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Su Gilt e sterlina pesa ora il fattore Burnham: Starmer verso l’addio a Downing Street (in estate)

Sterlina e Gilt sotto pressione dopo che si è appreso che il sindaco di Greater Manchester, Andy Burnham, si prepara a sfidare il primo ministro Keir Starmer.
17 Maggio 2026
Crisi di sterlina e Gilt con Starmer verso l'addio a Downing Street
Crisi di sterlina e Gilt con Starmer verso l'addio a Downing Street © Investireoggi.it

Sterlina giù a un cambio di 1,34 contro il dollaro e ai minimi da cinque settimane, mentre i rendimenti dei Gilt sono saliti ai massimi da diversi decenni sulla crisi politica che sta travolgendo il governo laburista di Keir Starmer. Il rendimento a 10 anni ha raggiunto il 5,15% nel corso della seduta di venerdì 15, il livello più alto da luglio 2008. E il trentennale al 5,81% non si vedeva dal lontano maggio del 1998. Frutto della notizia per cui il sindaco di Greater Manchester, Andy Burnham, si starebbe preparando a sfidare il primo ministro per prenderne il posto come segretario del Labour e a Downing Street.

Rendimento del Gilt a 30 anni
Rendimento del Gilt a 30 anni © Licenza Creative Commons

Gilt e sterlina deboli con Starmer sotto assedio

L’occasione gli viene offerta dal deputato Josh Simons, eletto per il collegio di Makerfield proprio nel Greater Manchester. Si dimetterà per consentire a Burnham di correre alle elezioni suppletive, così da farlo entrare in Parlamento. Essere deputato è, infatti, prerequisito secondo lo statuto laburista per potersi candidare alle primarie del partito. A gennaio, sempre Burnham aveva puntato a tornare a Westminster tramite l’elezione suppletiva nel collegio di Gorton e Denton, ma il Comitato Nazionale glielo impedì.

L’indebolimento di sterlina e Gilt si spiega con il fatto che l’attuale sindaco di Greater Manchester, se prendesse il posto di Starmer, farebbe svoltare il governo britannico a sinistra. Il suo programma è impostato sull’aumento dell’assistenza, anche ricorrendo all’indebitamento pubblico e al prelievo fiscale su redditi e patrimoni alti. Le probabilità di vittoria sono considerate alte, poiché a sostenerlo non ci sarebbe solo l’ala progressista del partito.

Wes Streeting, l’ex ministro della Salute dimessosi giovedì scorso, ha rinunciato a candidarsi per carenza di supporto e, pur da posizioni centriste (è un “blairiano”) sosterrebbe Burnham in funzione anti-Starmer.

Tempi lunghi per soluzione a crisi di governo

Tuttavia, i tempi per la soluzione alla crisi politica non saranno brevi. Dal momento delle dimissioni serviranno sei settimane per l’elezione suppletiva. Dunque, Burnham entrerebbe in Parlamento a luglio. Al più presto, questo sarebbe il termine a partire dal quale Starmer farebbe le valigie. Serve prima, però, che il sindaco le elezioni le vinca. E anche se ha conquistato la città con il 62% dei consensi, alle elezioni amministrative del 7 maggio scorso gli otto councils al voto nella sua area hanno visto prevalere il Reform UK di Nigel Farage con il 50,4%. I laburisti si sono fermati al 22,7%.

Mercati scontano disordine fiscale

E proprio Farage ha promesso battaglia. Se riuscisse a fermare Burnham, sarebbe per lui una grandissima vittoria d’immagine e non solo. Finirebbe per aggravare la crisi laburista, ipotecando Downing Street al più tardi per il 2029. Rispetto a Starmer, il sindaco di Greater Manchester mostra di avere maggiore appeal a sinistra e permetterebbe forse al Labour di recuperare almeno parte del consenso perduto. Gilt e sterlina si preparano al dopo Starmer. Rendimenti in crescita e cambio in calo scontano una politica fiscale più espansiva, cioè deficit e debito in crescita e possibilmente anche tassi d’inflazione più alti.

Da qui a luglio Starmer dovrà sperare di accrescere il proprio appeal elettorale e tra i suoi stessi deputati al punto da conquistare la maggioranza assoluta tra i secondi. Operazione al limite dell’impossibile, poiché tra i laburisti è ormai consolidata la convinzione che il primo ministro minacci la loro rielezione e sia la vera causa del tracollo elettorale. Gilt e sterlina deboli invitano alla prudenza. Il Truss effect dell’autunno 2022 rievoca cattivi ricordi. I mercati non sono disposti a finanziare la lista della spesa di chicchessia senza ricevere un congruo premio per il rischio corso. Una fuga dei capitali da qui all’estate, in previsione della vittoria di Burnham, può trasformarsi nel più grande assist che Starmer farebbe valere dinnanzi ai suoi uomini per dissuaderli dal compiere un salto nel buio.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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