Nuove città verdi contro la carenza di case, Londra combatte la crisi immobiliare

200.000 nuove case in tutta l'Inghilterra per contrastare la carenza di abitazioni e i prezzi esplosivi del mercato immobiliare. E' l'iniziativa del governo di Theresa May.

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200.000 nuove case in tutta l'Inghilterra per contrastare la carenza di abitazioni e i prezzi esplosivi del mercato immobiliare. E' l'iniziativa del governo di Theresa May.

Il governo britannico di Theresa May ha dato il via libera alla costruzione di 14 tra “village- e town gardens” in tutta l’Inghilterra, ovvero a piccole comunità da 1.500 a un massimo di 10.000 case. La decisione dovrebbe portare alla costruzione di complessivi 200.000 nuove abitazioni con annesso giardino, tenendo conto anche dei progetti pubblici già in cantiere. Allo scopo, Londra ha messo a disposizione 6 milioni di sterline per i nuovi villaggi e 1,4 milioni per le nuove cittadine.

Lo scopo dell’iniziativa è di contrastare la carenza di case, che specie nelle aree più popolose del sud-est dell’Inghilterra stanno da anni facendo esploderne i prezzi.

La crisi immobiliare è forse la più sentita dai sudditi di Sua Maestà, anche se il caso più eclatante si ha a Londra, dove non bastano più nemmeno 14 stipendi annuali per comprare casa, pari a 46 anni di risparmi. Per la prima volta dal 2008, il 2016 si è chiuso con una crescita dei prezzi nella capitale inferiore a quella registrata mediamente in tutto il Regno Unito, segno che i londinesi iniziano a non potersi più permettere di acquistare casa. (Leggi anche: Prezzi case a Londra crescono meno della media nazionale)

14 villaggi-giardino in tutta Inghilterra

In costruzione sono già i villaggi-giardino a Aylesbury, Taunton, Bicester e Didcot nella contea di Oxford, Basingstoke nell’Hampshire, Ebbsfleet nel Kent e uno nel Northampton. Altri sono previsti dalla Cornovaglia al Nord Inghilterra, a ridosso della Scozia. Non è casuale che l’annuncio di nuove realtà verdi nelle zone più disabitate sia avvenuto con l’arrivo del nuovo anno, a sigillo dell’impegno del governo di concentrarsi su una priorità molto sentita dagli elettori.

Tutte le abitazioni saranno vendute a sconto del 20% agli under-40, i quali non potranno rivenderle per i primi 5 anni dalla data di acquisto. Le nuove comunità, che amplieranno in alcuni casi borghi esistenti, saranno dotate di servizi, come scuole e trasporti pubblici e tuteleranno il verde pubblico. (Leggi anche: Bolla immobiliare a Londra, costo affitti record)

 

 

 

 

Il caso più grave è a Londra

Shaun Spiers, a capo della Campagna per la Protezione dell’Inghilterra Rurale, spiega che se ben fatte, le nuove comunità potrebbero contrastare la carenza di case, ma condanna i tentativi in corso in diverse località inglesi, dove le costruzioni starebbero avvenendo in barba ai buoni principi di programmazione.

In generale, il timore è che le nuove comunità non siano realmente “verdi” e che sorgano proprio sul “Green Belt”, la cintura verde che il governo si è impegnato a tutelare e che rappresenta anche una parte della tradizione inglese. Non è, comunque, la prima volta che Londra pianifica villaggi-giardino, le cui radici affondano nel tardo Ottocento, quando Ebenezer Howard, che li propose come alternative ai ghetti urbani. Nacquero così Letchworth Garden City nel 1903 e Welwyn Garden City nel 1920.

Riusciranno 200.000 nuove abitazioni a porre fine al problema dei prezzi esplosivi sul mercato immobiliare? Difficile, che ciò possa avere effetto sulla capitale, che di fatto non viene coinvolta nel piano, sebbene almeno tre villaggi verdi sorgeranno non lontana da essa, ovvero nella contea dell’Essex e nell’Hampshire. A Londra, paradossalmente potrebbe far bene la Brexit, che facendo venir meno la domanda di abitazioni da parte di investitori stranieri, in previsione di un ruolo meno centrale per la City nel mondo, allenterebbe la pressione sul relativo mercato. (Leggi anche: Londra, case mai così care)

 

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