aeroporti europei hanno lanciato l’allarme circa la mancanza di cherosene dalla fine di maggio con Hormuz chiuso. E poiché anche nel caso di riapertura una piena normalizzazione non si avrebbe prima di un mese, siamo già al limite rispetto allo scenario allarmante.

Fine boom del turismo?

Il vero danno alle partenze non è costituito ad oggi dall’Hantavirus, che potrebbe colpire le crociere in luoghi specifici come il Sud America e le destinazioni polari. E’ il caro energia a rappresentare il vero terrore di tutto il settore, dalle compagnie aeree agli albergatori, passando per ristoranti, lidi e siti ad alta intensità turistica.

Un grosso rischio, particolarmente, per quelle economie che negli ultimi anni hanno fatto affidamento proprio sul boom del turismo per tornare a crescere. Basti pensare alla Grecia post-Covid. Difficile, in queste condizioni, replicare il record globali degli 1,52 miliardi di arrivi del 2025 (+4%) con un giro di affari di 1.900 miliardi di dollari.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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