Bolla immobiliare a Londra prossima allo scoppio? Record per costo affitti

Bolla immobiliare a Londra: numeri scioccanti sui prezzi delle case e il costo degli affitti. Anche senza rischio Brexit è possibile un'inversione di tendenza.

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Bolla immobiliare a Londra: numeri scioccanti sui prezzi delle case e il costo degli affitti. Anche senza rischio Brexit è possibile un'inversione di tendenza.

La città di Londra vive da anni una spettacolare bolla immobiliare, come dimostrano senza dubbio le cifre sui prezzi delle compravendite e degli affitti. A maggio, mediamente un immobile costava 556.350 sterline, ovvero circa 700.000 euro, 14 volte in più lo stipendio medio di un residente. Negli ultimi 20 anni, i prezzi delle case al metro quadrato nella capitale britannica sono esplosi del 432% contro il 251% della media nazionale.

In un solo anno, secondo i dati del mese scorso, i valori immobiliari a Londra sono cresciuti del 9,2%, consentendo ai proprietari di incassare ben 51.000 sterline in più. Alla base di questo boom senza fine c’è la carenza di abitazioni, tanto che il nuovo sindaco Sadiq Khan vorrebbe limitarne la vendita ai soli residenti.

A Londra vivono 80 miliardari con una ricchezza complessiva di oltre 400 miliardi di dollari. Nessun’altra città al mondo ospita così tanti paperoni. E le conseguenze di questa peculiarità si stanno avendo anche sul mercato degli affitti: secondo una ricerca di Countrywide Plc., prendere in locazione una stanza di un appartamento per un under-30 costa il 57% del suo reddito netto, in crescita dal 41% del 2007.

Mediamente, un piccolo immobile costa 1.133 sterline al mese (oltre 1.400 euro), in crescita del 48% dal 2007, quando nello stesso arco di tempo gli stipendi sono cresciuti solamente dell’11%. Al momento, il costo di acquisto di una casa è pari a 6,1 volte il reddito familiare medio, appena al di sotto del record di 6,4 del 2007, prima che arrivasse il crollo con la crisi finanziaria. Brexit o meno, quindi, potremmo essere vicino allo scoppio della bolla immobiliare, mentre spetterà al nuovo sindaco studiare un piano per garantire ai londinesi un aumento dell’offerta, che tenga il passo dell’alta domanda abitativa.

 

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