Abolizione vitalizi politici: riparte l'esame alla Camera, ecco cosa prevede la proposta

Vitalizi politici: ci potrebbe essere una svolta con la proposta Ac 3225.

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Patrizia Del Pidio

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La proposta di legge Ac 3225 in materia revisione vitalizi per politici e parlamentari, dovrebbe arrivare alla Camera alla fine di maggio. L’uso del condizionale è d’obbligo a causa dei temi cari ai politici e il rischio che anche questa volta l’abolizione possa tradursi in un buco nell’acqua: la proposta, infatti, era stata già presentata nel 2015 e dopo due anni non si è vista alcuna volontà politica di portarla a compimento.

Ora l’iniziativa parlamentare sembra aver ripreso vigore, anche  grazie all’appoggio del M5S, con l’obiettivo di equiparare quanto più possibile le prestazioni erogate alle Assemble Elettive con quelle erogate alla generalità dei lavoratori. Questo prevede quindi,  per i politici, l’erogazione di una sola pensione calcolata con il metodo contributivo e gestita dall’Inps. Con l’abolizione del l’assegno vitalizio ai deputati del 2012 e con la sostituzione della pensione  con una pensione di tipo contributivo a partire dal gennaio 2012, si era già fatto un passo in tal senso. La proposta attuale, però, vuol trasferire la gestione di questi trattamenti pensionistici all’Inps mentre attualmente la liquidazione è effettuata da Camere e Regioni. Attualmente l’erogazione del trattamento pensionistico avviene al compimento dei 65 anni dell’interessato a patto che abbia effettuato almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno di mandato: per ogni anno ulteriore di mandato, sia alla Camera che al Senato, però, l’eta pensionabile diminuisce di 1 anno fino al limite di 60 anni per accedere all’erogazione del trattamento pensionistico.

Quello che si potrebbe fare su questo fronte quindi, è applicare le stesse regole che valgono per i lavoratori dipendenti: ovvero un minimo di età pari a 66 e 7 mesi e almeno 5 anni di contribuzione di vita per andare verso una sorta di equità sociale.

La proposta che giungerà all’esame alla Camera tra pochi giorni, inoltre, contiene anche la proposta di ricalcolare in chiave contributiva anche i vitalizi dei parlamentari che sono già cessati dal servizio e stanno percependo il trattamento previdenziale.

Leggi anche: Pensioni e vitalizi: la verità su quanto paghiamo per politici italiani e europei

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