Sprechi sanità italiana? Eppure siamo più efficienti dei tedeschi!

La bistrattata sanità italiana risulta più efficiente di quella di paesi come Francia e Germania. Per quanto pensiamo di essere spreconi, i numeri parlano chiaro: pochi posti letto e ricoveri, degenze brevi e spesa più bassa.

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La bistrattata sanità italiana risulta più efficiente di quella di paesi come Francia e Germania. Per quanto pensiamo di essere spreconi, i numeri parlano chiaro: pochi posti letto e ricoveri, degenze brevi e spesa più bassa.

La sanità italiana viene dipinta come una voragine per i nostri conti pubblici e, in effetti, leggendo le cronache giudiziarie dell’ultimo decennio, in particolare, l’idea che emerge è quello di un “magna magna” di pochi ai danni dei contribuenti e in molti casi, purtroppo, dei diritti dell’ammalato. Eppure, in pochi sappiamo che la nostra sanità viene considerata tra le migliori al mondo. D’altronde, se come italiani godiamo di una longevità tra le più alte al mondo, parte del merito va anche all’accuratezza delle cure mediche.

Analizzando i numeri, possiamo affermare senza ombra di dubbio, che pur in presenza di sprechi, la sanità italiana sarebbe più efficiente di altri sistemi in Europa. In questo articolo, vi presentiamo quattro indicatori a conferma dell’affermazione appena esposta. Trattasi di dati OCSE, che qui sotto vi proponiamo e che mettiamo in confronto tra di loro. (Leggi anche: Tagli alla spesa sanitaria, il caso dell’Ospedale Pellegrini di Napoli)

Spendiamo meno degli altri

Iniziamo con la spesa sanitaria: lo stato spendeva nel 2015 il 6,6% del pil, a copertura del 75% della spesa complessiva degli italiani, pari all’8,8% del pil. Sono percentuali nettamente inferiori a quelle delle altre principali economie. La Germania, esempio di finanze pubbliche parsimoniose, spende nella sanità pubblica il 10% del suo pil, coprendo più del 90% del fabbisogno dei cittadini tedeschi, pari all’11% del pil. In Francia, la quota pubblica dedicata è dell’8,4%, a fronte del 10,7% complessivamente speso dai suoi residenti.

E passiamo a un altro indicatore di efficienza sanitaria: il numero di posti letto, in rapporto alla popolazione residente. In Italia, risultano 3,3 ogni 1.000 abitanti (dato 2013, verosimilmente da rivedere al ribasso), poco più della metà dei 6,2 in Francia e di gran lunga meno degli 8,23 in Germania.

I tagli hanno riguardato un po’ tutti i paesi negli ultimi decenni, ma resta il fatto che dal 1995 ad oggi, a fronte di un aumento della popolazione residente italiana di 4 milioni, il nostro paese risulta avere tagliato quasi 145.000 posti letto, avendoli quasi dimezzati, la Germania di 134.000 e la Francia di circa 95.000. Questi ultimi due paesi hanno registrato, nel frattempo, una popolazione sostanzialmente stabile. E così, oggi i nostri ospedali ospitano appena 200.000 posti letto, la metà di quelli francesi e meno di un terzo di quelli tedeschi. (Leggi anche: Tagli posti letto sanità)

Sanità italiana più efficiente di altri sistemi europei

E su 100.000 abitanti, risultano in Italia avere subito un ricovero poco più di 12.000 persone all’anno, ovvero meno di un ottavo del totale. In Germania, oltre 25.600 persone, un quarto della popolazione residente, riceverebbe ogni anno cure ospedaliere superiore alla giornata, in Francia un abitante su sei. Non solo: la degenza ospedaliera media nel nostro paese è di 6,8 giorni, in Germania di 7,6 giorni, mentre in Giappone si arriva a ben 17 giorni. (Leggi anche: Ricoveri lunga degenza, buono Inps)

Riassumendo: in Italia si spende per la sanità meno che negli altri principali paesi europei, sia sul piano pubblico che complessivo. I posti letto a disposizione dei nostri ospedali sono stati quasi dimezzati nell’arco di venti anni e risultano oggi di gran lunga inferiori a quelli di Francia e Germania. La stessa degenza media è nel nostro paese più bassa che all’estero, mentre il numero dei ricoveri è palesemente basso. Basta questo per dire che siamo efficienti? No, ma forse più di tanti altra con la fama di spendere bene i loro denari pubblici.

 

 

 

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