Cosa succede al canone RAI con la Meloni al governo?

La Meloni non si è ancora espressa in merito alla vicenda del canone Rai. Come dovrà essere pagato dal prossimo anno?

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Meloni canone rai

Le elezioni nazionali sono state vinte dalla coalizione di centro destra, con Fratelli d’Itali primo partito. Presto, Giorgia Meloni sarà chiamata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a formare una nuova squadra di governo. L’esecutivo da lei guidato dovrà affrontare molti dei temi di cui si è discusso anche in questa campagna elettorale: pensioni, reddito di cittadinanza, superbonus 110%, stipendi e tanto altro ancora. Uno dei temi importanti, in realtà non troppo dibattuto in campagna elettorale, ma che sicuramente dovrà affrontare Giorgia Meloni riguarda la questione irrisolta del canone Rai.

Dal prossimo anno, il canone rai uscirà dalla bolletta elettrica. Il governo si è impegnato nei confronti dell’Unione Europea, all’interno del cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ad eliminarlo dalle utenze della luce, in quanto rappresenta un onere improprio, cioè non riferibile al consumo effettivo di energia elettrica.

Il problema è che il legislatore non ha ancora reso noto come lo stesso dovrà essere pagato a partire dal prossimo anno.

Questo compito sarà demandato, dunque, al prossimo governo che sarà guidato proprio da Giorgia Meloni. Quest’ultima, non ha ancora reso noto come intende affrontare la questione, ma alcuni esponenti di spicco della propria coalizione sembrerebbero avere le idee abbastanza chiare. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Canone rai, cosa succede con il governo Meloni?

Negli ultimi giorni di campagna elettorale, Matteo Salvini, leader della Lega, ha parlato anche del futuro del canone Rai. Salvini, in particolare, ha proposto la sua definitiva abolizione. Per il leader della Lega, la Rai può sopravvivere anche soltanto con le pubblicità.

La Meloni, lo diciamo fin da subito, non si è ancora espressa in merito a questa vicenda.

Ma certo è che si tratta di una proposta al limite del praticabile. La Rai non è una televisione privata e dunque non può essere gestita come tale.

Contro la proposta di Salvini si è scagliato anche l’Usigrai (unione sindacale dei Giornalisti Rai), che, attraverso un comunicato stampa, ha spiegato quanto segue:

«Senza canone Rai ogni famiglia risparmierebbe 24 centesimi al giorno. La Lega di Salvini che vorrebbe abolirlo e non solo toglierlo dalla bolletta chiarisca agli italiani anche cosa perderebbero in termini di servizio pubblico senza quattordici canali televisivi, tredici radiofonici, i tg e gr nazionali e regionali, i siti di informazione, le piattaforme digitali, un centro ricerche per le telecomunicazioni e un’orchestra sinfonica nazionale».

L’abolizione del canone Rai rimane un miraggio. L’unica certezza è quella che dal prossimo anno il balzello dovrà necessariamente uscire dalla bolletta elettrica. La Meloni dovrà presto rendere noto quale sarà il destino di questa tassa.

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