Canone RAI per smartphone e tablet: non sarebbe una tassa sul telefono ma un tributo per accedere ai contenuti

Il canone Rai per smartphone troverebbe giustificazione nella possibilità di accedere ai contenuti della televisione nazionale con l’app Raiplay

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Canone Rai sul telefonino, paga anche chi non scarica l'app RaiPlay?

Ha provocato non poche reazioni la proposta dell’Amministratore del Gruppo Rai, Carlo Fuortes, di estendere il canone RAI per smartphone.

La tassa sul possesso del televisore è definita da Fuortes come “incongrua” se si confrontano le entrate del gruppo con il servizio offerto.  Inoltre oggi, con un importo annuo del canone fissato a 90 euro, si è ben al di sotto di quanto si paga in altri paesi europei per la TV nazionale.

La proposta, dunque, è quella di far pagare il tributo anche sul possesso di telefonini o, comunque, su altri dispositivi multimediali che permettono di guardare programmi televisivi.

Canone Rai per smartphone: una follia

Così come riportato nell’intervista del quotidiano Repubblica, l’amministratore del gruppo Rai, sull’argomento ha tenuto a precisare che l’eventualità del canone anche per smartphone ed altri dispositivi non deve essere visto come una tassa di possesso.

Si tratterebbe, infatti, di un tributo necessario per l’accesso ai contenuti, visto che oggi, tramite l’app Raiplay, scaricabile gratuitamente, si può facilmente accedere alla visione dei programmi Rai su telefonini e tablet.

Sul fronte aumento, molti parti politiche non ci stanno, dato che gli italiani attualmente stanno facendo i conti con un periodo economico non favorevole causato dalle conseguenze dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

A nostro avviso, o si chiami tributo, o tassa oppure imposta, non ne cambia la sostanza.

I rincari che ultimamente si stanno sopportando sono già notevoli (dal caro bollette al caro benzina) ed estendere il canone RAI per smartphone e/o aumentare l’importo attuale sarebbe da folli.

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