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Fondo perduto turismo, decreto bollinato: aiuti in arrivo per queste partite IVA

Fondo perduto turismo, il decreto è pronto: in arrivo bonus al 30%, aiuti alle imprese e nuove regole attese in Gazzetta Ufficiale.
24 Marzo 2026
fondo perduto turismo
Foto © Investireoggi

È pronto il decreto del Ministero del Turismo che definisce le regole operative per gli incentivi destinati alle imprese del comparto turistico previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Si tratta di un contributo a fondo perduto.

Il provvedimento è già stato bollinato e, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, renderà pienamente applicabili le misure pensate per rafforzare l’offerta turistica nazionale. La novità si inserisce nel quadro degli interventi strategici introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, che ha modificato l’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sostituendo in particolare il comma 502. L’obiettivo è sostenere il sistema turistico italiano con strumenti in grado di accompagnare gli investimenti privati e di favorire iniziative collegate, utili a rendere più competitivo il settore.

Fondo perduto turismo: cosa prevede il decreto attuativo

Il decreto attuativo stabilisce criteri e condizioni  per concedere agevolazioni finanziarie alle imprese del turismo. Il riferimento normativo è la Legge di Bilancio 2026, che ha autorizzato una spesa pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Le risorse serviranno a finanziare contributi, anche non restitutivi, destinati agli investimenti privati nel comparto turistico.

Il meccanismo delineato è chiaro: per i progetti ammessi è previsto un contributo pari al 30% della spesa sostenuta. Per la quota restante, pari al 70%, il decreto apre alla possibilità di accedere a finanziamenti agevolati. In questo modo il sostegno pubblico si articola su due livelli, combinando una parte di incentivo diretto con una parte di credito a condizioni favorevoli.

La misura punta a sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica sul territorio nazionale. Tra le finalità indicate rientrano anche il riequilibrio dei flussi nell’arco dell’anno, la trasformazione digitale del sistema turistico, il rafforzamento delle filiere e gli investimenti coerenti con criteri ambientali, sociali e di governance, cioè ESG, oltre agli interventi collegati al turismo sostenibile.

In questo contesto, il fondo perduto turismo rappresenta uno degli strumenti centrali messi in campo per accompagnare la crescita delle imprese.

Le imprese che possono ottenere gli incentivi

I beneficiari delle agevolazioni sono gli operatori economici che svolgono attività d’impresa nel settore turistico e che rientrano nei codici ATECO indicati nell’Allegato 1 del decreto stesso. Si citano, in forma esemplificativa, diverse realtà del comparto come ristoranti, alberghi, villaggi turistici, bed and breakfast e altre attività riconducibili al perimetro turistico previsto dalla norma attuativa.

Non basta però appartenere al settore per ottenere gli aiuti. Il decreto fissa, infatti, alcuni requisiti precisi. Le imprese devono essere attive, devono risultare iscritte al Registro delle Imprese e devono essere in regola sia con gli adempimenti contributivi sia con quelli fiscali. Si tratta di condizioni essenziali per l’accesso alle misure.

L’impianto della norma conferma, quindi, che il fondo perduto turismo non sarà automatico, ma richiederà la verifica di presupposti soggettivi e amministrativi ben definiti. Il sostegno, inoltre, è rivolto a investimenti privati nel settore e a interventi complementari e funzionali, cioè connessi in modo concreto ai progetti da realizzare.

Gli obiettivi della misura tra destagionalizzazione, digitale ed ESG

La linea scelta dal legislatore non si limita a un aiuto economico generico.

La misura è infatti costruita per orientare gli investimenti verso obiettivi specifici. Un primo traguardo è il miglioramento dell’offerta turistica nazionale, così da rendere più forte e più attrattivo il sistema nel suo complesso.

Un altro punto centrale è la destagionalizzazione dei flussi turistici. L’intenzione è favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze durante l’anno, riducendo la concentrazione in pochi periodi e sostenendo un’attività economica più stabile per le imprese del comparto. Accanto a questo aspetto, il decreto richiama anche la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, elemento sempre più importante per organizzazione, promozione e servizi.

Non manca poi l’attenzione alla sostenibilità. Il provvedimento richiama espressamente investimenti coerenti con i criteri ESG e con un modello di turismo più sostenibile. In questa prospettiva il fondo perduto turismo diventa una leva per accompagnare non solo la crescita economica, ma anche l’innovazione e la qualità degli investimenti. Lo stesso stanziamento pluriennale, pari a 50 milioni di euro per ciascuno dei tre anni 2026, 2027 e 2028, mostra la volontà di garantire continuità alla misura.

Fondo perduto turismo: quando arrivano domanda e istruzioni operative

Sul piano operativo manca ancora l’ultimo passaggio formale. Il decreto del Ministero del Turismo risulta firmato, bollinato, ma per la piena efficacia occorre attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo questo adempimento il quadro sarà completo (o quasi).

Per conoscere tempi e modalità di presentazione delle domande bisognerà però aspettare un ulteriore passaggio. Il testo del decreto chiarisce, infatti, che un apposito avviso sarà pubblicato sul sito del Ministero del Turismo entro 30 giorni dalla pubblicazione in GU del decreto. Sarà proprio quell’avviso a indicare le regole pratiche per inoltrare la richiesta, i criteri di assegnazione e le modalità di erogazione delle somme.

Fino a quel momento il quadro normativo consente solo di individuare alcuni punti fermi: il contributo coprirà il 30% della spesa, il restante 70% potrà essere sostenuto da finanziamenti agevolati, i destinatari dovranno appartenere ai codici ATECO previsti e rispettare gli obblighi fiscali e contributivi. In attesa delle istruzioni operative, il fondo perduto turismo si conferma dunque come una delle misure più rilevanti per le imprese del comparto previste dalla Legge di Bilancio 2026.

Trovi qui il il decreto fondo perduto del turismo previsto dalla manovra di bilancio 2026.

Riassumendo

  • Fondo perduto turismo: decreto attuativo pronto, manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
  • La misura nasce dalla Legge di Bilancio 2026 e modifica l’art. 1, c. 502.
  • Stanziati 50 milioni annui per il triennio 2026, 2027 e 2028.
  • Previsto contributo del 30% e finanziamento agevolato per il restante 70%.
  • Beneficiari: imprese turistiche con codici ATECO ammessi, attive e regolari fiscalmente.
  • Domande e istruzioni operative arriveranno con avviso ministeriale.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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