Abolizione vitalizi parlamentari: come cambieranno le pensioni dei politici?

Approda alla Camera il ddl volto ad abolire definitivamente i vitalizi dei parlamentari così come sono concepiti attualmente, vediamo cosa cambierebbe.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Approda alla Camera il ddl volto ad abolire definitivamente i vitalizi dei parlamentari così come sono concepiti attualmente, vediamo cosa cambierebbe.

Approdata ieri alla Camera la proposta Richetti volta ad abolire definitivamente i vitalizi ai parlamentari tramite un ricalcolo con sistema contributivo delle pensioni loro spettanti.

A caratterizzare l’approdo in Parlamento del Ddl è stato un duro botta e risposta tra Pd, di cui Richetti, primo firmatario, è esponente, e il M5S che rivendica il merito di aver fatto uscire dallo stallo degli ultimi mesi  la questione vitalizi dei parlamentari. Il M5S non vuole che il merito della lotta ai privilegi dei parlamentari vada solo al Pd e proprio per questo ad assistere ai lavori parlamentari è stato presente anche Beppe Grillo.

Abolizione vitalizi parlamentari: come cambieranno con la riforma?

Il testo del dll mantiene i requisiti anagrafici attuali per accedere al vitalizio, molto più generosi rispetto a quello che prevede la riforma Fornero per tutti gli altri lavoratori. I parlamentari potranno continuare ad accedere alla pensione con 65 anni di età e non sarà applicato loro l’adeguamento alla speranza di vita Istat. Una novità rispetto ad oggi sarebbe l’introduzione dell’abolizione della possibilità di anticipare l’età pensionabile di 1 anno per ogni mandato parlamentare per un massimo di 5 anni, facoltà che permetterebbe ai parlamentari con almeno 5 mandati di accedere alla pensione a 60 anni di età e già questo potrebbe essere un passo avanti rispetto al sistema attuale. Confermato anche il requisito contributivo attuale, per il quale occorrono, per ottenere il vitalizio, almeno 5 anni di mandato (che corrisponde ad un mandato di almeno 4 anni, 6 mesi e 1 giorno).

La proposta chiave del dll, però, è quella che prevede il ricalcolo in chiave contributiva dei vitalizi dei parlamentari che hanno già cessato il servizio o, comunque, di tutte le quote precedenti il 31 dicembre 2011. Chi aveva già avuto accesso al vitalizio per tale data, infatti, ha continuato a godere di vitalizi calcolati con il sistema reddituale che garantiva il vitalizio calcolato in base ad una percentuale dell’indennità parlamentare. Questo garantiva vitalizi molto elevati ai parlamentari a fronte di pochi anni di contributi versati. La proposta Richetti prevede per questi vitalizi il ricalcolo interamente con il sistema contributivo per le anzianità maturate prima del 2012 per coloro che già percepiscono la pensione e per coloro che ancora devono accedervi per questioni anagrafiche.

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Argomenti: News pensioni, Curiosità, Vitalizi parlamentari

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