Immobiliare: seconde case, meglio all’estero

Imu e tasse spingono gli italiani ad acquistare seconde case all’estero. Come cambia il mercato immobiliare.

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Imu e tasse spingono gli italiani ad acquistare seconde case all’estero. Come cambia il mercato immobiliare.

Cambia il mercato immobiliare in Italia. Cresce la voglia di acquistare e investire nel mattone, nelle seconde case, ma non Italia. La tendenza in atto è quella di acquistare all’estero.

Lo rileva una ricerca di Scenari Immobiliari che analizza il comportamento degli italiani che hanno acquistato immobili oltre confine di questi ultimi anni. La tendenza è quella ad acquistare case vacanze o appartamenti in grandi città con prospettiva di rivalutazione dei prezzi nel tempo.

I motivi sono essenzialmente due. Da un lato il rendimento negativo dei capitali in banca che sta spingendo a considerare come valida alternativa il mattone. Dall’altro la pressione fiscale sulla casa (Imu) che allontana gli investitori del settore immobiliare.

Mercato immobiliare e seconde case

C’è anche un’altra ragione che spinge gli italiani ad acquistare all’estero ed è sempre legata al fisco. Molti, al netto dell’Ivie, acquistano una seconda casa in Paesi che offrono livelli di tassazione sui redditi bassi o nulli per i pensionati. Si pensi ad esempio alla Grecia o al Portogallo, ma anche alla Bulgaria, la Romania, alla Spagna, giusto per restare in Europa.

In questo caso l’italiano medio si mette anche nell’ottica di trasferire la propria residenza all’estero in vista del pensionamento. Alcuni Paesi offrono infatti agevolazioni fiscali enormi per i pensionati italiani. Quindi acquistare un immobili dove si pensa di andare a vivere da pensionati è una delle ragioni che spinge gli italiani a scegliere mete oltre frontiera.

Il peso fiscale sugli immobili

In questi casi, anche se il peso fiscale sugli immobili in alcuni Paesi è superiore a quello dell’Italia, la convenienza economica sta nella bassa o nulla tassazione dei redditi sulle pensioni.

Ecco quindi spiegato perché il mercato immobiliare delle seconde case è più fiorente all’estero che in Italia.

La domanda in questi ultimi tre anni – spiega Scenari Immobiliari – vede così anche i fondi del settore immobiliare orientare i loro investimenti verso zone e mete turistiche che il fisco tende ad agevolare. Così si può assistere a una ripresa del mercato laddove uno Stato interviene incentivando le persone a trasferire la propria residenza.

Record di compravendite all’estero

I dati confermano il trend in crescita e la voglia degli italiani di investire oltre confine. Il 2018 si è chiuso con 46.500 compravendite di immobili all’estero. Il 2019, benché i dati sono ancora provvisori, registra un nuovo record che sfiora le 50.000 transazioni immobiliari.

Al contrario, in Italia, si assiste a un generale calo dei prezzi, complice anche la pandemia del 2020, che conferma la tendenza a liberarsi di seconde case a causa dell’Imu. Questo avviene più che altro in aree provinciali e periferiche delle grandi città dove si assiste anche al degrado urbano. Fa eccezione Milano, dove il trend è opposto nonostante il peso dell’Imu.

Il ritorno della passione della seconda casa per vacanza resta, comunque, il motivo principale dell’investimento immobiliare all’estero. Gli italiani oggi hanno la possibilità di spostarsi più facilmente e rapidamente, grazie anche ai voli low cost.

Andare in Grecia o in Portogallo a trascorrere le vacanze estive non è più quindi un problema. Lo stesso dicasi se si volesse dare in affitto un immobile in una grande città, come Parigi o Barcellona dove i prezzi restano stabili e c’è molto dinamismo anche fra gli studenti italiani che si recano all’estero per studiare.

Mercato immobiliare all’estero più snello

Sempre in tema di tassazione, comprare casa all’estero sembra più facile. In molti Paesi, il mercato immobiliare è più snello e semplice, mentre in Italia appare ancora troppo farraginoso. Mediamente per concludere una transazione in Spagna occorrono 2 giorni considerando anche l’espletamento degli atti notarili, in Italia non basta una settimana.

Non solo, acquistare casa all’estero implica accedere ad un regime fiscale sugli immobili più permissivo rispetto al nostro. Dal 2008 dopo la crisi economica mondiale, il nostro sistema fiscale ha una tassazione ferma a quote molto alte, mentre altrove si è ridotto.

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