La mini riforma pensioni 2023 salva 50 mila lavoratori: e gli altri?

Grazie ad una mini riforma delle pensioni il governo agevolerà l'uscita dal mondo del lavoro di circa 50 mila lavoratori.

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Stessa età, pensione troppo diversa: la riforma punta a superare anche la disuguaglianza orizzontale

Chi non vede l’ora di mettere uno stop alle fatiche del lavoro è in spasmodica attesa di una riforma pensioni. “La pensione è talmente un miraggio per la mia generazione che secondo me molti son convinti che l’INPDAP sia una versione tarocca dell’iPad“, afferma Ermanno Ferretti. I requisiti per accedere al trattamento pensionistico, in effetti, finiscono spesso al centro delle polemiche.

Il motivo è da rinvenire nel fatto che, per andare in pensione, viene richiesto il possesso di determinati requisiti, sia anagrafici che contributivi. Quest’ultimi vengono spesso considerati dei veri e propri paletti insormontabili, tanto da ritenere che andare in pensione sia per molti impossibile.

Lo sanno bene i tanti lavoratori che sperano di poter uscire dal mondo del lavoro il prossimo anno. A tal fine giunge in aiuto una mini riforma delle pensioni che salva ben 50 mila lavoratori. Ma gli altri? Ecco cosa c’è da aspettarsi.

La mini riforma pensioni 2023 salva 50 mila lavoratori: e gli altri?

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è pronto ad attuare delle misure volte ad evitare il ritorno della Legge Fornero nel 2023. A tal fine il prossimo anno in molti avranno la possibilità di uscire dal mondo del lavoro grazie a Quota 41. Quest’ultima permetterà di andare in pensione all’età di 61 o 62 anni.

Si tratterà, però, di una soluzione valida solo per il 2023. Come spiegato da Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro, nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica, infatti, si tratta di una misura ponte.

La vera e propria riforma del sistema pensionistico italiano verrà quasi sicuramente messa a punto e approvata solo il prossimo anno. Intanto, grazie a quota 41 molti lavoratori potranno accedere al trattamento pensionistico già nel corso del 2023.

Come spiegato da Durigon:

“Spenderemo meno di 1 miliardo per agevolare 40-50 mila lavoratori. Pensavamo anche a un bonus per chi resta a lavorare, ma la prudenza di bilancio ci induce a rinunciare. In manovra metteremo una formula che evita lo scalone di gennaio per un gruppo di lavoratori. Quota 41 ci sarà e questo è importante: la stiamo studiando nei dettagli con la ministra del Lavoro”.

In attesa delle novità per il 2023

Sempre Durigon, inoltre, ha confermato la proroga per un altro anno dell’Ape Sociale e di Opzione Donna. Al momento, comunque, non è stato ancora ufficializzato nulla. Bisognerà infatti attendere ancora qualche settimana per capire quali decisioni prenderà effettivamente il nuovo governo con la prossima Legge di Bilancio per allontanare lo spauracchio Fornero. Ci vorrà ancora più tempo per la riforma delle pensioni che, invece, verrà approvata solamente nel corso del 2023.

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