Reddito di Cittadinanza, i controlli Inps sui requisiti al momento della domanda e in corso di fruizione: rischio querela

Tra aprile 2019 e settembre 2021 sono circa 1,2 milioni le domande bocciate per la richiesta del reddito di cittadinanza

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Il reddito di cittadinanza di novembre non arriva per tutti nello stesso giorno

Pronta risposta dell’INPS a Fratelli d’Italia in merito ai controlli dell’istituto sui percettori del reddito di cittadinanza.

L’INPS esprime il proprio dissenso alle ultime dichiarazioni del deputato Francesco Lollobrigida il quale, nel corso della trasmissione Porta a Porta del 4 novembre 2021, puntava il dito contro i mancati controlli da parte dell’ente di previdenza nazionale.

In una nota, quest’ultimo, evidenzia come nel periodo tra il mese di aprile 2019 ed il mese di settembre 2021 risulta respinto circa il 27,87% delle pratica presentare. In termini numerici significa che su 4.539.539 domande ne risultano bocciate 1.215.251.

Tutto ciò, proprio grazie ai controlli dell’INPS che si dice ora anche pronta per querelare gli indebiti percettori.

LA risposta dell’INPS sui controlli reddito di cittadinanza

Nella stessa nota, l’istituto spiega che le verifiche hanno interessato in primo luogo i requisiti anagrafici dei richiedenti il sussidio (quindi, requisito di cittadinanza ed anagrafico). Tale tipo di controllo, di esclusiva competenza dei Comuni, è effettuato grazie alla collaborazione tra l’INPS stesso e gli enti locali.

E’ evidenziato, altresì, come lo stesso istituto si è fatto promotore presso il Governo di una proposta di modifica normativa finalizzata a rafforzare i propri poteri di controllo preventivo (ossia prima che sia predisposto il pagamento del reddito di cittadinanza) ed in particolar modo con riferimento ai requisiti anagrafici.

Oggetto di controllo, sono stati anche i requisiti reddituali e ciò grazie ai dati autocertificati nell’ISEE dei richiedenti e validati dall’Agenzia delle Entrate.

Attivati anche i controlli sul possesso dei beni durevoli (come automobili, moto, ecc.) grazie alla convenzione (parere favorevole del Garante Privacy) con l’ACI.

L’INPS, infine, tiene a precisare quanto sono numerosi i casi in cui si è provveduto a revocare la misura in tutti quelle circostanze in cui, a seguito di verifiche, è accertata l’indebita percezione.

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